“Scampia fuori dal buio”- La riscossa civile di Napoli contro la camorra – Scuole illuminate in tutta la città

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Scampia fuori dal buio. Questa sera le scuole di Napoli saranno illuminate per svegliare le coscienze dei suoi abitanti, e in particolare quelle di un quartiere dove la settimana scorso si è consumato un omicidio davanti ad un asilo. All’istituto Eugenio Montale ci sarà anche un incontro di riflessione con la cittadinanza attiva per trovare risposte dal basso contro questa nuova escalation di violenza.

La scuola è la luce di Scampia. L’11 Dicembre 2012 tutte le scuole saranno illuminate per uscire dal buio e svegliare la città e alle ore 20.00 presso l’Istituto “E. Montale”, sito in via Fratelli Cervi Lotto U, l’Ottava Municipalità ha organizzato un incontro di riflessione con la cittadinanza attiva sull’emergenza di Napoli nord, tutte le scuole del territorio saranno illuminate simbolicamente per uscire dal buio e far risvegliare le coscienze.
Questa la decisione e l’idea scaturita da un incontro tra rappresentati della Municipalità, le scuole, le associazioni e i genitori “per dare segnali seri ed esempi positivi a tutti contro la malavita da parte della città sana”– ha detto il presidente della Municipalità Angelo Pisani.

“Un incontro di idee e di riflessione per proposte civili sull’emergenza di Napoli nord a salvaguardia dei valori umani e simboli di cultura e legalità perché la città intera deve reagire: tutti devono sentirsi responsabili perché la scuola non si tocca – ha spiegato Pisani -. La buona cittadinanza è invitata a presidiare e riprendersi Scampia pretendendo rispetto dei valori civili, sociali e morali per il ripristino del vivere civile e per preservare il futuro dei bambini. Oggi purtroppo le scuole, che oramai killer spietati invadono impuntente, sono abbandonate mentre dovrebbero essere tutelate e privilegiate in quanto sono il baluardo della legalità e del futuro di noi tutti”.
I temi dei bambini di Scampia
“Di sera quando appoggio la testa sul cuscino penso a tante, tantissime cose e una è: questo è un mondo senza futuro. Scampia è un quartiere in bianco e in nero”: lo scrive in un tema Melania della media Carlo Levi, quella che sorge proprio di fronte alla Vela Rossa.
“Giù alla Cianfa (il rione dove viveva la vittima dell’agguato di mercoledì, ndr) non si può vivere. Prima uccidevano solo di sera ora anche di mattina”, scrive un ragazzino della Levi dove ieri gli insegnanti e la preside Rosalba Rotondo, hanno invitato tutti a fissare le loro riflessioni. Che a volte sono durissime: “Uno che dice ”quando inizio a sparare non mi fermo più” non è un uomo – scrive un allievo – Io mi chiedo sempre: cosa pensano queste persone quando uccidono, cosa pensano? Gli rimane dopo il rimorso, la compassione? Non pensano che quella persona poteva avere una famiglia come loro e ora questa famiglia non ha più un padre, un marito, un figlio? Ma chissà, forse lo pensano ma non danno peso a queste cose”.”Noi ormai siamo in terza, è l’ultimo anno di medie e siamo cresciuti davvero molto e ormai non ci fanno più paura perché se siamo insieme ce la possiamo fare. Basta crederci”.
“In questi mesi io non capisco, ci sono i carabinieri e i poliziotti ma stanno morendo più persone di allora quando non ce ne erano”.
“Penso che le forze dell’ordine devono essere più presenti fuori le scuole, fuori i centri commerciali, perché se c’era qualche poliziotto non sarebbe accaduto quello che è successo fuori la scuola”.
“Io penso che tutta questa polizia che c’è sia inutile perché ogni volta che commettono un omicidio l’assassino riesce sempre in qualche modo a scappare. Perché posizionare tutte le volanti a Scampia quando gli omicidi avvengono a Melito (per esempio)?”.
“Io penso che le scuole in questo territorio sono molto importanti perché sono un rifugio dall’ignoranza”.
“Scampia è bellissima anche se c’è la droga”.


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