Risultati delle Elezioni politiche del 2013

Risultati delle Elezioni politiche del 2013

50 449 979 cittadini italiani al voto

Le elezioni politiche italiane del 2013 per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si sono tenute domenica 24 e lunedì 25 febbraio 2013 a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012, quattro mesi prima della conclusione naturale della XVI Legislatura. Le consultazioni elettorali sono state regolamentate dalla vigente legge elettorale del 2005.

Contestualmente alle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, i cittadini di Lombardia, Molise e Lazio sono stati chiamati al voto anche per il rinnovo anticipato dei consigli regionali e l’elezione diretta del Presidente della regione.

Per quanto riguarda le elezioni politiche, gli italiani aventi diritto di voto per la Camera dei Deputati erano 50 449 979 (26 088 170 donne e 24 361 809 uomini).

I contrassegni elettorali definitivamente ammessi alle elezioni sono stati 184.

Affluenza: -5% rispetto al 2008

L’affluenza al voto registrata dal Ministero dell’Interno, per la Camera, è stata pari al 75,17% degli elettori aventi diritto al voto, circa il 5% in meno rispetto alle Elezioni politiche italiane del 2008 che fu pari al 80,50%. Risultato simile anche per il Senato, con un’affluenza di 75,11% contro gli 80,46% delle precedenti elezioni.

630 seggi alla Camera – 315 al Senato

La legge elettorale e la Costituzione prevedono l’assegnazione dei seggi (630 alla Camera, 315 al Senato) sulla base della popolazione così come risultante dell’ultimo censimento generale, cioè dal censimento nazionale del 2001. A questa norma si deroga solo per i cittadini italiani residenti all’estero. La legge che disciplina le elezioni per la circoscrizione estero prevede infatti l’aggiornamento dei dati sulla base dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE). Il giorno stesso dello scioglimento delle Camere il Presidente della Repubblica, su proposta del Consiglio dei ministri, firmò due decreti che specificavano la ripartizione dei seggi. Per quanto riguarda la Camera, tale suddivisione era tuttavia solo indicativa: i seggi assegnati infatti variarono per garantire la proporzionalità fra i risultati delle liste.

Numeri e costi delle elezioni

Il costo delle Elezioni Politiche 2013 (comprese anche le Regionali e le Amministrative del prossimo anno) è pari a 389,50 milioni di euro, proveninenti dal Ministero dell’Interno (315), dal Ministero degli Esteri (33,1), dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (28) e dal ministero della Giustizia (13,4).

Il Ministero dell’Interno eroga 73 milioni per le esigenze di ordine pubblico (21 154 poliziotti, 21 154 carabinieri, 11 526 finanzieri, 3 268 forestali, 300 poliziotti penitenziari, 3 638 vigili urbani, 585 poliziotti provinciali), 223,15 milioni di euro copriranno le spese per i seggi elettorali, compresi i compensi per presidenti, segretari e scrutatori (anticipati dai comuni), 9,80 milioni per le facilitazioni di viaggio per gli elettori che tornano nei comuni di residenza, 2,13 per il sistema informatico e di telecomunicazioni, 1,92 per il personale e la logistica e 5 milioni per la struttura per le politiche sul personale del Ministero dell’Interno. 369 582 componenti di seggio si occuperanno delle operazioni elettorali in 61 597 seggi.

Negli ospedali e case di cura con almeno 200 posti letto sono state istituite 595 sezioni. In quelli con posti letto tra 100 e 199, nonché presso le carceri sono stati istituiti 1 620 seggi speciali. Presso le case di cura con meno di 100 posti letto sono stati istituiti 3 290 seggi volanti.

Principali avvenimenti

Lo scioglimento delle camere è stato decretato il 22 dicembre 2012 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con alcune settimane di anticipo rispetto alla fine naturale della XVI Legislatura, in seguito alle dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Monti a cui il gruppo parlamentare del Popolo della Libertà aveva ritirato il sostegno.

