Cattolici e secolarizzazione. L'”inverno della fede” nell’emisfero nord. Crescono in Africa e America latina

Cattolici e secolarizzazione. L'”inverno della fede” nell’emisfero nord. Crescono in Africa e America latina

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I dati più attendibili sulla presenza dei cattolici nel mondo si trovano nell’Annuarium Statisticum Ecclesiae del 2012 ( ed. Libreria Vaticana ) e nel ponderoso Annuario Pontificio 2012, divenuto per ogni “vaticanista” un indispensabile strumento di lavoro. L’Annuario Pontificio 2012 è stato presentato al Santo Padre il 10 marzo 2012, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e da S.E. Mons. Angelo Becciu, Sostituto alla Segreteria di Stato per gli Affari Generali. La redazione del nuovo Annuario è stata curata da Mons. Vittorio Formenti, incaricato dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, dal Prof. Enrico Nenna e dagli altri collaboratori.

Il monitoraggio della Chiesa Cattolica viene fatto dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa che si trova alla seconda loggia del Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano. Sei persone in tutto, guidate da un monsignore bresciano, Vittorio Formenti. Un esperto di numeri, diagrammi, statistiche, percentuali. È in questo ufficio che si può avere una fotografia della cattolicità, della distribuzione geografica dei fedeli, della consistenza degli operatori pastorali nei diversi continenti. Trend di crescita o rallentamento, cambiamenti radicali che hanno una ricaduta sulle scelte operate dai policy maker ( Papa e vescovi). Rapporto domanda e offerta dei servizi pastorali, nuovo ruolo della Chiesa cattolica sullo sfondo della crisi economica globale (si vedano l’intervista a monsignor Formenti e alcuni riquadri riassuntivi ).
Due le questioni emergenti: il riequilibrio o la ridistribuzione dei carichi pastorali (in Georgia, ad esempio, su 2 milioni e 100 mila cattolici i sacerdoti sono appena 13 ) e la selezione della classe dirigente della Chiesa.
All’ «inverno della fede e della pratica religiosa» nell’emisfero nord corrisponde una nuova primavera della Chiesa al sud. Vistoso arretramento del numero dei religiosi e delle religiose ( fra mezzo secolo molte congregazioni saranno scomparse ); crescita dei sacerdoti diocesani e persino della vocazioni. Non c’è una diocesi senza vescovo, ci sono invece molte diocesi con penuria acuta di preti e, perciò, dovremo sempre più abituarci a sacerdoti africani in Europa, indiani o coreani. Classe dirigente, si diceva. Troppo elevata l’età media dei vescovi e quella dei preti che, nell’emisfero nord, ha superato i 60 anni.
Se la cavano meglio l’Italia, la Polonia e Malta. In piena crisi sono piombate la Francia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Spagna.

Dalla lettura del volume si possono desumere alcune novità relative alla vita della Chiesa cattolica nel mondo, a partire dal 2011.

Percentuale di battezzati cattolici sugli abitanti di ogni stato

Percentuale di battezzati cattolici sugli abitanti di ogni stato

Durante tale anno sono state erette dal Santo Padre 8 nuove Sedi Vescovili, 1 Ordinariato Personale e 1 Ordinariato Militare; sono state elevate: 1 Arcidiocesi e 8 Diocesi a Sedi Metropolitane, 1 Prelatura, 1 Vicariato Apostolico e 1 Prefettura Apostolica a Diocesi, 1 Missione ‹‹sui iuris›› a Prefettura Apostolica.

I dati statistici, riferiti all’anno 2010, forniscono un’analisi sintetica delle principali dinamiche riguardanti la Chiesa Cattolica nelle 2.966 circoscrizioni ecclesiastiche del pianeta.

Nel 2010 si contano poco meno di 1.196 milioni di cattolici, a fronte dei 1.181 milioni circa del 2009, con un aumento assoluto di 15 milioni di fedeli pari all’1,3%. Nel corso degli ultimi due anni, la presenza dei fedeli cattolici battezzati nel mondo rimane stabile attorno al 17,5%. Le quote territoriali dei cattolici hanno subito tra il 2009 e il 2010 variazioni non trascurabili: essi hanno diminuito la loro importanza nell’America Meridionale (da 28,54 a 28,34 per cento) e soprattutto in Europa (da 24,05 a 23,83 per cento). Hanno viceversa guadagnato posizione nell’Africa (da 15,15 a 15,55 per cento) e nell’Asia Sud Orientale (da 10,41 a 10,87 per cento).

Dal 2009 al 2010, il numero di Vescovi nel mondo è passato da 5.065 a 5.104 con un aumento relativo dello 0,77%. L’incremento ha interessato l’Africa (+16 nuovi Vescovi), l’America (+15) e l’Asia (+12), mentre una lieve flessione si è manifestata in Europa (da 1.607 a 1.606) e in Oceania (da 132 a 129).

La tendenza alla crescita del numero dei sacerdoti, che ha avuto inizio dal 2000, è proseguita anche nel 2010, anno in cui si contano 412.236 sacerdoti, di cui 277.009 membri del clero diocesano e 135.227 del clero religioso; nel 2009 erano invece 410.593 suddivisi in 275.542 diocesani e 135.051 religiosi. Nel complesso i presbiteri sono aumentati dal 2009 al 2010 di 1.643 unità. Gli incrementi si registrano in Asia (con +1.695 sacerdoti), in Africa (con +761), in Oceania (con +52) e in America (con +40 unità), mentre il calo ha riguardato l’Europa (con -905 sacerdoti).

Il numero dei diaconi permanenti, sia diocesani sia religiosi, continua a mostrare un trend di crescita elevato anche nel 2010. Infatti è aumentato, in quest’anno, del 3,7%, rispetto al dato del 2009, passando da 38.155 a 39.564. I diaconi permanenti sono presenti soprattutto in America del Nord e in Europa con una quota relativa al totale mondiale del 64,3% e di 33,2%, rispettivamente.

Il trend di contrazione che ha interessato da qualche anno la categoria dei religiosi professi non sacerdoti sembrerebbe aver trovato nel 2010 una battuta di arresto. Nel mondo, essi erano 54.229 nel 2009 e hanno raggiunto il numero di 54.665 nel 2010. In netto calo in America del Sud (3,5%) e in America del Nord (0,9%), sono stazionari in Europa; i religiosi professi aumentano in Asia (+4,1%), dove accrescono la propria quota sul totale mondiale, e in Africa (+3,1%).

Anche il mondo delle religiose professe sta attraversando una profonda trasformazione caratterizzata da una dinamica fortemente decrescente. A livello globale, esse passano da 729.371 nel 2009 a 721.935 nel 2010. Il calo ha riguardato tre continenti (Europa, America e Oceania), con variazioni negative anche di rilievo (-2,9% in Europa, -2,6% in Oceania e -1,6% in America). In Africa e in Asia, invece, l’incremento è stato decisamente significativo, attorno al 2% per entrambi i continenti.

Il numero degli studenti di filosofia o di teologia nei seminari diocesani o religiosi è costantemente aumentato nel corso dell’ultimo quinquennio. Nel complesso, è cresciuto del 4%, passando dalle 114.439 unità del 2005 alle 118.990 del 2010. In diminuzione in Europa (-10,4%) e in America (-1,1%), i seminaristi maggiori aumentano in Africa (+14,2%), in Asia (+13,0%) e in Oceania (+12,3%).

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