La profezia di San Malachia: un falso suggestivo?

La profezia di San Malachia: un falso suggestivo?

Malachia di Armagh

Malachia di Armagh

“La profezia era già tornata di grande attualità dopo la morte di Giovanni Paolo II, che era il 110mo nell’elenco e ovviamente lo è ancora di più ora che Benedetto XVI rinuncia al ministero di vescovo di Roma”, scrivono Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari  nel loro articolo “La falsa profezia di Malachia” (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-falsa-profezia-di-malachia-5796.htm). A maggior ragione liquida la faccenda come “falso storico” la voce dedicata in Cathopedia. L’Enciclopedia cattolica. Sembra proprio che abbiano tutte le ragioni per farlo. Occorre solo notare l’insistita accentuazione del gesto profetico attribuito a Benedetto XVI con le sue dimissioni. Siamo al cospetto di un corto circuito semantico. In sede storica, però, il documento sembra non reggere per diversi motivi.

La profezia sarebbe un falso costruito durante il conclave del 1590. “Il riferimento ai Papi precedenti il 1590 è abbastanza preciso – scrivono Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari -, con motti che richiamano lo stemma o il casato, mentre per i Papi successivi il riferimento è molto più vago e diventa possibile solo andando alla ricerca di elementi eterogenei cosa che, tra l’altro, renderebbe possibile la compatibilità con qualsiasi personaggio. Ad esempio, il primo papa della lista, Celestino II, è definito Ex castro Tiberi, con allusione al luogo di origine del Papa, che nacque a Città di Castello, sul fiume Tevere. Eugenio III (1145-1153) è definito Ex magnitudo montis, e anche qui il riferimento è al luogo di nascita: Montemagno, in provincia di Pisa”.

Sui papi moderni i motti attribuiti da Malachia sono vaghi o inconsistenti: “Se invece guardiamo ai papi della nostra epoca – scrivono Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari -, le interpretazioni date ai rispettivi motti sono a dir poco forzate. Giovanni XXIII sarebbe Pastor et Nauta (pastore e marinaio) con riferimento al suo mandato di Patriarca di Venezia (antica repubblica marinara) o al ruolo di “traghettatore della Chiesa nel mare della modernità” attraverso il Concilio Vaticano II. Paolo VI è indicato dal motto Flos Forum, fiore dei fiori, definizione che alcuni attribuiscono al giglio: nello stemma di Paolo VI compaiono tre gigli. Giovanni Paolo I è De Medietate lunae, che molti hanno riferito al fatto che il suo pontificato – 33 giorni – è durato “il tempo di una luna” con riferimento al mese lunare; in realtà il mese lunare è di 28 giorni e mezzo mese lunare, come indica il motto, è quindi di 14 giorni. Giovanni Paolo II sarebbe De labore solis, che alcuni vedono come riferimento alla provenienza da un Paese dell’Est (dove sorge il sole). Benedetto XVI sarebbe poi De gloria olivae, motto che fa faticare non poco gli esegeti di Malachia: l’interpretazione che va per la maggiore fa riferimento al nome Benedetto sostenendo che i benedettini sono chiamati anche olivetani, il che però non è vero in quanto gli Olivetani sono soltanto un ramo riformato del monachesimo benedettino; più recentemente ci si è riferiti al fatto che Benedetto XVI ha canonizzato il fondatore degli Olivetani, san Bernardo Tolomei, ma si vede che per poter rendere credibile la profezia bisogna fare un notevole sforzo di fantasia”.

Ma vediamo in dettaglio il documento, seguendo quanto scrive l’Enciclopedia cattolica, che è uno dei testi di riferimento:

La profezia di san Malachia è una lista di centoundici brevi motti in lingua latina, ciascuno dei quali indicherebbe un tratto notevole di tutti i papi e di alcuni antipapi a partire da Celestino II († 1144). A questi brevi motti si aggiunge un’ultima profezia su “Pietro il Romano”, durante il cui pontificato dovrebbe avvenire il Giudizio universale.

La profezia, attribuita all’abate irlandese san Malachia († 1148), è ritenuta dalla maggior parte degli studiosi un falso realizzato durante il conclave dell’autunno 1590.

Controverse origini della profezia

Nel 1139 san Malachia giunse a Roma per fare un resoconto degli affari della sua diocesi a papa Innocenzo II[2]. Secondo l’abate Cucherat[3], durante il suo soggiorno romano, Malachia avrebbe avuto una visione del futuro: gli sarebbe stata rivelata la lista dei pontefici che avrebbero guidato la Chiesa dalla sua epoca alla fine del mondo. Lo stesso autore sostiene che Malachia avrebbe dato il suo manoscritto al Papa per consolarlo delle sue sofferenze e che il documento sarebbe rimasto dimenticato fino alla sua riscoperta nel 1590.

Le profezie di Malachia comparvero per la prima volta nel 1595 nel Lignum vitae del benedettino Arnold de Wyon, che le pubblicò con l’accompagnamento di un tentativo di interpretazione per ciascuno dei papi sino ad allora vissuti. Fin dalla loro prima comparsa, le profezie di Malachia, più volte ristampate, suscitarono subito un lungo dibattito tra chi ne sosteneva l’autenticità e chi, invece, si sforzava di dimostrarne la falsità in base ai seguenti argomenti[4]:

  • Arnold de Wyon, vissuto quattro secoli e mezzo dopo san Malachia, non dichiara la fonte da cui ha tratto le profezie che lui per primo pubblicò.
  • Per quattro secoli, nessun autore che si è occupato della Storia dei papi ha menzionato queste profezie. Singolare appare in particolare il silenzio di san Bernardo di Chiaravalle, intimo amico di san Malachia e autore di una sua Vita; questo silenzio, però, potrebbe essere spiegato con la congettura di Cucherat secondo cui lo scritto di Malachia sarebbe rimasto nascosto negli archivi papali per quattrocento anni[2].
  • Nelle profezie sono inseriti tra i pontefici legittimi anche otto antipapi, due soli dei quali sono definiti scismatici (Niccolò V, Corvus schismaticus, e Clemente VIII, Schisma Barchinonium).
  • Le profezie contengono errori cronologici (Vittore IV, Pasquale III e Callisto III dovrebbero essere posposti ad Alessandro III; Clemente VII, Benedetto XIII e Clemente VIII a Urbano VI) e omissioni (non è considerato l’antipapa Innocenzo III).
  • Le profezie sono molto pertinenti sino alla fine del XVI secolo, epoca in cui sarebbero state redatte, post eventum; quelle posteriori, invece, sono piuttosto vaghe e non si possono applicare ai papi corrispondenti se non con interpretazioni forzate[5].

Secondo gli assertori della non-autenticità delle profezie[4][5], queste sarebbero state redatte durante il conclave dell’autunno 1590 dai sostenitori del cardinale Girolamo Simoncelli, proveniente da Orvieto, designato non a caso con il motto De antiquitate Urbis (“Dall’antichità della città”)[6]. Il piano, per quanto ingegnoso, fallì: anziché Simoncelli fu infatti eletto il cardinale Niccolò Sfondrati, che assunse il nome di Gregorio XIV.

Contenuto e tentativi di interpretazione

Il testo è costituito da centoundici brevi profezie, ciascuna delle quali indicherebbe un tratto significativo di altrettanti papi a partire da Celestino II (1143-1144); a questi brevi motti si aggiunge una profezia relativamente più lunga su un Petrus Romanus, durante il cui pontificato dovrebbe avvenire il Giudizio universale. Secondo coloro che hanno cercato di interpretare e spiegare queste profezie[2], questo aspetto significativo pre-annunciato in forma simbolica può essere la nazione, il nome, lo stemma, il luogo di nascita, il titolo cardinalizio, la carica precedentemente ricoperta o qualche altro elemento di ognuno dei papi in questione.

