Gabriele Ciardullo- Aveva visto su Internet come si fa ad uccidersi (Progetto Giovani disagio legalità)

Progetto di ricerca Liceo Scientifico “G.Galilei” di Potenza 2012-2013

Giovani, Disagio, Legalità

nell’ambito della Cattedra di Storia e Filosofia

per le classi III H, III I, IV As, V As, V H

Gabriele Ciardullo- Aveva visto su Internet come si fa ad uccidersi

Valeria Corna

Valeria Corna

È recente la polemica nata da un fatto realmente accaduto ad Ostuni, dove una giovane donna di trentasei anni, Valeria Corna, separata e con un figlio di 3 anni,è stata trovata morta nelle vicine campagne. Sembra che gli inquirenti ormai non hanno più dubbi sul fatto che la donna si sia suicidata.

Scavando nella sua vita personale, ci troviamo di fronte ad una persona insoddisfatta di sé e che, negli ultimi tempi  -stando al racconto dei genitori-  soffriva di depressione. La donna aveva basato tutta la sua vita sull’aspetto esteriore, aveva infatti frequentato la scuola  di moda e design per stilisti. Aveva cominciato a disegnare accessori da vendere nel suo negozio di Ostuni, del quale era molto orgogliosa. Poi, però, qualcosa si inceppa nella sua vita; nonostante fosse molto bella, si sottopone a interventi di chirurgia estetica e da qui, probabilmente, cominciano i suoi problemi: sembra che questi non fossero riusciti molto bene e l’avessero portata ad uno stato di infelicità e fragilità interiore.

La cosa più sconcertante è che a seguito di questo fatto, la donna ha cominciato a visionare siti on-line sulle dinamiche di suicidio. Era  ben determinata ad uccidersi. E’ recente l’allarme lanciato da uno studio inglese, condotto dall’Università di Bristol, dove è stato analizzato un caso estremo di un 19 enne che si è tolto la vita, ma in questo caso la morte è stata vista in diretta da un web tv. In base a questo studio inglese sono state identificate 480 pagine sul tema di cui 240 siti web. Di questi, il 19% è interamente dedicato al suicidio e la metà circa, incoraggia e promuove “l’estremo gesto”. Il 9% contiene poi consigli pratici per suicidarsi e solo il 13% dei siti è dedicato alla prevenzione del suicidio o offre possibilità di sostegno. Dodici pagine web risultano inoltre dedicate a chat e forum dove gli internauti si confrontano sul tema, parlando anche dei metodi per farla finita. Gli studiosi hanno quindi suggerito un’autoregolamentazione da parte dei provider e il ricorso a software di filtraggio da parte dei genitori come strumento per ridurre il potenziale rischio per i propri figli.

Appare evidente come cercando su Internet si venga facilmente a conoscenza dei metodi più semplici per suicidarsi. Questo  fenomeno sembra in piena espansione perché, anche in Italia, blog e siti sul tema non mancano. Numerosi quelli che consigliano come farla finita in modo semplice ed indolore. Suggerendo addirittura, come sembra essere successo alla donna in questione, di spararsi un colpo di arma da fuoco, con il modo più semplice ed efficace per impugnare la pistola. Ecco che, quindi, Internet si trasforma in uno strumento non più informativo e di conoscenza ma in un mezzo distruttivo, addirittura si può parlare di plagio.

Il suicidio è l’atto più estremo con cui una persona nega il proprio diritto alla vita e si verifica più frequentemente in soggetti affetti da depressione o con disturbi della personalità. Bisogna pertanto intervenire presto con una regolamentazione perché l’influenza di Internet sui comportamenti suicidari non deve essere sottovalutata. In alcuni casi si è promosso il suicidio, facilitando il contatto tra persone “psicologicamente deboli”, che in seguito decidono di incontrarsi per pianificare il proprio suicidio insieme. Molti siti plagiano le persone vulnerabili e sole ed è proprio la solitudine nella quale è lasciato l’individuo depresso, la causa dell’influenza negativa di Internet. Questo strumento invece se usato nella maniera più giusta e seria può offrire numerose prospettive e, perché no, allargare le nostre menti. Internet è un mezzo di comunicazione orizzontale e non gerarchico, in cui è facile e poco dispendioso immettere e rendere disponibili informazioni di qualsiasi natura. Si pone necessariamente il problema del controllo e della censura o al tema specifico del rapporto tra privacy e nuove tecnologie. In conclusione è da sottolineare la necessità di mantenere un atteggiamento riflessivo perché anche Internet ha i suoi aspetti negativi che vanno indagati e chiariti. Contro i facili entusiasmi, è necessario mantenere un atteggiamento critico, poiché la mancanza di riflessività porta a una forma di integralismo tecnologico, pericolosa come tutte le altre forme di integralismo.

Gabriele Ciardullo

Liceo Scientifico Galilei- Potenza IIIi

CRONACA E STORIA

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