Censis impietoso: in 20 anni la quota di ricchezza del ceto medio è calata di 20 punti

 

Censis impietoso: in 20 anni la quota di ricchezza del ceto medio è calata di 20 punti

Il presidente del Censis, Giuseppe De Rita è lapidario: “Siamo sopravvissuti a venti anni di Seconda Repubblica con governi dichiaratamente decisionisti, nei fatti incapaci di connettersi ai processi reali della società e delle persone”. Sono parole che illustrano il 46° Rapporto sulla situazione sociale del Paese del Censis. Tra il 1991 e il 2010 il cosiddetto ceto medio, che rappresenta il 60% della popolazione italiana, ha visto ridursi la sua quota di ricchezza di 20 punti, al 48% circa del totale. La qualità principale delle famiglie è  ormai solo la capacità di “sopravvivenza”.

In che cosa consiste questa capacità di sopravvivenza?: “Nonostante tali difficoltà le famiglie italiane operano un riposizionamento su molti fronti. Stanno reagendo utilizzando al meglio ciò di cui dispongono, utilizzano la rete per consumare in modo competente e per risparmiare iscrivendosi a gruppi d’acquisto digitali, e guardano con maggiore serietà alla formazione dei giovani, che ritengono debba essere più professionalizzante a tutti i livelli, dagli istituti tecnici alle università all’estero”.

L’Italia e i venti di crisi

“Siamo sopravvissuti a dieci anni di crisi, dal 2001 ad oggi, con nessun intervento di governo che l’abbia significativamente contrastata. Siamo sopravvissuti all’annus horribilis, cioè il 2011, con la caduta verticale del peso internazionale del nostro governo e della stessa nostra autonoma sovranità. Siamo sopravvissuti alla logica di governo altro e pedagogico dell’esperienza del governo tecnico”, dice ancora il numero uno del Censis.”Sopravviveremo verosimilmente anche ai probabili e/o improbabili governi del prossimo futuro”.

Il “capitalismo collaborativo”

Secondo il Rapporto, le imprese recuperano competitività all’estero ed espandono i mercati di destinazione anche nelle economie emergenti. Avanzano il “capitalismo collaborativo”, le imprese al femminile, le nuove aziende dell’high-tech, per l’80% nel mondo Internet. La cooperazione rappresenta il 7% dell’economia e negli anni della crisi (2007-20011) ha visto aumentare l’occupazione dell’8%, e pure nel 2012 ha segnato un +2,8%.

Le incertezze politico-istituzionali

“Come un pendolo, dopo un federalismo incompiuto assistiamo a un ricentralismo devitalizzante per il protagonismo dei territori. L’insieme della situazione socio-politica, poi, rischia di scatenare reazioni di rabbia, visto che corruzione, sprechi, evasione fiscale ed elevata pressione tributaria vengono individuate dagli italiani come specifiche ragioni della crisi”, spiega la nota.

Politica in stallo

“Ed è proprio una politica finora in stallo a far perdurare uno slittamento etico da cui pure stiamo cercando di venire fuori. Se non si getta un ponte fra potere e società, che continuano a marciare separatamente, sarà difficile trasformare questi segnali di riattivazione sociale in una vera ripresa”.

Crescono i reati predatori

Con la crisi economica che sta mettendo a dura prova la tenuta del tessuto sociale del nostro Paese si registra una inversione di tendenza, rispetto agli ultimi anni, nell’andamento dei reati cosiddetti predatori. A crescere è soprattutto la microcriminalità. Dal 46mo Rapporto del Censis emerge, infatti, che nel 2011 sono stati denunciati 2.763.012 reati (45,4 ogni 1.000 abitanti), il 5,4% in più rispetto all’anno precedente. C’è un vero e proprio boom in alcuni tipi di reati: le rapine sono state 40.549 (+20,1%), i furti 1.460.205 (+10,2%), soprattutto quelli in appartamento (204.891, +21,1%), gli scippi e i borseggi (rispettivamente, +16% e +24%).

L’aumento degli “street crime” può dipendere dal disagio sociale a seguito della crisi, ma anche dal minore presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine a causa dei tagli delle spese. Negli ultimi sei anni la spesa per l’ordine pubblico e la sicurezza è passata da 29 miliardi a 31 miliardi di euro, con una crescita nominale del 7,3% e una riduzione in termini reali del 3%, a fronte di un aumento del totale delle uscite pubbliche nello stesso periodo del 3,4%.

Annunci


Categorie:V03- Demografia e Statistica - Demography and Statistics

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

SCIENZA E CULTURA - SCIENCE AND CULTURE

Lo stato dell'arte tra storia e ricerche contemporanee - State of the art: history and contemporary research

ORIENTALIA

Studi orientali - Études Orientales - Oriental Studies

NUOVA STORIA CULTURALE / NETWORK PHILOSOPHY

NUOVA STORIA CULTURALE / NEW CULTURAL HISTORY

NEODRAMMATURGIA

TEATRO E RICERCA - THEATRE AND RESEARCH

LOST ORPHEUS ENSEMBLE

Modern Music Live BaND

Il Nautilus

Viaggio nella blogosfera della V As del Galilei di Potenza

Sonus- Materiali per la musica moderna e contemporanea

Aggiornamenti della Rivista "Sonus"- Updating Sonus Journal

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

ANTONIO DE LISA - SCRITTURE / WRITINGS

Teatro Arte Musica Poesia - Theatre Art Music Poetry

In Poesia - Filosofia delle poetiche e dei linguaggi

Blog Journal and Archive diretto da Antonio De Lisa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: