Cominciano le grandi manovre sull’Italia in recessione profonda- Fitch taglia il rating

Cominciano le grandi manovre sull’Italia in recessione profonda- Fitch taglia il rating

FITCH, RECESSIONE ITALIA FRA LE PEGGIORI IN UE

Nonostante la discesa dello spread – che il 7 marzo ha chiuso a 307 – e le parole di Mario Draghi, che ha rassicurato sull’esito del voto italiano, convinto che non si sarebbe arrestato il cammino delle riforme perché il Paese sarebbe andato avanti “con il pilota automatico”, il giudizio di Fitch arriva come una mazzata. Fitch ha tagliato il rating dell’Italia a bbb+ da a- con outlook negativo. L’esito “inconcludente” delle elezioni, spiega l’agenzia, rende “improbabile che un nuovo governo stabile possa essere formato nelle prossime settimane. La maggiore incertezza politica e un non favorevole contesto per ulteriori riforme strutturali costituiscono un ulteriore shock negativo per l’economia reale” già nel mezzo di una “profonda recessione”.

I dati del quarto trimestre 2012 secondo Fitch “confermano come quella italiana sia una delle recessioni più profonde in Europa”. Inoltre, “la posizione di partenza sfavorevole e alcuni sviluppi recenti, come la caduta inaspettata dell’occupazione e indicatori di fiducia persistentemente deboli, possono aumentare il rischio di una recessione più lunga e profonda di quanto precedentemente previsto”.

Fitch prevede una contrazione del Pil dell’1,8% nel 2013, soprattutto a causa del riporto dalla contrazione del 2,4% nel 2012. Nel 2013 il rapporto debito/Pil potrebbe toccare il 130% rispetto alla stima di Fitch del 125% a metà del 2012, anche assumendo un’invariata politica di bilancio.

L’outlook negativo riflette i seguenti fattori di rischio che possono portare a un downgrade del rating: “recessione più profonda e più a lungo di quanto attualmente previsto”, che minerebbe “lo sforzo di risanamento del bilancio aumentando i rischi potenziali del settore finanziario”.

A stretto giro arriva in serata la replica del Ministero dell’Economia: “L’incertezza Politica che è seguita alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio è parte integrante di un normale processo democratico. Confermiamo quindi la fiducia nel fatto che l’italia troverà la soluzione politica e proseguirà il processo di riforma in corso”, si legge in una nota.

Il Tesoro replica poi a Fitch che parla anche di “calo dell’occupazione non previsto e debolezza persistente degli indicatori di fiducia, che aumentano il rischio di una recessione più lunga e profonda di quanto previsto inizialmente”. La situazione nell’ultimo trimestre – prosegue la nota – è stata peggiore delle previsioni ovunque in Europa e, con specifico riferimento alla disoccupazione, è importante sottolineare che, secondo la commissione europea e altre organizzazioni internazionali, essa è aumentata anche e soprattutto a causa del maggior numero di donne e giovani in cerca lavoro. Inoltre molte aziende preferiscono mantenere i loro lavoratori sia pure ad orario ridotto per non dover procedere, quando l’economia riprenderà, all’assunzione e alla formazione di nuovi lavoratori”.

E mentre cresce il fronte di economisti che insiste sulla necessità della crescita per uscire dal tunnel della crisi, anche a scapito del rigore, il tedesco Hans Werner Sinn va controcorrente: “L’austerità è la sola via per far tornare indietro l’orologio dei prezzi in italia. Se minate l’austerità, non migliorerete la vostra competitività”, ha detto oggi.

Il giudizio di Fitch sul debito italiano si allinea così a quello degli altri due colossi americani del rating. Standard & Poor’s, che in questi giorni ha più volte rassicurato sul suo punti di vista riguardo il merito creditizio del Paese, aveva già portato il rating a BBB+ e Moody’s a Baa2. “E’ improbabile la formazione di un nuovo governo stabile per le prossime settimane”, avverte Fitch, sottolineando che “i dati indicano il rischio che la recessione si prolunghi più di quanto atteso”.

L’agenzia prevede una contrazione del Pil italiano dell’1,8 per cento nel 2013, ben oltre il meno 1 per cento atteso da Confindustria e dalla Banca d’Italia. La recessione più profonda e lunga del previsto “mette a rischio lo sforzo di risanamento di bilancio e aumenta i rischi del settore finanziario”, aggiunge l’agenzia, precisando che “se la recessione sarà più profonda e lunga del previsto, il rischio che al governo possano essere richieste ulteriori iniezioni di capitale, al di là di Monte dei Paschi di Siena, non può essere scartato”.

Nonostante il provvedimento, Fitch sottolinea come il rating dell’Italia resta a livello di investimento dal momento che la nostra economia è ancora “relativamente ricca, diversificata e con alto valore aggiunto, con un livello moderato di indebitamento del settore privato”. Inoltre, ricorda l’agenzia, “l’Italia ha compiuto progressi concreti negli ultimi due anni grazie al consolidamento fiscale”, mentre le misure già adottate “dovrebbero essere sufficienti a ridurre ulteriormente il deficit di bilancio 2013″. Fitch evidenza come punti di forza i ridotti rischi legati al settore bancario e il sistema pensionistico “sostenibile”, oltre alla “flessibilità e resistenza” mostrata dal debito sovrano italiano.

A sostenere il rating BBB+ sono vari fattori, fra i quali la relativa ricchezza e la la diversificazione dell’economia con moderati livelli di indebitamento del settore privato. “L’outlook è negativo e al momento Fitch non anticipa sviluppi che potrebbero tradursi in un upgrade”, avverte Fitch in un comunicato. “Sviluppi che potrebbero portare a una revisione dell’outlook a stabile includono: una sostenuta ripresa economica che sostenga l’attuale risanamento in atto e ulteriori riforme strutturali che rafforzino la competitività e il potenziale di crescita”.

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