Il governo aveva approvato il 18 dicembre un decreto legge “con disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nel 2013” per introdurre, in caso di scioglimento anticipato delle camere, una riduzione del 50% delle firme per la presentazione di liste e candidati. La riduzione è stata poi portata al 75% in fase di conversione in legge. Con un decreto legislativo del 31 dicembre, inoltre, sono stati introdotti dei criteri di incandidabilità per i condannati in via definitiva a oltre 2 o 4 anni per diverse categorie di delitti non colposi.

Nel corso della legislatura il Parlamento non ha modificato la legge Calderoli (il cosiddetto “Porcellum”), legge elettorale in vigore dal 31 dicembre 2005. Vari abbozzi di riforma erano stati tentati dai gruppi parlamentari durante l’ultimo anno sotto raccomandazione del Presidente della Repubblica che, in seguito allo scioglimento delle camere, si è detto rammaricato per il mancato raggiungimento di un accordo.

Il 6 gennaio 2013 è entrato in vigore il regolamento della par condicio per le reti televisive della RAI, Mediaset, La7 e SKY.

Composizione degli schieramenti e delle candidature

Fin da alcuni mesi precedenti alle dimissioni di Mario Monti, i principali partiti politici hanno iniziato a delineare le alleanze per le elezioni del 2013.

Coalizione di centro-sinistra

La coalizione di centro-sinistra, detta Italia. Bene Comune, è stata presentata il 13 ottobre con la firma di una carta d’intenti da parte del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, del presidente di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola e dal segretario del Partito Socialista Italiano Riccardo Nencini.

Il “candidato premier” (da non confondersi con il ruolo, secondo la legge elettorale, di “capo della coalizione”) è stato designato mediante elezioni primarie a doppio turno, aperte ai cittadini italiani, anche non iscritti ai partiti che le hanno indette. I candidati Bersani, Vendola e inoltre Matteo Renzi e Laura Puppato, ambedue esponenti del PD, e Bruno Tabacci, in quel momento esponente dell’Alleanza per l’Italia, hanno partecipato al primo turno, il 25 novembre. Il ballottaggio del 2 dicembre ha indicato come capo della coalizione Pier Luigi Bersani, che ha prevalso su Renzi con il 60,9% dei voti. Per sopperire alla mancanza del voto di preferenza nel sistema elettorale, il 29 e 30 dicembre i due maggiori partiti della coalizione, PD e SEL, hanno svolto delle ulteriori primarie per determinare la gran parte dei componenti delle liste elettorali. Alcuni candidati sono stati comunque decisi dalle segreterie dei due partiti.

La coalizione Italia. Bene Comune partecipa alle elezioni con le liste del Partito Democratico (comprendente alcuni candidati del Partito Socialista Italiano), di Sinistra Ecologia Libertà (che in Trentino-Alto Adige include i candidati dei Verdi del Sudtirolo/Alto Adige) e del Centro Democratico. Fanno parte della coalizione anche altre liste, presentate solo in alcune circoscrizioni del Senato:

  • in Lazio, Campania e Calabria, il Partito Socialista Italiano;
  • in Sicilia, il movimento Il Megafono, legato al presidente della regione Rosario Crocetta;
  • in Lombardia e Sicilia, i Moderati.

Inoltre, il Partito Autonomista Trentino Tirolese ed il Südtiroler Volkspartei si presentano in un’unica lista alla Camera in Trentino-Alto Adige, mentre in Val d’Aosta si presenta, sia alla Camera sia al Senato, la lista Autonomie Liberté Participation Écologie.

Coalizione di centro-destra

Silvio Berlusconi

Il 6 dicembre, in concomitanza con l’uscita dalla maggioranza di governo del Popolo delle Libertà, che avrebbe portato alle dimissioni del governo Monti, Silvio Berlusconi ha annunciato la sua “ridiscesa in campo”. Il partito ha così annullato le primarie per la scelta del leader, indette il precedente 24 ottobre Il 20 dicembre, i deputati del PDL Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto lasciano il partito per fondare Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale, dichiarando che la nuova formazione politica sarebbe stata comunque alleata del PDL alle imminenti elezioni.