Profezie anteriori al 1590

Motto Traduzione Papa Interpretazione proposta[7]
Ex castro Tiberis Dal castello del Tevere Celestino II Era nativo di Città di Castello, sul Tevere[8].
Inimicus expulsus Nemico cacciato Lucio II Di cognome Caccianemici
Ex magnitudine montis Dalla grandezza del monte Eugenio III Era nativo di Montemagno, oggi frazione di Calci, in Toscana.
Abbas Suburranus Abate della Suburra Anastasio IV Al secolo Corrado della Suburra.
De rure albo Dal bianco (albo) podere Adriano IV Originario del borgo di Sant’Albano, in Inghilterra[9].
Ex tetro carcere Dal tetro carcere Vittore IV (antipapa) Era stato cardinale diacono di San Nicola in Carcere.
Via Transtiberina Strada di Trastevere Pasquale III (antipapa)[10] Era stato cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere.
De Pannonia Thusciae Dall’Ungheria di Toscana Callisto III (antipapa) Di origine ungherese, fu cardinale vescovo di Tuscolo[11].
Ex ansere custode Dal papero custode Alessandro III I membri della famiglia Bandinelli, da cui proveniva, avevano il soprannome di “Paparoni”.
Lux in ostio Luce nella porta (ostio) Lucio III Di cognome Allucingoli, fu cardinale vescovo di Ostia.
Sus in cribro Maiale nel crivello Urbano III La famiglia Crivelli, da cui proveniva, aveva un maiale sul suo stemma[12].
Ensis Laurentii La spada di Lorenzo Gregorio VIII Cardinale di San Lorenzo in Lucina, aveva due spade sul suo stemma.
De Schola exiet Uscirà dalla scuola Clemente III Di cognome Scolari.
De rure bovensi Dal podere dei buoi Celestino III Di cognome Bobone.
Comes Signatus Conte segnato Innocenzo III Al secolo Lotario dei Conti di Segni.
Canonicus de latere Canonico di fianco (de latere) Onorio III Era stato canonico di San Giovanni in Laterano[13].
Avis Ostiensis Uccello di Ostia Gregorio IX Era stato cardinale vescovo di Ostia. Inoltre, sul suo stemma compariva un’aquila[4].
Leo Sabinus Leone sabino Celestino IV Cardinale vescovo di Sabina, aveva nel suo stemma un leone.
Comes Laurentius Conte Lorenzo Innocenzo IV Conte, era stato cardinale presbitero di San Lorenzo in Lucina.
Signum Ostiense Segno di Ostia Alessandro IV Era stato cardinale vescovo di Ostia e apparteneva alla famiglia dei Conti di Segni[14].
Hierusalem Campaniae Gerusalemme di Champagne Urbano IV Originario della Champagne, era stato patriarca di Gerusalemme.
Draco depressus Drago abbattuto Clemente IV Sul suo stemma compariva un drago abbattuto da un’aquila.
Anguinus vir Uomo serpentino Gregorio X Proveniva dalla famiglia Visconti, sul cui stemma, come è noto, compare un biscione.
Concionator Gallus Predicatore gallico Innocenzo V Di origine francese, apparteneva all’Ordine dei Predicatori.
Bonus Comes Buon conte Adriano V Al secolo Ottobono dei Conti di Fieschi.
Piscator Thuscus Pescatore toscano Giovanni XXI Il suo nome di battesimo era Giovanni Pietro, come i due Apostoli pescatori, ed era stato cardinale vescovo di Tuscolo.
Rosa composita Rosa composta Niccolò III Sul suo stemma compariva una rosa; aveva inoltre il soprannome di “composto”[15].
