Noemi Claps- Il mondo sommerso della Darknet e i traffici illeciti del Deep Web (Laboratorio sulla criminalità)

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Liceo Scientifico Galilei- Potenza

Laboratorio sulla corruzione e la criminalità organizzata

Cattedra di Storia e Filosofia

Classe V As (2012-13)

Agenda-rossa

Noemi Claps- Il mondo sommerso della Darknet e i traffici illeciti del Deep Web

 DeepWeb

Il World Wide Web come lo conosciamo oggi nasce, ufficialmente annunciato dal CERN, nel 1991. Ad oggi, Internet conta più di 2 miliardi di utenti in tutto il mondo e in pochi dubitano la sua esistenza come principale mezzo di comunicazione di massa. Abbiamo la possibilità di condividere, conoscere, guadagnare, ricercare; non per nulla la risposta a quasi ogni dubbio che ci si pone è “Cerchiamo su internet” o, più comunemente, “Cerchiamo su Google”.

In apparenza, non esisterebbe nulla di più semplice: http://www.google.it, un paio di clic, più di un miliardo di documenti a nostra disposizione. Per molti, quindi, i risultati offerti dai motori di ricerca sono la fine dell’orizzonte. Niente di più sbagliato.

Una ricerca condotta nel 2001 dall’organizzazione statunitense Bright Planet dimostrò che l’allora contenuto del Web corrispondesse a circa 550 miliardi di dati: Google ne indicizzerebbe, sfruttato al suo massimo, soltanto l’1-2%.

Il restante 99-98% comprende la parte non “linkata”, siti dai contenuti generati dinamicamente, pagine ad accesso ristretto, archivi e documenti scritti in linguaggio non HTML, tra cui ricerche mediche, informazioni finanziarie, cataloghi commerciali, enciclopedie, dizionari e molto altro.

Dunque Google non è più il “padrone” del Web e “la rete navigabile è la punta di un iceberg”, come afferma Anand Rajaraman, il cofondatore di Kosmix; partiamo allora con l’immersione nel lato nascosto della Rete, nei 7500 terabytes di dati “alternativi”, e parliamo di Deep Web.

Proprio per l’immensa quantità di dati che contiene, il Web sommerso non è né comodamente accessibile né facilmente ricercabile: per accedervi, è necessario essere completamente anonimi, seppur a spese della velocità di connessione; è per questo che la nascita del Deep Web si fa corrispondere al 1994, anno di creazione del Tor (The Onion Router) Project.

Il browser Tor è il principale punto d’accesso al Web sommerso: permette di leggere i domini .onion, esclusivamente appartenenti al Web sommerso, criptando a strati le informazioni dell’utente e rendendo il monitoraggio esterno quasi impossibile.

Sotto queste condizioni, i siti frequentabili si presentano con URL (indirizzi) dinamici costituiti da caratteri alfanumerici; proprio per la difficoltà nel memorizzare questi siti, i primi passi si muovono generalmente dalla Hidden Wiki, quasi un’enciclopedia divisa in categorie e contenente links ad altri siti. Fra questi ci sono collegamenti ad immense librerie online, intere pagine utilizzate come backup di WikiLeaks, forum dedicati a gossip, politica, filosofia e religione, e ancora blogs, e chatrooms.

Ma il Deep Web non si ferma qui: essendo pressoché anonimo, e dunque protetto, è anche il sogno di organizzazioni criminali e utenti che desiderano immergersi nella pedopornografia, nel traffico di armi e droghe, negli esperimenti sugli esseri umani, nell’omicidio, nel terrorismo e nella prostituzione; queste categorie fanno riferimento a una sezione del Deep Web conosciuta come Darknet.

Diventa dunque possibile comprare identità o carte di credito false e pagare per una vasta gamma di servizi; ovviamente, i pagamenti vanno effettuati in modo tale che le transazioni non lascino traccia digitale: è a questo punto che subentra una valuta speciale, il bitcoin. La più famosa e utilizzata moneta elettronica, nata nel 2009, il bitcoin rifiuta la presenza di una banca centrale, non è tassabile e ha un valore totale, calcolato nell’ottobre 2012, di circa 121 milioni di dollari statunitensi.  Tramite pagamenti con bitcoin, sulla Darknet è possibile reclutare assassini; nei loro siti si ricevono talvolta limiti di età (16 o 21 anni) o di lavoro, e a seconda di queste e altre condizioni (come pure la scelta del modo di uccisione) il prezzo cambia: “Contract killer”, ad esempio, richiede l’equivalente di cinquemila euro di spese per un omicidio in Europa, diecimila per delitti altrove, 20mila se il target è un comune cittadino, 50mila per un poliziotto, un criminale o un paparazzo, 100mila per un boss, un funzionario di polizia o un giornalista, fino a 200mila per un manager. Altri siti rifiutano qualsiasi forma di tortura, o le donne gravide. Altri ancora offrono di inviare, a missione conclusa, l’immagine della scena del delitto, più dei costi aggiuntivi se il tutto deve sembrare un incidente.

Ancora, dietro pagamento, si possono inviare veri e propri team per azioni punitive violente contro obbiettivi prefissati, organizzare spionaggi e comprare virus informatici per l’attacco a singoli o aziende; invece visitando siti di black marketing quali Eradic, Black Market Reloaded e Silk Road (estratto dal Corriere della Sera) è possibile comprare qualsiasi tipo di droga (dalla comune cannabis ai più forti allucinogeni), armi di ogni genere, libri ritirati dalla vendita, documenti falsi, oggetti relativi al mondo dell’arte e materiale pornografico.

In questi specifici settori, al contrario di quello dell’assassinio su richiesta, esiste un sistema di feedback che garantisce la credibilità del venditore; inoltre le scorte dei prodotti sono anche accompagnate da foto e quotazioni.

Nella Darknet le coperture e i giri di parole non servono, finché si ha l’anonimato. Secondo alcune stime, si vede come Silk Road guadagni più di 22 milioni di dollari all’anno; in diversi casi i pagamenti sono stati intercettati, ma smantellare l’intera rete è risultato impossibile: l’unico modo per fermare le transazioni sarebbe rendere illegale la distribuzione di Tor, ma anche questo provvedimento risulta poco fattibile. Allo stesso modo, il tentativo da parte della polizia di bloccare siti di pornografia e pedopornografia è stato inutile; la svolta è stata fatta dal noto gruppo Anonymous, che ha più volte usato la rete Tor per organizzare attacchi su siti come quelli sopra menzionati, riuscendo in diversi casi anche a farli chiudere.

Per il momento, quindi, il Deep Web e la Darknet restano al contempo lontane e alla portata di tutti, fonte di informazione e di raccapriccio; ciò che è certo è che ormai internet è troppo ingranato nella società e nella mentalità umana, e finché esisterà anche il Deep Web e la Darknet sopravviveranno.

Fonti: prendiillargo.it – worldcrunch.com – corriere.it – wikipedia.org

Noemi Claps    

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