Il 7 gennaio è ufficializzato l’accordo con la Lega Nord, che riporta in auge l’alleanza politica vincitrice delle elezioni del 2008 e interrotta durante il governo Monti. La Lega aveva a lungo rifiutato l’accordo, arrivando a fine dicembre a dichiarare la volontà di presentarsi autonoma alle elezioni con la candidatura a premier di Flavio Tosi. Quale capo della coalizione è stato indicato Silvio Berlusconi, che ha tuttavia dichiarato di non essere interessato al ruolo di premier ma a quello di ministro dell’Economia e, a nome del solo PDL, ha designato eventuale presidente del Consiglio il segretario politico Angelino Alfano. Il segretario della Lega Roberto Maroni ha invece proposto per lo stesso ruolo l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

La coalizione partecipa alle elezioni con le liste del Popolo della Libertà, della Lega Nord, de La Destra, di Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale. Fanno parte della coalizione anche altre liste, presenti solo in alcune circoscrizioni:

  • Moderati Italiani in Rivoluzione (MIR), presente alla Camera in 21 circoscrizioni (tranne in Liguria, Lombardia 3, Veneto 2, Abruzzo e Molise) e al Senato in 15 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna);
  • Grande Sud insieme al Movimento per le Autonomie, presente in 14 circoscrizioni alla Camera (Lombardia 3, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Lazio 1, Abruzzo, Campania 1, Campania 2, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia 1, Sicilia 2, Sardegna) e in alcune regioni al Senato (Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna); da tenere presente che in tutte le circoscrizioni della Camera in cui si presenta forma un’unica lista insieme al Movimento per le Autonomie;
  • Intesa Popolare, presente alla Camera in 12 circoscrizioni (Lombardia 1, Emilia Romagna, Umbria, Lazio 1, Lazio 2, Abruzzo, Molise, Campania 1, Campania 2, Puglia, Basilicata, Calabria) e al Senato in 8 (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria);
  • il Partito Pensionati, presente alla Camera in 6 circoscrizioni (Piemonte 1, Veneto 1, Campania 1, Campania 2, Puglia e Sardegna) e al Senato in Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania, Puglia e Sardegna[61][62][63][64][65][66][67][68];
  • Movimento per le Autonomie, presente in Sicilia al Senato; nelle circoscrizioni della Camera dove Grande Sud è presente, forma un’unica lista insieme a quest’ultimo.
  • I Popolari di Italia Domani, presenti in Sicilia al Senato
  • Liberi per un’Italia equa, presente in Campania alla Camera nella circoscrizione Campania I e al Senato.
  • Italia Unita-Basta Tasse, presente al Senato in Lombardia e in Sardegna

Coalizione di centro

Mario Monti

Anche il premier uscente Mario Monti il 25 dicembre ha annunciato il suo ingresso in politica, a capo di una nuova coalizione. Il suo progetto viene sostenuto da due partiti, l’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e Futuro e Libertà per l’Italia, e da una serie di movimenti ed associazioni, tra i quali Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo. Il 4 gennaio 2013 viene presentata la lista Scelta Civica – Con Monti per l’Italia, formata da esponenti della società civile, che si presenterà alle elezioni in coalizione con le liste dell’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro e di Futuro e Libertà per l’Italia alla Camera; al Senato invece la coalizione parteciperà con una lista unica denominata Con Monti per l’Italia.

MoVimento 5 Stelle

Beppe Grillo

Partecipa per la prima volta alle elezioni politiche il MoVimento 5 Stelle, che aveva annunciato il 28 giugno 2012 la candidatura senza apparentamenti alle elezioni politiche. Capo della forza politica è il fondatore Beppe Grillo.

Il 29 ottobre Beppe Grillo formalizza chi può far parte delle liste del MoVimento per le elezioni politiche, limitando la possibilità di concorrere ai soli aderenti al movimento già candidatisi in elezioni precedenti e risultati non eletti. Tutti i candidati sono stati poi individuati mediante le cosiddette “parlamentarie”, consultazioni primarie annunciate il 30 novembre e tenute online dal 3 al 6 dicembre con la partecipazione di 20 252 iscritti al movimento.

