Antonio Cappiello- Liceo Scientifico Galilei di Potenza: storia di un’autogestione

Questa è la storia di un’autogestione, così come l’ho registrata sul mio diario. E’ un’esperienza che ho vissuto dall’interno, insieme a decine di miei compagni e compagne e possiamo dire di essere contenti di averla fatta.

Lunedì 26 novembre è stato convocato il comitato studentesco del liceo Scientifico Galileo Galilei di Potenza per discutere circa le forme di protesta da adottare contro le continue riforme che mirano alla distruzione della scuola pubblica italiana. Tutti noi avevamo già sentito parlare della crisi economica e dei continui tagli alla scuola ma non tutti avevamo appreso a pieno il significato di queste problematiche. Abbiamo quindi deciso di approfondire questi temi confrontando le nostre opinioni con quelle di professori , esperti e coetanei che hanno approfondito specifiche tematiche.

Nello stesso tempo il nostro obiettivo era quello di sensibilizzare i nostri coetanei che ci sembravano confusi e non a conoscenza di alcune delle problematiche che ci coinvolgono. Il nostro intento era quello di far vedere come la scuola, oltre ad essere il luogo del sapere, è anche il posto dov’è possibile andare a discutere di tutto quello che sta accadendo attorno a noi, del nostro futuro e delle nostre speranze. Essa è il luogo dove ognuno di noi può sentirsi partecipe del proprio presente e pensare al proprio futuro, confrontandosi, un luogo dove poter fare dei dibattiti e dove esprimere la propria creatività. Volevamo sentire finalmente nostra la scuola e dimostrare di essere in grado di gestirla e soprattutto far capire ai “malpensanti” che non cercavamo solo un modo per saltare la lezione, ma che questi momenti per noi possono essere davvero importanti per il nostro percorso di crescita; la cultura di una persona infatti non è solo un insieme di nozioni ma è anche la capacità di relazionarsi con il mondo esterno e con gli altri.

L’azione doveva essere forte e significativa: ci sono state varie proposte e alla fine, democraticamente, si è votato per l’autogestione. Questa, però, andava pianificata con calma e con molta attenzione: bisognava avvisare la Preside e gli studenti e quindi all’unanimità è stato deciso di organizzare per la giornata di martedì delle assemblee straordinarie dove sarebbero stati informati tutti gli studenti e dove si sarebbe discusso sui temi da portare avanti nell’autogestione. Queste assemblee sono state un successo, tutti gli studenti hanno partecipato attivamente con domande ma soprattutto hanno espresso i loro dubbi. Alle quattro del pomeriggio, con l’autorizzazione della Preside, ci siamo riuniti in un atrio della scuola e abbiamo stilato un programma, sforzandoci di affrontare tutte le questioni che erano emerse in assemblea.

Tanti erano i problemi, alcuni di tipo logistico, come quello di decidere dove mettere tutti i 1093 studenti dell’istituto, e altri di tipo pratico, come quello di decidere i temi da affrontare durante l’autogestione. Avevamo a disposizione, per concessione della Preside, 17 aule, un atrio e l’aula magna e in comitato sono stati decisi i temi portanti come la crisi del mondo del lavoro e della scuola, il sistema bancario e le estrazioni petrolifere in Basilicata anche in relazione al fenomeno del fracking. Sono stati individuati poi i relatori tra il corpo docente interno alla scuola, tra noi studenti e tra esperti esterni alla scuola. Rimaneva, però, il problema di come “occupare” tutte le aule ma soprattutto come intrattenere gli studenti che non erano stati coinvolti nelle attività suddette. Ed è qui che si è messa in moto la nostra creatività: sono stati formati altri seminari riguardanti il fumetto, la fotografia, recitazione, improvvisazione, primo soccorso e ancora tanti altri tutti condotti da noi studenti. Ultimo lavoro è stato quello di stabilire orari e modalità di distribuzione degli alunni nei vari seminari e l’ individualizzazione delle persone che avrebbero dovuto far parte del servizio d’ordine, indispensabile per una buona riuscita dell’autogestione.

Tutto apparentemente sembrava pronto ma tante erano le preoccupazioni perché bastava un piccolo errore per far fallire tutto. Finalmente il primo giorno dell’autogestione era arrivato e malgrado un po’ di caos iniziale per la sistemazione degli alunni nelle varie classi e per l’euforia dominante nei corridoi, tutto è filato liscio. Sono iniziati i vari seminari e nell’aula magna e nell’atrio si sono alternati dei sindacalisti della FIOM e degli operai che hanno discusso della crisi nel mondo del lavoro e quindi della posizione degli operai in cassa integrazione da mesi ed il professor De Lisa che ha parlato del disagio giovanile con interventi e testimonianze di alcuni alunni.

Contemporaneamente nelle altre aule altri alunni e professori hanno affrontato il tema delle estrazioni petrolifere, del fracking, della legge di stabilità, del sistema bancario ma anche di come si elabora un fumetto, della struttura e dell’emotività espressa da una fotografia e delle esperienza dei ragazzi all’estero attraverso il progetto di intercultura. Alla fine della giornata altri alunni e professori si sono proposti per affrontare nuovi temi che sarebbero stati svolti nelle giornate seguenti di autogestione. E così dopo un altro pomeriggio di organizzazione è partito, con se possibile, maggiore entusiasmo e più sicurezza il secondo giorno di autogestione.

Sono stati riproposti ad alunni diversi alcuni seminari che avevano riscosso successo ed interesse e ne sono partiti altri come quello del professor Califano e della professoressa Motta sulle maggiori crisi che hanno attraversato la storia italiana o come quello del professor Di Lillo sulla crisi della scuola italiana. Altri alunni invece si sono dedicati a nuovi corsi come quello sulla storia della musica e della chitarra e quello sulla legalità.

Siamo arrivati così al terzo giorno, preceduto da un altro intero pomeriggio di programmazione mirato soprattutto alla selezione democratica dei vari corsi da attuare e dalla decisione di chiamare anche giornali per poter far uscire fuori la nostra protesta. Questa giornata ha visto la presenza del professor Fanti dell’università di Basilicata, che ha relazionato sulla sostenibilità e di cambiamenti di temperatura, e il professore Baldinetti che ha parlato di teatro. Sono stati attivati anche nuovi corsi come quelli di primo soccorso, violenza sulle donne e un corso di filosofia chiamato “l’angolo del pensiero”.

A questo punto dopo tre magnifici giorni si è pensato di sospendere l’autogestione, anche se la nostra protesta continua sui banchi di scuola, perché ormai l’input era stato sufficientemente dato, i dubbi, gli interrogativi e la rabbia avevano infranto quell’indifferenza dominante tra noi ragazzi. Ognuno di noi si è sentito parte di un solo gruppo unito e compatto e soprattutto abbiamo sentito la scuola non come un “carcere“ pieno di doveri ma un luogo sicuro dove poter crescere tutti insieme.

Abbiamo inoltre dimostrato di saper organizzare, pianificare, risolvere problemi in corsa, cose che non saremmo mai riusciti ad imparare senza un’esperienza formativa come questa. Tutto ciò sicuramente ci ha rinforzati, ci ha fatto crescere e maturare, aprire gli occhi ed avere la capacità di leggere e interpretare ciò che succede intorno a noi.

Antonio Cappiello

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