Vanessa Mecca- “Mai porterò una corona d’oro laddove Cristo l’ha portata di spine”. La conquista di Gerusalemme

Raccontare la storia

Laboratorio di Didattica della IIIH, III i, IV As, VAs, Vi H del Liceo Scientifico Galilei di Potenza- Anno 2012-2013

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Vanessa Mecca- “Mai porterò  una corona d’oro laddove Cristo l’ha portata di spine”. La conquista di Gerusalemme

Cosa spinse migliaia di cavalieri a intraprendere una missione tanto onerosa e pericolosa? Non  bisogna dimenticare che si trattava di uomini che avevano un fortissimo senso religioso. Nell’ XI secolo la cultura dei nobili prevedeva la dimostrazione pubblica di pietà; inoltre essi erano conosciuti tanto per le imprese militari quanto per l’amore che dimostravano verso Dio: era dovere di un aristocratico rendere i frutti dei suoi servigi alla Chiesa e al popolo. La crociata era un ulteriore mezzo per dimostrare la loro carità: difendendo la Chiesa , difendevano quanto vi era di buono e giusto nel mondo. Si può quindi affermare che (secondo quello che sappiamo sulla mentalità medievale) la maggior parte dei Crociati era spinta dal sincero amore di Dio.

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Baldovino I

Era  l’ agosto 1096 quando i fratelli figli di Eustachio II, Baldovino di Boulogne e Goffredo di Buglione, partirono dalla Lorena alla testa di un’armata forte di circa 12.000 uomini seguendo la strada “di Carlo Magno” (attraverso la valle del Danubio e i Balcani), che sembra Urbano II avesse chiamato  la “Strada di Gerusalemme”. Goffredo, il primogenito, fu un conte fiammingo, Eustachio III  di Boulogne  (l’altro fratello) fu conte di Boulogne dal 1088 al 1125, Baldovino, invece, in quanto fratello minore, fu originariamente destinato alla carriera ecclesiastica, ma vi rinunciò attorno al 1080. Successivamente visse in Normandia , dove sposò una ragazza di nobile famiglia, ma fece ritorno in Lorena allo scopo di prendere possesso della contea di Verdun (in precedenza retta da Goffredo). Giunti in Ungheria, Baldovino  si offrì come ostaggio a Colomanno d’ Ungheria, assicurandosi che i crociati non avrebbero saccheggiato il territorio ungherese. Poi accompagnò il fratello Goffredo fino ad Eraclea, in Asia Minore , dove si separò dal gruppo principale dei crociati , assieme a Tancredi – successivamente reggente del Principato d’Antiochia e Principe di Galilea – , per marciare sulla Cilicia .