Ex teloneo liliacei Martini Dalla tesoreria di Martino dei gigli Martino IV Era stato tesoriere della Chiesa di San Martino a Tours.
Ex rosa leonina Dalla rosa leonina Onorio IV Proveniva dalla famiglia Savelli, sul cui stemma compariva una rosa retta da due leoni.
Picus inter escas Picchio (picus) tra le esche Niccolò IV Era nativo di Ascoli Piceno.
Ex eremo celsus Elevato dall’eremo Celestino V Com’è noto, era stato un eremita.
Ex undarum benedictione Dalla benedizione delle onde Bonifacio VIII Al secolo Benedetto Caetani, aveva delle onde sul suo stemma.
Concionator patereus Il predicatore di Patara Benedetto XI Apparteneva all’Ordine dei Predicatori; inoltre, prima del pontificato aveva lo stesso nome di san Niccolò, nativo di Patara in Cilicia[4].
De fessis aquitanicis Dalle fasce di Aquitania Clemente V Di origine aquitana, sul suo stemma comparivano delle fasce.
De sutore osseo Dal calzolaio di ossa Giovanni XXII Al secolo Jacques d’Euse o Giacomo d’Ossa, era figlio di un calzolaio[13].
Corvus schismaticus Corvo scismatico Niccolò V (antipapa) Nativo di Corvaro, presso Rieti, aprì uno scisma contro papa Giovanni XXII.
Frigidus Abbas Freddo abate Benedetto XII Era stato abate di Frontfroide (in latino: Frigida Fons, fonte fredda)
De rosa Attrebatensi Dalla rosa di Arras Clemente VI Era stato vescovo di Arras e sul suo stemma comparivano delle rose.
De montibus Pammachii Dai monti di Pammachio Innocenzo VI Era stato cardinale del titolo dei Santi Giovanni e Paolo, in passato conosciuto anche come Titulus Pammachii[16].
Gallus Vicecomes Visconte gallico Urbano V Di origini francesi, fu nunzio apostolico a Milano, presso i Visconti.
Novus de virgine forti Nuovo da una vergine forte Gregorio XI Al secolo Pierre de Beaufort o Pietro Belforte, era stato cardinale diacono di Santa Maria Nuova[17].
De cruce Apostolica Dalla croce apostolica Clemente VII (antipapa) Era stato cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli; sul suo stemma compariva una grande croce.
Luna Cosmedina Luna Cosmedina Benedetto XIII (antipapa) Al secolo Pedro de Luna, era stato cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin.
Schisma Barchinonium Scisma di Barcellona Clemente VIII (antipapa) Scismatico, era stato canonico di Barcellona.
De inferno praegnanti Dall’Inferno pieno (praegnanti) Urbano VI Al secolo Bartolomeo Prignano, era nato in una località chiamata Inferno[18].
Cubus de mixtione Cubo dalla mescolanza Bonifacio IX Sul suo stemma comparivano dei cubi.
De meliore sydere Dalla migliore stella Innocenzo VII Al secolo Cosma Migliorati, sul suo stemma compariva una stella.
Nauta de Ponte nigro Marinaio dal ponte nero Gregorio XII Era nativo di Venezia, città marinara, ed era stato commendatario della Chiesa di Negroponte.
Flagellum solis Il flagello del sole Alessandro V (antipapa) Sul suo stemma compariva un sole.
Cervus Sirenae Il cervo della sirena Giovanni XXIII (antipapa) Era stato cardinale diacono di Sant’Eustachio, che spesso è raffigurato con un cervo.
