Lorenzo Pinto- Fenomeno Compro oro: simbolo di disagio (Progetto Giovani disagio legalità)

Progetto di ricerca Liceo Scientifico “G.Galilei” di Potenza 2012-2013

Giovani, Disagio, Legalità

nell’ambito della Cattedra di Storia e Filosofia

per le classi III H, III I, IV As, V As, V H

Lorenzo Pinto- Fenomeno “Compro oro”: simbolo di profondo disagio sociale

Ormai anche nella nostra città, a Potenza, città che crediamo sempre e comunque ai margini del mondo, è facile, anzi facilissimo trovare una gigantesca scritta che recita “COMPRO ORO”. Si legge su un sito di questi negozi, organizzati spesso in franchising che “il Compro Oro è un servizio che dà la possibilità ai privati cittadini di poter ottenere del denaro vendendo qualsiasi prodotto in oro o argento: gioielli usati o rotti e tutti quegli articoli che contengono dell’oro a vario titolo. Lo stato dei gioielli non influenza il valore e la quotazione; infatti le uniche caratteristiche che determineranno la quotazione finale sono la caratura dell’oro e il peso totale dell’oro”.

Premessa fondamentale è il comprendere l’importanza topica che l’oro riveste nell’economia: l’oro è un bene rifugio , cioè uno di quei beni che svolgono nel portafoglio di un risparmiatore la funzione di scudo, protezione contro la perdita di potere d’acquisto della moneta, ovvero l’inflazione. E’ per questo che in casi di alta svalutazione monetaria il valore dei beni rifugio tende a salire. E l’oro è il bene rifugio per eccellenza, oro che in questo periodo di gravi debolezze finanziarie ha toccato valutazioni astronomiche ($1700 l’oncia, all’incirca €50 al grammo) che difficilmente possono scendere.

Questa indiscutibile importanza dell’oro, e quindi del suo alto valore al momento della vendita e l’incombente crisi che spinge un cittadino in difficoltà a fondere l’oro della propria famiglia, possono spiegare la crescita esponenziale di queste attività. 28mila negozi attivi in Italia e un giro d’affari che si aggira sui 14 miliardi di euro sono numeri che rendono bene l’idea del disagio e delle difficoltà che gli strati sociali più colpiti e meno protetti da questa crisi del capitalismo moderno devono affrontare: padri disoccupati e madri disperate che tendono sempre più a disfarsi delle riserve “auree” dei propri genitori o figli per cercare di emergere da questo mare di malessere.

E se non bastasse altri fenomeni preoccupanti sono collegati agli esercizi dei “Compro oro”: all’inizio di novembre la Guardia di Finanza ha effettuato un blitz per sgominare un’associazione a delinquere (collegata forse con ambienti mafiosi come molte altre) che operava nel campo dei “Compro oro” per un valore complessivo di 183 milioni di euro con addentellati sparsi per l’Italia, dalla Lombardia alla Campania; la banda negoziava e riciclava oro di provenienza sospetta, frutto di rapine. Sì, perché spesso è molto semplice vendere il proprio oro anche se di provenienza non propriamente legale.

Ecco l’altro fenomeno allarmante: giovani e giovanissimi che rubano l’oro nelle proprie case (e non solo) per poi ricavare un bel gruzzolo dai “Compro oro”. Ragazzi che lo fanno per necessità oppure soltanto per permettersi l’Iphone. Il fenomeno dei “Compro oro”, o meglio delle motivazioni e delle modalità che spinge la gente a rivolgersi ad essi è diventato ormai un triste e forte simbolo del disagio che famiglie e soprattutto giovani stanno vivendo.

Si ritiene indispensabile quindi una forte regolamentazione delle attività dei “Compro oro” e più di ogni altra cosa una riflessione cruda e realistica della problematica situazione odierna, percepibile in qualsiasi realtà, anche nella nostra che crediamo così poco importante . Tutto questo è un campanello di allarme che deve portare ad una sensibilizzazione e ad un impegno concreto per la sua risoluzione, cosa sì molto difficile ma indispensabile per la nostra società che apparentemente ci sta molto a cuore.

Lorenzo Pinto

Liceo Scientifico G.Galilei- IV As

CRONACA E STORIA

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