Rivoluzione Civile

Antonio Ingroia

Il 17 dicembre 2012 Antonio Ingroia, Luigi De Magistris, Orazio Licandro (PdCI) e Leoluca Orlando (IdV/La Rete 2018) lanciano il manifesto Io ci sto, una piattaforma programmatica in 10 punti da presentare al Partito Democratico per entrare nell’alleanza di centrosinistra.
Fallita ogni trattativa col centrosinistra, il 29 dicembre i promotori di Io ci sto vanno avanti autonomamente e lanciano il cartello Rivoluzione Civile, al quale aderiscono subito oltre a Italia dei Valori, Partito dei Comunisti Italiani e Movimento Arancione, anche Rifondazione Comunista. Ingroia in particolare annuncia l’intenzione definitiva di candidarsi come leader della lista e ne svela il simbolo.
Il 5 gennaio 2013 anche la Federazione dei Verdi aderisce alla coalizione. Il 21 aderisce anche il Nuovo Partito d’Azione.
Inizialmente la lista era sostenuta anche da altri movimenti (ALBA, Partito Pirata, Cambiare si può, Popolo Viola e Agende Rosse di Salvatore Borsellino). La delusione su una serie di aspettative disattese portò a metà gennaio il Popolo Viola a dissociarsi. Il 22 gennaio Borsellino non nasconde la delusione per le liste, ma anche la simpatia per Ingroia ed  è incerto tra RC e Movimento 5 Stelle. Il 23 gennaio anche Cambiare si può non si associa a Rivoluzione Civile. Analoga decisione viene presa il 30 gennaio da ALBA.

Fare per Fermare il Declino

Oscar Giannino

Il 28 luglio 2012, su iniziativa di alcuni economisti quali i professori Luigi Zingales, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro e altri intellettuali come Alessandro De Nicola, Carlo Stagnaro e Oscar Giannino, viene pubblicato a pagamento su alcuni quotidiani nazionali un manifesto programmatico[103][104] di ispirazione prevalentemente liberale, liberista e fortemente critico verso l’intera classe politica nazionale. Da esso, visto l’alto numero di adesioni raccolte via Internet fra i cittadini, nasce e si struttura in poche settimane il nuovo movimento politico Fermare il Declino.

A seguito del rifiuto di far proprio il manifesto da parte di soggetti politici preesistenti quali Italia Futura (che finirà per confluire nella coalizione di centro), l’8 dicembre 2012 il movimento decide di fondare autonomamente un nuovo partito politico, “Fare per Fermare il Declino”, che vede alla sua guida come leader e candidato premier il giornalista economico Oscar Giannino. Esso raccoglie in poche settimane le firme necessarie per presentare le proprie liste, senza parlamentari uscenti, per entrambe le Camere, in tutte le circoscrizioni nazionali ed alcune estere. Il partito si presenta da solo, senza alcuna alleanza e con l’intenzione dichiarata di non stringerne, ma di decidere la propria posizione sui singoli provvedimenti in Parlamento.

Il 18 febbraio uno dei promotori, Luigi Zingales, lascia polemicamente il movimento accusando il leader di millantare un master mai preso nell’università dove insegna, la Booth School of Business di Chicago, e di non aver provveduto a rettificare il suo curriculum presente in rete, nonostante Giannino abbia successivamente spiegato che nella città americana abbia solo studiato inglese e che quel curriculum sia sbagliato[109]. Due giorni più tardi, Oscar Giannino si dimette irrevocabilmente dalla presidenza di Fare, pur rimanendo candidato premier a causa dell’impossibilità, data la legge elettorale, di ritirare la propria candidatura. In varie interviste televisive, Giannino promette di mettere il proprio seggio a disposizione del partito se eletto. L’avvocato Silvia Enrico assume la carica di coordinatrice regionale per condurre il partito al congresso da svolgersi dopo le elezioni.

Altri schieramenti

I Radicali Italiani, dopo essersi presentati nelle elezioni del 2006 e del 2008 nelle liste di centrosinistra, corrono con una loro lista denominata Amnistia Giustizia e Libertà non apparentata ad altre forze politiche e presente in diverse circoscrizioni. Capo della forza politica è indicato in Marco Pannella.

Per la prima volta si presentano alle elezioni politiche i Riformisti Italiani (che candidano a premier Stefania Craxi)[111], la lista Io Amo l’Italia (che candida a premier l’ex parlamentare europeo Magdi Allam).