Nel novembre Goffredo giunse a Costantinopoli. Fu il primo dei crociati ad arrivare ed entrò in conflitto quasi subito con l’ Imperatore bizantino Alessio I che pretendeva da Goffredo un giuramento di fedeltà all’Impero bizantino . Goffredo giurò nel gennaio 1097 , imitato da molti altri baroni , di garantire la restituzione all’Impero dei territori strappati dalle proprie truppe ai turchi. Quest’azione assicurò ai crociati l’attraversamento in sicurezza degli stretti passaggi situati dopo Costantinopoli . Goffredo fu il primo a presentarsi all’assedio di Nicea (che aprì le porte dell’Asia Minore agli eserciti crociati) , durato dal 14 maggio al 19 giugno 1097 , ma il suo solo risultato significativo in questa parte della crociata fu il soccorso prestato all’esercito di Boemondo , principe di Taranto , durante la Battaglia di Dorileo . Il 1 luglio, le forze accampate di Boemondo furono circondate da Qilij Arslan , sultano del Sultanato turco di Iconio . Goffredo e Raimondo (conte di Tolosa, marchese di Provenza , marchese di Gotia) si erano separati dall’avanguardia a Leuce , e l’esercito turco attaccò all’alba , lanciando frecce sul campo crociato , cogliendo completamente di sorpresa l’esercito di Boemondo , che non si aspettava un attacco così veloce . I cavalieri di Boemondo montarono rapidamente ma i loro sporadici contrattacchi non furono sufficienti a scoraggiare i Turchi , che cavalcavano nel campo , colpendo i non combattenti ed i soldati a piedi privi d’armatura , che non potevano sfuggire ai loro cavalli  ed erano troppo disorientati ed in preda al panico per formare linee di battaglia . Per proteggere i civili ed i sodati privi d’armatura Boemondo ordinò ai suoi cavalieri di smontare e formare una linea difensiva , e con qualche  problema radunò i soldati appiedati ed i non combattenti al centro del  campo ; le donne agirono come portatrici d’acqua durante la battaglia.
La linea di combattimento che era stata formata proteggeva i soldati ed i non combattenti più vulnerabili ma dava anche ai turchi la possibilità di manovrare liberamente sul campo di battaglia.
Gli arcieri turchi a cavallo attaccarono nel loro stile usuale , caricavano il nemico scoccando le frecce e si ritiravano rapidamente prima che i crociati potessero contrattaccare.
Gli arcieri fecero pochi danni ai cavalieri pesantemente corazzati , ma inflissero pesanti perdite ai cavalli ed ai fanti privi di armatura.
Boemondo aveva inviato messaggi all’altro esercito crociato ed ora combatteva per resistere fino all’arrivo degli aiuti , il suo esercito fu costretto ad indietreggiare fino alla riva del fiume Thymbris .
La riva fangosa protesse i Crociati dalle cariche di cavalleria , perché il terreno era troppo soffice per i cavalli , ed i cavalieri corazzati formarono un cerchio riparando i soldati appiedati ed i civili dal lancio delle frecce , ma i turchi tennero i loro arcieri costantemente riforniti , secondo quanto riportato , più di 2’000 caddero vittime degli arcieri a cavallo .
I cavalieri di Boemondo erano impetuosi , anche se avevano l’ordine di mantenere la posizione stando a terra , piccoli gruppi di cavalieri rompevano periodicamente i ranghi e caricavano . E sebbene le armature proteggessero bene i cavalieri (i Turchi li chiamarono ‘uomini di ferro’) il puro numero di frecce significava che qualcuna trovava punti scoperti ed alla fine , dopo tanti colpi , un cavaliere crollava per le sue ferite.

