Marta Marchesiello- Lo sballo di Halloween (Progetto Giovani disagio legalità)

Progetto di ricerca Liceo Scientifico “G.Galilei” di Potenza 2012-2013

Giovani, Disagio, Legalità

nell’ambito della Cattedra di Storia e Filosofia

per le classi III H, III I, IV As, V As, V H

Marta Marchesiello- Lo sballo di Halloween

Federica Mangiapelo

Federica Mangiapelo

È la mattina del primo novembre quando un uomo ritrova il corpo di una ragazza sulla riva del lago di Bracciano. Si tratta di Federica Mangiapelo, sedicenne come tante. Sembra che la morte sia avvenuta tra le quattro e le cinque della notte precedente al ritrovamento. Non sono state ritrovate né la borsa né il cellulare della ragazza.  Le piste che gli inquirenti seguono sono tante, ma nessuna sembra essere quella giusta. Il ragazzo di Federica, Marco Di Muro (denunciato due volte dalla madre di Federica per violenze sulla figlia, e schedato per possesso di droga), è stato interrogato per dodici ore dai militari, e inserito tra i sospettati. Il ragazzo afferma di essere andato a una festa di Halloween con Federica, ma dopo un litigio l’avrebbe riportata a casa, verso le 2, con un suo amico. Quest’ultimo, interrogato a sua volta, ha confermato la versione di Marco. Si è ipotizzato, quindi, che la ragazza sia uscita da sola e sia arrivata sul lungolago, dove è stata colta da una “morte naturale”. Ma le cose non quadrano, in quanto l’abitazione di Federica si trova a ben 7 chilometri dal luogo della morte. Sul corpo, comunque non sono state trovate tracce di violenza, ma l’indagine su Marco continua.

Sono, infatti, sospetti i movimenti del ragazzo in quella notte: appena arrivato a casa, ha chiesto alla madre di lavargli i vestiti tutti bagnati e sporchi e, il giorno dopo, benché fosse una mattina di pioggia, ha portato la macchina all’autolavaggio. Sembra quasi che il ragazzo abbia cercato di costruirsi un alibi anche con uno stato su Facebook, all’ora del decesso della ragazza (“Abbiamo litigato, ma ti voglio bene”) e con un messaggio che le ha inviato dopo qualche ora che l’aveva riportata a casa (“Sono tornato a prenderti, ma tu non c’eri. Perché te ne sei andata?”).  Il veicolo, comunque, è ora in mano ai RIS (Il Reparto Investigazioni Scientifiche, in sigla RIS, è la sezione dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività tecnico-scientifica nell’ambito delle indagini preliminari.) che hanno trovato della sabbia compatibile con quella della spiaggia su cui è stata trovata la ragazza.

Per il ritrovamento di cinque croci a 100 metri dal luogo della morte è stata seguita anche la pista secondo cui l’omicidio è avvenuto a causa di una setta satanica, ma l’hanno lasciata dopo poco, infatti, le croci erano decorative di una festa che aveva avuto luogo lì vicino.

Un’altra ipotesi degli inquirenti è che la ragazza possa essere caduta accidentalmente da un dirupo. O che sia morta per effetto di alcool o droga. Ma i genitori non reputano possibile quest’ultima ipotesi perché affermano fermamente che la ragazza non faceva uso di droghe né alcool. In seguito all’autopsia, infatti, non sono state ritrovate tracce d’alcool nel sangue della ragazza. Si aspettano i risultati degli esami tossicologici.

Ma se nessuna di queste piste sembra quella esatta, cosa è successo a Federica la notte di Halloween?

Cerchiamo di ricostruire la serata della ragazza: è uscita da casa con Marco alle 22.30 del 31 ottobre, come testimoniato dal padre di Federica. Alla festa dove i ragazzi si sono recati, verso le due di notte, hanno litigato e Marco ha deciso di riportare a casa la ragazza. Il padre afferma che la figlia non sia mai tornata a casa. Marco, comunque, dopo aver lasciato Federica, è uscito con un suo amico. Verso le quattro la ragazza, secondo il medico legale, è morta, e alle otto della mattina seguente è stata ritrovata. Ma quelle sue due ultime ore di vita rimangono immerse nel buio più totale.

Cos’ha fatto Federica in quelle due ore? Con chi è stata? Ha preso qualcosa? È stato solo uno sfortunatissimo incidente? Gli inquirenti stanno facendo il possibile per ricostruire quelle fatidiche ore.

Lago Federica

Quella di Federica, anche se la più enigmatica, purtroppo non è l’unica tragedia legata alla ormai attesissima, festa di Halloween. Da Roma a Los Angeles quest’anno gli incidenti sono stati tanti.

Partiamo dalla nostra capitale. “A Roma, in un appartamento in Via Cardello, vicino al Colosseo, durante una festicciola tra amici, un giovane americano, venuto a studiare qui in Italia, ha accoltellato i due suoi amici che erano con lui. Il piu’ grave, colpito da almeno venticinque coltellate, ha un polmone perforato e si trova all’ospedale San Giovanni in gravissime condizioni. La seconda vittima è ferita solo lievemente; l’aggressore è stato arrestato per tentato omicidio dagli agenti di Polizia, accorsi sul posto dopo una segnalazione al 113, che stanno cercando di risalire ai motivi dell’aggressione.