Nelle varie circoscrizioni sono inoltre presenti quattro liste di orientamento comunista (Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Partito di Alternativa Comunista e Partito Comunista – Sinistra Popolare) e quattro liste di orientamento neofascista (Forza Nuova, CasaPound, Movimento Sociale Fiamma Tricolore e Rifondazione Missina Italiana).

Una lista guidata da Marco Marsili si presenta in Lombardia con il nome I Pirati, a seguito di un’ordinanza emessa del Tribunale di Milano sull’utilizzo del nome “Partito Pirata” e del relativo simbolo in favore del preesistente movimento, il quale non è presente a queste elezioni.

Liste candidate

Per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica risultano candidate le seguenti liste o coalizioni di liste:[113][114]

Coalizioni di liste
  • Coalizione avente come leader Pier Luigi Bersani, denominata Italia. Bene Comune e composta da: Partito Democratico,[n 1] Sinistra Ecologia Libertà,[n 2] Centro Democratico,[n 3] Partito Socialista Italiano,[n 4] Moderati,[n 5] Il Megafono – Lista Crocetta,[n 6] Südtiroler Volkspartei,[n 7] Verdi Grüne Vërc,[n 8] Autonomie Liberté Démocratie.[n 9]
  • Coalizione avente come leader Silvio Berlusconi, composta da: Il Popolo della Libertà,[n 10], Lega Nord,[n 11] Fratelli d’Italia,[n 12] La Destra,[n 13] Moderati Italiani in Rivoluzione,[n 14] Grande Sud,[n 15] Movimento per le Autonomie,[n 16] Intesa Popolare,[n 17] Partito Pensionati,[n 18] Liberi per una Italia Equa,[n 19] Basta Tasse,[n 20] Cantiere Popolare.[n 21]
  • Coalizione avente come leader Mario Monti, denominata Con Monti per l’Italia[n 22] e composta da: Scelta Civica,[n 23] Unione di Centro,[n 24] Futuro e Libertà per l’Italia,[n 25] Movimento Associativo Italiani all’Estero.[n 26][117]
  • Coalizione avente come leader Ottavio Pasqualucci, composta da: No alla Chiusura degli Ospedali,[n 27] Dimezziamo lo Stipendio ai Politici,[n 28] Viva l’Italia.[n 29]
Liste non coalizzate
  • CasaPound Italia,[n 30] avente come leader Simone Di Stefano
  • Civiltà Rurale Sviluppo,[n 31] avente come leader Enzo Bosio
  • Comunità Lucana,[n 32] avente come leader Michele Somma
  • Costruire Democrazia,[n 33] avente come leader Massimo Romano
  • Democrazia Atea,[n 34] avente come leader Carla Corsetti
  • Die Freiheitlichen,[n 35] avente come leader Ulli Mair
  • Donne per l’Italia,[n 36] avente come leader Maria Cristina Sandrin
  • Fare per Fermare il Declino,[n 37] avente come leader Oscar Giannino
  • Fiamma Tricolore,[n 38] avente come leader Luca Romagnoli
  • Forza Nuova,[n 39] avente come leader Roberto Fiore
  • Indipendenza per la Sardegna,[n 40] avente come leader Pietro Murru
  • Indipendenza Veneta,[n 41] avente come leader Lodovico Pizzati
  • Insieme per gli Italiani[n 42]
  • Io Amo l’Italia,[n 43] avente come leader Magdi Cristiano Allam
  • I Pirati,[n 44] avente come leader Marco Marsili
  • Italiani per la Libertà[n 45]
  • La Base,[n 46] avente come leader Efisio Arbau
  • L’Alto Adige nel Cuore[n 47]
  • Liberali per l’Italia – PLI,[n 48] avente come leader Renata Jannuzzi
  • Liga Veneta Repubblica,[n 49] avente come leader Fabrizio Comencini
  • Lista Amnistia, Giustizia e Libertà,[n 50] avente come leader Marco Pannella
  • MoVimento 5 Stelle,[n 51] avente come leader Beppe Grillo
  • Movimento Eudonna,[n 52] avente come leader Giovanna Sorbelli
  • Movimento Naturalista Italiano,[n 53] avente come leader Gabriele Nappi
  • Movimento Politico Pensiero Azione,[n 54] avente come leader Antonio Piarulli
  • Movimento Progetto Italia – MID,[n 55] avente come leader Marina Petrini
  • Movimento Staminali d’Italia,[n 56] avente come leader Erika Graci
  • Movimentu Europeu Rinaschida Sarda,[n 57] avente come leader Salvatore Meloni
  • Nation Val d’Outa[n 58]
  • Partito Comunista – Sinistra Popolare[n 59]
  • Partito Comunista dei Lavoratori,[n 60] avente come leader Marco Ferrando
  • Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista,[n 61] avente come leader Domenico Savio
  • Partito del Sud – Meridionalisti Unitari,[n 62] avente come leader Andrea Balia
  • Partito di Alternativa Comunista,[n 63] avente come leader Adriano Lotito
  • Partito di Azione per lo Sviluppo,[n 64] avente come leader Alfonso Luigi Marra
  • Partito per Tutti – Partei für Alle[n 65]
  • Partito Repubblicano Italiano,[n 66] avente come leader Franco Torchia
  • Partito Sardo d’Azione,[n 67] avente come leader Giovanni Angelo Colli
  • Popolari Uniti,[n 68] avente come leader Antonio Potenza
  • Progetto Nazionale,[n 69] avente come leader Piero Puschiavo
  • Rialzati Abruzzo – Abruzzo Futuro,[n 70] avente come leader Carlo Masci
  • Rifondazione Missina Italiana,[n 71] avente come leader Raffaele Bruno
  • Riformisti Italiani,[n 72] avente come leader Stefania Craxi
  • Rivoluzione Civile,[n 73] avente come leader Antonio Ingroia
  • Tutti Insieme per l’Italia,[n 74] avente come leader Antonio Corsi
  • Unione Italiani Sudamerica[n 75]
  • Unione Padana,[n 76] avente come leader Giulio Arrighini
  • Unione Popolare,[n 77] avente come leader Maria Di Prato
  • Unione Sudamericana Emigrati Italiani[n 78]
  • Union Valdôtaine Progressiste[n 79]
  • Vallée d’Aoste[n 80]
  • Veneto Stato,[n 81] avente come leader Antonio Guadagnini
  • Voto di Protesta – Diritto alla Dignità,[n 82] avente come leader Giuseppe Cirillo

