L’indice del “Benessere equo e sostenibile” (Bes) secondo Istat e Cnel: 7 milioni di persone in difficoltà- Crollo dei consumi

L’indice del “Benessere equo e sostenibile” (Bes) secondo Istat e Cnel: 7 milioni di persone in difficoltà- Crollo dei consumi

Primo rapporto sul Benessere equo e sostenibile, presentato dall’Istat e dal Cnel. Tra il 2010 e il 2011 l’indicatore della “grave deprivazione” sale dal 6,9% all’11,1%, ciò significa che 6,7 milioni di persone sono in difficoltà economiche, con un rialzo di 2,5 milioni in un anno.

La crisi ha fortemente intaccato il potere d’acquisto delle famiglie. Il reddito disponibile in termini reali si è ridotto in 4 anni, dal 2007 al 2011 del 5%, portando molti a intaccare i risparmi per far fronte alle esigenze, risparmiano meno o addirittura indebitandosi: la quota di persone in famiglie che hanno ricevuto aiuti in denaro o in natura da parenti non coabitanti, amici, istituzioni o altri è passata dal 15,3% del 2010 al 18,8% del 2011 e, nei primi nove mesi del 2012, la quota delle famiglie indebitate è passata dal 2,3% al 6,5%.

L’Italia è il paese europeo che, dopo la Spagna, presenta la più forte esclusione dal lavoro dei giovani e l’unico con bassissime opportunità di occupazione regolare. Solo poco più di tre giovani su dieci lavorano con un tasso di occupazione del 33,8% tra i 20-24enni. Insieme ai giovani ad essere penalizzate sono anche le donne e gli abitanti del Sud con tassi di occupazione del 49,9% e del 47,8% rispettivamente. Sul fronte del paesaggio e del patrimonio culturale l’Italia è un Paese ricco che però non ha cura delle sue ricchezze, spende troppo poco per preservarle e valorizzarle, non fa rispettare integralmente le norme che dovrebbero tutelarle. Unico dato consolante del Rapporto quello sulla consapevolezza degli italiani in materia, che è cresciuta negli anni e ha portato poco più di un quinto dei cittadini a preoccuparsi per il depauperamento di queste risorse.

Infine, la politica. Su una scala da zero a dieci il voto di fiducia media dei cittadini italiani verso i partiti si ferma a 2,3, laddove e’ in grave calo anche la fiducia nell’altro in senso lato.

L’istituzione che riscuote il piu’ alto voto di fiducia degli italiani sono i Vigili del fuoco, con 8,1, mentre, oltre ai partiti, restano molto al di sotto della sufficienza anche il parlamento (3,6), le amministrazioni locali (4) e la Giustizia (4,4). Ma la sfiducia e’ diffusa anche sul piano della relazione privata e personale: nel 2011 appena il 20% della popolazione riteneva di potersi fidare degli altri, dato in calo rispetto al 21,7% del 2010, e molto al di sotto della media Ocse (33%). La fiducia nell’altro e’, inoltre, particolarmente bassa nel Mezzogiorno, ferma al 15,2%. Per quanto il piu’ bisognoso, il Sud e’ anche il piu’ penalizzato sul piano delle relazioni sociali, potendo contare sulla meta’ dei volontari rispetto al Nord (il 6% rispetto al 13,1%).

Il rapporto Bes di Istat e Cnel per la misurazione del benessere rappresenta «una opportunità per la società italiana per discutere quale futuro vogliamo costruire», anche se si tratta «solo di un punto di partenza per realizzare un cambiamento culturale che, mi auguro, aiuterà a migliorare in concreto il benessere della generazione attuale e di quelle future» afferma il presidente dell’Istituto di statistica, Enrico Giovannini. «Per ciò che concerne la politica – prosegue Giovannini – le esperienze internazionali, come quelle australiana e neozelandese, offrono importanti spunti per l’utilizzo del Bes: ad esempio, richiedere che le relazioni tecniche di accompagnamento delle nuove leggi descrivano l’effetto atteso sulle diverse dimensioni del benessere e non solo sulle variabili finanziarie».

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