Corona veli aurei Corona del velo d’oro Martino V Era stato cardinale diacono di San Giorgio in Velabro (latino medievale: Sancti Georgii ad velum aureum). Inoltre, sul suo stemma compare una colonna sormontata da una corona d’oro[4].
Lupa Coelestina Lupa Celestina Eugenio IV Aveva fatto parte della Congregazione dei Celestini ed era stato vescovo di Siena, che per stemma ha una lupa.
Amator Crucis Amatore della croce Felice V (antipapa) Al secolo Amedeo di Savoia, sullo stemma della sua famiglia compariva una croce.
De modicitate Lunae La povertà della luna Niccolò V Originario di Luni di Sarzana, era di umili origini.
Bos pascens Bue che pascola Callisto III Sul suo stemma compariva un bue.
De Capra et Albergo Dalla capra e dall’albergo Pio II Era stato segretario dei cardinali Capranica e Albergati.
De Cervo et Leone Dal cervo e dal leone Paolo II Era stato commendatario di Cervia e cardinale presbitero di San Marco, che per emblema ha il leone.
Piscator minorita Pescatore minorita Sisto IV Figlio di un pescatore[13], apparteneva all’Ordine dei Frati Minori.
Praecursor Siciliae Precursore di Sicilia Innocenzo VIII Si chiamava Giovanni Battista, come il Precursore di Cristo, e visse per alcuni anni nella corte di Alfonso re di Sicilia.
Bos Albanus in portu Un bue albano nel porto Alessandro VI Era stato cardinale vescovo di Albano e di Porto; sul suo stemma compariva un bue.
De parvo homine Dal piccolo uomo Pio III Di cognome Piccolomini.
Fructus Iovis iuvabit Il frutto di Giove gioverà Giulio II Sul suo stemma compariva una quercia, considerato dagli antichi albero sacro a Giove.
De craticula Politiana Graticola poliziana Leone X Figlio di Lorenzo il Magnifico[19], fu allievo di Angelo Poliziano.
Leo Florentius Leone di Firenze Adriano VI Di cognome Florenszoon, sul suo stemma comparivano due leoni.
Flos pilei aegri Fiore della palla malata Clemente VII Fiorentino, sul suo stemma comparivano delle sfere.
Hiacinthus medicorum Giacinto dei medici Paolo III Apparteneva alla famiglia Farnese, che ha sullo stemma dei gigli, ed era stato cardinale diacono dei Santi Cosma e Damiano.
De corona montana Dalla corona montana Giulio III Al secolo Giovanni Maria Ciocchi del Monte.
Frumentum flocidum Frumento di poco valore Marcello II Sul suo stemma compariva del frumento ed ebbe un pontificato brevissimo.
De fide Petri Dalla fede di Pietro Paolo IV Al secolo Gian Pietro Carafa.
Esculapii pharmacum Farmaco di Esculapio Pio IV Apparteneva alla famiglia de’ Medici[20].
Angelus nemorosus Angelo boscoso Pio V Entrato nell’Ordine dei Predicatori con il nome di Michele, era nato nel borgo di Bosco, oggi Bosco Marengo, in provincia di Alessandria.
Medium corpus pilarum Corpo in mezzo alle sfere Gregorio XIII Sul suo stemma compariva mezzo corpo di drago ed era stato creato cardinale da papa Pio IV, che sul proprio stemma aveva delle sfere.
Axis in medietate signi Un asse nel mezzo dello stemma Sisto V Il suo stemma è attraversato al centro da una banda.
De rore coeli Dalla rugiada del cielo Urbano VII Era stato arcivescovo di Rossano, dove, secondo la tradizione, era stata raccolta della manna caduta dal cielo.

