Il Pdl considera conclusa l’esperienza del governo Monti- Si tratta di vedere come finirà

Quelle del segretario del Pdl, Angelino Alfano, alla Camera sono parole che cadono in un momento di forte tensione politica.

Il Popolo della libertà considera conclusa l’esperienza del governo di Mario Monti ma “non vuole mandare le istituzioni a scatafascio”.

Lo ha ribadito il segretario del Pdl Angelino Alfano dopo che ieri il partito di Silvio Berlusconi ha deciso di non votare la fiducia al governo e di astenersi mettendo in pericolo la sopravvivenza dell’esecutivo.

“Abbiamo voluto la nascita di questo governo nella speranza che le cose andassero meglio… ma pensiamo che vadano peggio.. e oggi siamo qui per dire che consideriamo conclusa l’esperienza di questo governo”, ha aggiunto l’ex ministro della Giustizia di Silvio Berlusconi.

Alfano ha criticato il governo per non aver avuto la forza di approvare una seria regolamentazione sulle intercettazioni e sulla responsabilità civile dei magistrati e ha invitato Monti ad affrontare questi nodi nelle “ultime settimane che ha davanti”.

“Tredici mesi fa questo governo nacque perché le cose andassero meglio. Tredici mesi dopo le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di molte discussioni. Oggi siamo qui a dire che consideriamo conclusa questa esperienza di governo. Ieri non abbiamo votato la sfiducia perché avremmo causato l’abisso dell’esercizio provvisorio. Vogliamo concludere l’esperienza di questo esecutivo” senza strappi, spiega il segretario del Pdl Angelino Alfano. “Non vogliamo mandare le istituzioni e il Paese allo scatafascio”. Parole che spiegano perché, dopo aver incontrato la delegazione Pdl al Quirinale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha convocato i presidenti di Camera e Senato, oltre ai leader di Pd e Udc. Sono iniziate, sostanzialmente, le consultazioni per il dopo Monti.

Per motivare la scelta del Pdl di togliere il suo sostegno a Monti, Alfano parla di “debito pubblico peggiorato, nessua strategia di sviluppo, Pil diminuito, tasse aumentate, crollata compravendita degli immobili. Ma gli errori principali a questo governo li ha fatti compiere il Partito democratico – sottolinhea il segretario del Pdl, durante la discussione alla Camera sul dl suio costi della politica -. Sulla riforma del mercato del lavoro, nonostante la disponibilità, il Pd si è piegato ai diktat della Cgil che a sua volta si è piegata ai diktat della Fiom. L’epilogo è stato il voto sbagliatissimo dell’Italia all’Onu sulla Palestina. Sempre per il cattivo condizionamento della sinistra a questo governo”.

Facile, a questo punto, immaginare cosa Alfano abbia comunicato al Quirinale, nel primo dei tanti colloqui che attendono in giornata Giorgio Napolitano, che ieri ha garantito sulla tenuta istituzionale del Paese. Incontro durato quasi un’ora e mezza, con il segretario del Pdl, e i presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, dopo che ieri il Pdl si è astenuto sulla fiducia al governo al Senato e alla Camera.

Dopo la delegazione Pdl, il capo dello Stato ha incontrato il presidente del Senato, Renato Schifani, e, secondo quanto si apprende, nel pomeriggio vedrà anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ma al Quirinale sono attesi anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini.

Proprio Casini, durante le dichiarazioni di voto sul dl sui costi della politica alla Camera, ha attaccato il Pdl e la sua scelta di non sostenere più il governo Monti. “Il Pdl ha tolto la fiducia dalla sera alla mattina solo per un calcolo elettorale, oppure ci sono motivi connessi a provvedimenti che questo governo sta varando – dice il leader Udc -. Ma come si può essere contro l’incandidabilità dei condannati o contro la volontà di restituire agli elettori la possibilità di scegliere i propri candidati?”. “Ma ogni ragionamento serio sul futuro del Paese parte dal sostegno a questo governo, che ha detto la verità e fatto scelte impopolari. Il governo non può diventare il parafulmine di questi giochi irresponsabili fatti sulla pelle degli italiani” ha concluso Casini.

A seguire, ecco in aula Bersani accusare Berlusconi di “incoerenza”, raccontare dell’esistenza di un “meccanismo padronale nel centrodestra”. “È evidente che se non avete da riflettere sui vostri errori passati per voi il governo Monti non è un momento di transizione ma una parentesi che si apre e si chiude e tutto torna come prima. Siete degli irresponsabili! Ma le domande che non vi fate ve le facciamo noi. Pensate di avere qualche responsabilità nella crisi? Voi siete stati degli irresponsabili nel dire che la crisi non c’era” tuona Bersani, che poi descrive l’Imu come una tassa originata dall’azione di Berlusconi e Tremonti. “Noi saremo leali con il governo e fedeli alle indicazioni del capo dello Stato. Leali, ma non ingenui, non ci accolleremo la propaganda Pdl. Voi avete il coraggio di motivare la vostra decisione (di staccare la spina al governo, ndr) con le condizioni in cui versa il Paese?”.

Con 268  voti a favore, un solo contrario e 169 deputati astenuti, fra i quali l’Idv, la Camera ha convertito definitivamente in legge il decreto sul taglio dei costi della politica negli enti locali. Prima delle votazioni parole grosse in aula nel gruppo Idv dopo che Franco Barbato, ripreso dal presidente della Camera Gianfranco Fini e dal suo stesso capogruppo Borghesi, ha attaccato personalmente diversi parlamentari della maggioranza, fra cui Pier Ferdinando Casini.

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