Proprio dopo mezzogiorno Goffredo arrivò con 50 cavalieri , combattendo attraverso le linee turche in rinforzo di Boemondo . Durante la giornata arrivarono rinforzi in piccoli gruppi (anche da Raimondo ed Ugo, come da Goffredo) , alcuni furono uccisi dai Turchi , altri combatterono per raggiungere il campo di Boemondo . Con l’aumentare delle perdite dei Crociati , i Turchi divennero più aggressivi e l’esercito dei crociati si vide spinto dalle rive fangose del fiume nell’acqua bassa .
Ma i crociati resistettero , e dopo circa sette ore di battaglia , i cavalieri di Raimondo arrivarono , lanciando un violento attacco a sorpresa attraverso il fianco dei turchi , che li volse indietro in disordine e permise ai crociati di radunarsi . I Crociati formarono uno schieramento con Boemondo ed andarono alla riscossa contro i Turchi proclamando ” hodie omnes divites si Deo placet effecti eritis ” (” piacendo a Dio oggi diventerai ricco”) . Sebbene la ferocia dell’attacco dei normanni avesse preso di sorpresa i turchi, questi mantennero la posizione fino al pomeriggio avanzato , quando arrivò una forza guidata dal Vescovo Ademaro di Le Puy , Legato Pontificio , forse con Raimondo all’avanguardia , che dopo essersi mossa attorno al campo di battaglia , nascosta dietro le colline ed attraversato il fiume , aggirò gli arcieri sul fianco sinistro e sorprese i Turchi alle spalle . Ademaro si abbatté sul campo turco attaccando dal retro . I Turchi furono terrorizzati dalla vista del loro campo in fiamme e dalla ferocia e dalla resistenza dei cavalieri , che le armature proteggevano dalle frecce ed anche dalle spade , e presto fuggirono abbandonando il loro campo e costringendo Qilij Arslan a ritirarsi dalla battaglia . Ciò consentì ai crociati di marciare , virtualmente indisturbati , in direzione della Siria-Palestina attraverso l’Anatolia , alla volta immediata di Antiochia . L’attraversamento dell’Anatolia richiese quasi tre mesi , a causa del forte caldo estivo che intralciò non poco i guerrieri . In ottobre essi comunque giunsero ad Antiochia , qui immediatamente posero il loro assedio . Il primo Assedio di Antiochia , durò dal 21 ottobre 1097  fino al 2 giugno 1098 . Molti fanti volevano proseguire verso sud alla volta di Gerusalemme ma Raimondo , a quel tempo considerato il capo della Crociata , era esitante nel proseguire la marcia . Goffredo , che sembra fosse influenzato da motivi religiosi piuttosto che politici , convinse Raimondo a condurre l’esercito a Gerusalemme . Il 7 giugno  i crociati raggiunsero la città santa . Come ad Antiochia la città fu posta sotto assedio , probabilmente i crociati stessi soffrirono più dei cittadini di Gerusalemme , a causa della carenza di cibo ed acqua attorno alla città . Degli stimati 7.000 cavalieri che avevano preso parte alla Crociata dei Principi ne restavano solo 1.500 circa , forse insieme con 20.000 fanti dei quali 12.000 ancora in buona salute . Goffredo , Roberto di Fiandra e Roberto di Normandia (che pure aveva lasciato Raimondo per unirsi a Goffredo) assediarono le mura da nord a sud fino alla Torre di Davide , mentre Raimondo si accampò sul lato occidentale , dalla Torre di Davide al Monte Sion . L’assalto  alle mura del 13 giugno fu un fallimento . Senza acqua e cibo , sia gli uomini che gli animali stavano rapidamente morendo di sete e fame , i crociati si resero conto che il tempo non era dalla loro parte . Finalmente il 17 giugno giunsero via mare ,a Giaffa , rinforzi genovesi , che portarono rifornimenti sufficienti per un breve periodo e macchine d’assedio , costruite sotto la supervisione di Guglielmo Embriaco ,condottiero italiano . Con i Genovesi le forze cristiane arrivavano a 15.000 uomini , i musulmani all’interno della città forse a 7.000. Dopo che i crociati, superate le mura esterne, furono entrati nella città si diedero al massacro, quasi tutti gli abitanti di Gerusalemme furono uccisi nel corso di quel pomeriggio , della sera e della mattina successiva . Musulmani, ebrei ed anche alcuni dei cristiani furono tutti massacrati con indiscriminata violenza . Molti musulmani cercarono riparo nella Moschea al– Aqsa dove , secondo un famoso racconto nelle Gesta , “…la carneficina fu così grande che i nostri uomini camminavano nel sangue che arrivava fino alle caviglie…” Secondo Raimondo di Aguilers , cronista  della Prima Crociata, ” gli uomini cavalcavano con il sangue fino alle ginocchia ed alle redini” . Inoltre , la cronaca afferma che i difensori ebrei cercarono rifugio nella loro sinagoga , ma i “Franchi la bruciarono sopra le loro teste” , uccidendo tutti coloro che vi erano dentro . I crociati accerchiarono l’edificio in fiamme cantando “Cristo , Ti adoriamo!”. Il bilancio varia a seconda delle fonti: per i cristiani , 10 000 morti , per i musulmani, 70 000 . Dopo il massacro , il 22 luglio ,  Goffredo di Buglione fu nominato Advocatus Sancti Sepulchri (Difensore del Santo Sepolcro) , rifiutò il titolo di re della città dove Cristo era morto, asserendo che mai avrebbe portato una corona d’oro laddove Cristo l’aveva portata di spine. Alla sua morte , avvenuta il 18 luglio 1100 , divenne re suo fratello Baldovino , col nome di Baldovino I .

Vanessa Mecca

Liceo Scientifico Galilei- III i

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