Profezie posteriori al 1590

Motto Traduzione Papa Interpretazione proposta[7]
Ex antiquitate Urbis Dall’antichità della città Gregorio XIV Era originario di Milano, città di antica fondazione[21].
Pia civitas in bello Città pietosa in guerra Innocenzo IX “Nacque nella Città di Bologna, la quale vessata negli ultimi Secoli colla guerra, si sottomise al Pontefice”.
Crux Romulea Croce romana Clemente VIII Proveniva dalla famiglia romana degli Aldobrandini “e l’arma sua è una fascia di quadrati, che in qualche modo esprimono la figura di croci”.
Undosus vir Uomo ondoso Leone XI Sarebbe definito “ondoso” per il suo brevissimo pontificato, o forse perché afflitto da tremore.
Gens perversa Gente malvagia Paolo V Sullo stemma della famiglia Borghese, da cui proveniva, comparivano un drago e un’aquila, ritenuti il simbolo della gente malvagia.
In tribulatione pacis Nella tribolazione della pace Gregorio XV Era stato eletto in un periodo in cui l’Italia era tribolata per mancanza della pace.
Lilium et rosa Il giglio e la rosa Urbano VIII “Nell’arme della sua Famiglia Barberini faceva tre Api, le quali da’ Gigli, e dalle Rose si pascolano”. Inoltre, era nativo di Firenze, sul cui stemma compare un giglio[2].
Iucunditas crucis La giocondità della croce Innocenzo X “Innocenzo X si dice dagli Interpreti di questa Profezia eletto Papa a’ 14 settembre, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce; ma il vero si è, che a’ 15 fu egli esaltato al Trono Pontificio”.
Montium Custos Custode dei monti Alessandro VII “Nell’arme della sua Famiglia Chigi aveva sei Monti con una Stella sopra, inquartati con due alberi di Quercia […]”.
Sydus olorum Stella dei cigni Clemente IX “Nel Conclave in cui fu fatto Papa ebbe una camera, che si dice de’ Cigni, donde uscì come splendente Stella ad illustrare la Chiesa, benché per breve tempo”.
De flumine magno Dal grande fiume Clemente X Il giorno della sua nascita si era registrata un’esondazione del fiume Tevere.
Bellua insatiabilis Belva insaziabile Innocenzo XI “Nell’arma della sua Famiglia Odescalchi faceva un’Aquila, ed un Lione, bestie insaziabili di Cibo”.
Poenitentia gloriosa Gloriosa penitenza Alessandro VIII “Aveva il nome di s[an] Pietro, glorioso nella penitenza, e fu eletto Papa nel giorno dedicato a s[an] Brunone, glorioso anch’egli nella penitenza”.
Rastrum in porta Rastrello nella porta Innocenzo XII La famiglia Pignatelli, da cui proveniva, aveva un rastrello sul proprio stemma.
Flores circundati Fiori attorniati Clemente XI
De bona religione Dalla buona religione Innocenzo XIII
Miles in bello Soldato in guerra Benedetto XIII
Columna excelsa Colonna innalzata Clemente XII
Animal rurale Animale campestre Benedetto XIV
Rosa Umbriae La rosa dell’Umbria Clemente XIII
Ursus velox Orso veloce Clemente XIV
Peregrinus apostolicus Pellegrino apostolico Pio VI Durante il suo lungo pontificato compì un viaggio nell’Impero austro-ungarico. Dopo l’occupazione di Roma e la nascita della Repubblica Romana, inoltre, fu deportato in Francia, dove morì[2].
Aquila rapax Aquila rapace Pio VII Il 3 luglio 1809, dopo una nuova invasione francese di Roma, fu prelevato dal Quirinale, arrestato e portato a Parigi dai soldati di Napoleone, sul cui stemma compariva appunto un’aquila[22].
Canis et coluber Cane e serpente Leone XII
Vir religiosus Uomo religioso Pio VIII
De balneis Ethruriae Dai bagni di Toscana Gregorio XVI
Crux de cruce Croce da croce Pio IX Dovette soffrire più di molti suoi predecessori, anche per la Breccia di Porta Pia ad opera di Casa Savoia, sul cui stemma compariva proprio una croce[23].
Lumen in coelo Luce in cielo Leone XIII Il suo pontificato fu una luce di verità per la Chiesa[24].
Ignis ardens Fuoco ardente Pio X Il motto farebbe riferimento allo zelo con cui Pio X agì per la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo.
Religio depopulata Religione spopolata Benedetto XV Durante il suo pontificato la prima guerra mondiale e l’epidemia della spagnola decimarono la popolazione della Cristianità occidentale.
Fides intrepida Fede intrepida Pio XI Non ebbe paura di affrontare i totalitarismi del suo tempo, pubblicando le encicliche Non abbiamo bisogno, Mit brennender Sorge e Divini Redemptoris.
Pastor angelicus Pastore angelico Pio XII
Pastor et nauta Pastore e marinaio Giovanni XXIII Era stato patriarca di Venezia, città marinara per eccellenza.
Flos florum Fiore dei fiori Paolo VI Sullo suo stemma comparivano tre gigli.
De medietate lunae Dalla metà della luna Giovanni Paolo I Il suo pontificato è durato trentatré giorni, la durata di un mese lunare[25].
De labore solis Dalla fatica del sole Giovanni Paolo II Fu il primo papa proveniente dall’Est, da dove sorge il sole.
Gloria olivae Gloria dell’olivo Benedetto XVI “L’interpretazione che va per la maggiore fa riferimento al nome Benedetto sostenendo che i benedettini sono chiamati anche olivetani, il che però non è vero in quanto gli Olivetani sono soltanto un ramo riformato del monachesimo benedettino”[25].