Spostiamoci a Verona, dove un 14enne ha perso una mano a causa dell’esplosione di un petardo artigianale. Secondo i medici il ragazzino ha seriamente rischiato ripercussioni peggiori data la forza dell’esplosione, ed è tuttora ricoverato ma non è in pericolo di vita. I carabinieri di Verona, intervenuti sul posto al momento dell’esplosione, stanno verificando se il giovane abbia ricevuto da qualcuno il petardo o lo abbia confezionato con dei coetanei, visto che anche un 15enne che era con lui si è presentato all’ospedale con ferite al volto e alle gambe e ustioni, fortunatamente non gravi.

Da Verona a Firenze l’Halloween di sangue, purtroppo continua. Il castello medievale di Castel di Poggio, sulle colline di Firenze, è stato sequestrato dalla polizia in seguito al crollo della balaustra di una scala in pietra a causa del quale sono rimasti feriti 13 ragazzi. Il castello era in grado di ospitare un massimo di 600 persone, ma alla festa di questo meraviglioso Halloween, organizzata nel castello, erano presenti più di 1500 persone. L’ingresso era a pagamento e la gestione dell’evento organizzato da un privato.

Ma come in Italia, è Halloween anche in Spagna, è proprio nella capitale di quest’ultima che tre giovani sono morte e altre tre sono in gravissime condizioni, perché travolte dalla calca. Nella ressa le ragazze hanno subito un blocco cardiorespiratorio e sono morte poco dopo, senza che i soccorsi riuscissero a farle riprendere. Secondo fonti della polizia, a scatenare la calca è stato probabilmente lo sparo di un bengala; è stata comunque aperta un’inchiesta per capire l’accaduto. Una testimone ha raccontato a Cadena Ser, che la ressa si è verificata in prossimità dell’unica uscita, “perché le altre porte del locale erano chiuse”. La tragedia è avvenuta poco prima dell’alba, intorno alle quattro di mattina. Dopo l’accaduto, la sala è stata sgomberata dalla polizia “in tutta normalità”, lentamente e senza nessun incidente di ordine pubblico.

Ma se si festeggia in Italia, in Spagna e in quasi tutto il mondo, come potrebbe non festeggiarsi in America? Almeno quattro persone sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta nel campus dell’University of Southern California di Los Angeles, a quanto pare durante una festa per celebrare Halloween: l’hanno reso noto fonti di polizia, mentre secondo il quotidiano ‘The Los Angeles Times’ sarebbero “parecchie” le persone raggiunte dai colpi di arma da fuoco. Sul proprio sito on line lo stesso ateneo californiano riferisce che in relazione alla vicenda è stato arrestato un sospettato” ( da “il giornale di Montesilvano”).

Il funerale di Federica

Il funerale di Federica

È un “bollettino” alquanto preoccupante quello del giorno di Halloween, e ogni anno sembra andare sempre peggio. Questa festa di origine celtica diffusa in tutto il mondo si sta trasformando realmente nel giorno dei morti. In questo giorno sembra quasi obbligatorio fare il possibile per “sballarsi”. La maggioranza dei ragazzi beve fino a non capire più niente, e, se l’alcool non basta, ci pensa la droga. Ma perché c’è questo bisogno di “sballarsi”? Forse perché i ragazzi vogliono divertirsi e sballarsi è divertente. Halloween è un giorno di festa; forse, ormai, il giorno in cui si festeggia di più, superando addirittura il Capodanno. Ma non esistono altri modi per divertirsi? Evidentemente, per la maggior parte dei ragazzi, no. Da qualche anno, i ragazzi non riescono a trovare altri modi di divertirsi. L’alcool – e meno frequentemente la droga- almeno all’inizio, ha effetti piacevoli, si prova una sensazione di ebbrezza e leggerezza e c’è un forte aumento della loquacità, che porta anche chi è timido a stare con gli altri e, quindi, a divertirsi. I ragazzi, anche se sanno che in seguito si sentiranno male per l’abuso di alcool, accusando nausea, mal di testa e vertigini, ne fanno comunque uso. Preferiscono sentirsi bene per un po’, anche se poi devono affrontarne le conseguenze.

Non si tratta di cercare un allargamento della coscienza, ma primariamente di escludere la coscienza. I ragazzi soffrono di una noia smisurata e di una profonda mancanza di senso esistenziale; gli unici momenti di divertimento li riescono a creare solo con l’uso di alcool e di droghe. Hanno, forse, perso valori quali la fantasia e la fiducia in se stessi; hanno bisogno di uno stimolo dietro l’altro e di conseguenza non sanno esercitare una capacità di difesa contro i desideri risvegliati dall’alcool e dalle droghe. Con esse, infatti, adolescenti e giovani vivono realmente, all’inizio, un sentimento diffuso di felicità e spensieratezza, per questo è dificile rinunciarvi. Sinceramente credo che, comunque, l’alcool sia una spinta molto forte per divertirsi; è difficile divertirsi se si pensa a qualcos’altro, o, se ci si sente stupidi o ridicoli facendo un gioco, con l’alcool non te ne importa nulla se puoi sembrare stupido.

Con questo non voglio dire che l’abuso di alcool in quest’occasione si giustificato, ma se i ragazzi, invece che abuso ne facessero solo uso, credo che riuscirebbero comunque ad arrivare allo sballo, ma a uno sballo non pericoloso, quello sballo che ti dà solo una carica in più, che ti dà solo un piccolo, piccolissimo aiuto a divertirti, riuscendo ancora a capire ciò che si fa, ciò che è giusto ed è sbagliato, ciò che è pericoloso e ciò che non lo è. Uno sballo che non porta alla perdita della propria personalità e, soprattutto, che non porta alla morte propria o altrui.

Marta Marchesiello

Liceo Scientifico G. Galilei- Potenza- III H

CRONACA E STORIA

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