Risultati

Senato della Repubblica

Lista/Coalizione Totale voti Percentuale di voti Seggi ottenuti
PD 8 400 255 27,43 113
SEL 912 374 2,97 7
SVP 2
Partito Autonomista Trentino Tirolese 1
Il Megafono – Lista Crocetta 138 581 0,45 1
Totale Italia. Bene Comune (Centrosinistra) 10 047 603 31,63 123
PdL 6 829 373 22,30 98
LN 1 328 555 4,33 18
Grande Sud 122 100 0,39 1
Totale Centrodestra 9 405 679 30,71 117
MoVimento 5 Stelle 7 285 850 23,79 54
Con Monti per l’Italia (Centro) 2 797 486 9,13 19
MAIE 120 290 13,45 1
Vallée d’Aoste 24 609 1

Camera dei Deputati

Lista/Coalizione Totale voti Percentuale di voti Seggi ottenuti
PD 8 644 187 25,42 297
SEL 1 089 442 3,20 37
Centro Democratico 167 170 0,49 6
SVP 146 804 0,43 5
Totale Italia. Bene Comune (Centrosinistra) 10 047 603 29,54 345
PdL 7 332 667 21,56 98
LN 1 390 156 4,08 18
Fratelli d’Italia 666 035 1,95 9
Totale Centrodestra 9 923 109 29,18 125
M5S 8 689 168 25,55 109
Scelta Civica 2 824 001 8,30 39
UdC 608 199 1,78 8
Totale Con Monti per l’Italia (Centro) 3 591 629 10,56 47
MAIE 140 473 14,30 2
Vallée d’Aoste 1
USEI 44 024 4,48 1
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