La profezia su “Pietro il Romano”

Subito dopo il papa indicato con il motto Gloria olivae, la profezia di Malachia annuncia il pontificato dell’ultimo pontefice e la fine del mondo con queste parole:

(LA) (IT)
«
In persecutione extrema S[anctae] R[omanae] E[cclesiae] sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus: quibus transactis civitas septicollis diruetur, et Iudex tremendus iudicabit populum suum. Finis.  »
«
Durante la persecuzione finale della Santa Romana Chiesa, siederà [sul trono] Pietro il Romano, che pascerà il gregge tra molte tribolazioni: passate queste, la città dei sette colli sarà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine.  »

È stato fatto notare che la profezia non indica espressamente Petrus Romanus come l’immediato successore del papa designato come Gloria olivae. Si può dunque supporre che la profezia sottintenda la successione di un numero indeterminato di altri pontefici prima di “Pietro il Romano”[2].

Note

  1. ↑ Cfr. Matteo 16,18-19.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 Arthur Devine (1911)
  3. ↑ François Cucherat (1873), cap. XV.
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 4,4 Giuseppe De Novaes (1821)
  5. 5,0 5,1 Ludwig von Pastor (1942)
  6. ↑ Orvieto, infatti, è chiamata in latino Urbs Vetus, “antica città”.
  7. 7,0 7,1 Le proposte di interpretazione avanzate nel corso dei secoli sono numerose e spesso (soprattutto per l’epoca successiva alla pubblicazione delle profezie) piuttosto fantasiose. Le interpretazioni sottostanti, perciò, sono date a puro titolo di esempio.
  8. ↑ Salvo diversa indicazione, le interpretazioni delle prime settantaquattro profezie, fino a Urbano VII, indicato con il motto De rore coeli, sono riferite da Arnold de Wyon stesso nel Lignum vitae.
  9. ↑ Giuseppe De Novaes fa inoltre notare che, al momento dell’elezione, papa Adriano era cardinale vescovo di Albano.
  10. ↑ Arnold de Wyon inverte per errore Pasquale III e Callisto III.
  11. ↑ La notizia è dubbia; in realtà pare che l’antipapa Callisto fosse stato in precedenza cardinale vescovo di Albano, non già di Tuscolo.
  12. ↑ Giuseppe De Novaes annota: “Urbano III era della nobile famiglia Crivelli di Milano, che dicesi aver un porco nelle arme, da quelli, che interpretano questa pretesa profezia; ma ciò è interamente falso, essendo l’arma di questa famiglia un crivello, onde prende il cognome”.
  13. 13,0 13,1 13,2 Notizia di dubbia storicità.
  14. ↑ Quest’ultima notizia, riferita da Arnold de Wyon, è in realtà errata.
  15. ↑ Secondo Giuseppe De Novaes, il soprannome era dovuto alla “compostezza” che assumeva “nelle sue azioni”.
  16. ↑ Secondo Arnold de Wyon, sullo stemma della famiglia natale di papa Innocenzo sarebbero comparsi sei monti, ma la notizia è storicamente infondata. Giuseppe De Novaes annota: “…che facesse sei Monti nell’arma della sua famiglia Albret, come dicono gl’interpreti di questo Vaticinio, non è punto vero, poiché vi faceva un Lione con una sbarra a traverso”.
  17. ↑ Secondo un’altra interpretazione, riportata da Giuseppe De Novaes, papa Gregorio sarebbe definito “nuovo” per aver ripristinato la Santa Sede a Roma dopo la cattività avignonese, persuaso in particolare dalla “vergine forte” santa Caterina da Siena.
  18. ↑ Secondo Giuseppe De Novaes, altri “intepretano in senso allegorico, nel quale l’esaltazione di Urbano al Pontificato doveva essere un’Inferno pregnante, che partorì turbolenze, disordini, e scismi tali, che per più di 40 anni sconvolsero, ed afflissero la S[anta] Chiesa”.
  19. ↑ San Lorenzo, com’è noto, fu martirizzato su una graticola.
  20. ↑ Esculapio era venerato dai pagani come dio della medicina.
  21. ↑ Le interpretazioni di questa e delle successive tredici profezie, fino a Innocenzo XII, sono tratte da Giuseppe De Novaes. A proposito di Gregorio XIV, l’autore annota: “Se in luogo di lui fosse stato eletto il mentovato Cardinal Simoncelli, gli converrebbe assai meglio l’interpretazione: Da Orvieto, ch’era la sua patria, che dicesi in latino Urbs Vetus”.
  22. ↑ Salvo diversa indicazione, le interpretazioni delle seguenti profezie sono tratte da Michele Brambilla (2005).
  23. ↑ Questo e i due successivi tentativi di interpretazione sono riportati nella Catholic Encyclopedia, edita durante il pontificato di Pio X. Lo stesso testo annota: “Chi ha vissuto e ha seguito in maniera intelligente il corso degli eventi durante i pontificati di Pio IX, Leone XIII e Pio X non può sbagliare nel restare impressionato dai titoli dati a ciascuno di loro dalle profezie di san Malachia e dalla stupenda attinenza di queste […]. C’è più che una mera coincidenza nelle indicazioni date a questi tre papi diverse centinaia di anni prima della loro epoca”.
  24. ↑ Michele Brambilla, invece, fa notare che sullo stemma dei Pecci, famiglia natale di Leone XIII, compariva una cometa.
  25. 25,0 25,1 Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari (2013)

Bibliografia

  • Arnold de Wyon, Lignum vitae, Venezia, 1595, pagg. 307-311, online
  • Giuseppe De Novaes, Elementi della Storia de’ Sommi Pontefici, Roma, vol. III, 1821, pag. 40-63, online
  • (FR) François Cucherat, La prophétie de la succession des papes, Dardelet, Grenoble, 1873
  • (EN) Arthur Devine, Prophecies of St. Malachy, sub voce Prophecy, in Charles George Herbermann (a cura di), Catholic Encyclopedia, 15 voll., Robert Appleton Company, New York 1907-1914, vol. XII, 1911, p. 473
  • Ludwig von Pastor, Storia dei Papi dalla fine del medio evo, 16 voll., Desclée, Roma 1942, vol. X, pp. 531-532
  • Michele Brambilla, E per Malachia è il terz’ultimo dei papi, in Corriere della Sera, 2 aprile 2005, online
  • Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, La falsa profezia di Malachia, in La Bussola Quotidiana, 2 febbraio 2013, online
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