Istituti in autogestione da Milano a Potenza, da Venezia alla Sicilia- Gli studenti rispondono con la cultura a chi vuole tagliare la scuola

«Quando usciremo dal guscio ovattato della scuola cosa troveremo? Come possiamo affrontare la scelta se proseguire negli studi?» è la domanda che si pongono gli studenti di tutta Italia, sollevando la questione dei tagli alla scuola e della crisi dell’università. La risposta di questi giorni è: autogestione. Servirà, non servirà: sono le solite domande che ci si pone in questi casi. Intanto, si riflette, nell’incertezza generale. Tutti insieme, collettivamente.

Scuola autogestita

Milano- Parte la stagione delle autogestioni. Iniziative fino al 12 dicembre, ricorrenza della strage di piazza Fontana

A Milano è tutto un susseguirsi di iniziatie. Sono in programma assemblee, dibattiti, incontri. Studenti e professori a confronto al liceo classico Manzoni. I collettivi sono pronti a far partire la protesta dal Parini, al Cardano e Gentileschi, al Molinari, al Galileo Galilei. Sono mobilitati i gruppi di Rete Studenti, del Cantiere, del Casc, di Laps.

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Venezia e Mestre- Occupato anche il Franchetti
Salgono a 11 le scuole in autogestione

Mestre

Licei e sedi storiche occupate dagli studenti veneziani. Sono arrivati anche al liceo classico Franchetti di Mestre i ragazzi del coordinamento degli studenti: nella mattinata di venerdì hanno occupato le scale dell’istituto per un sit in di protesta. I rappresentanti dell’istituto, però, dopo un momento di contrattazione con preside e insegnanti, hanno riaperto i battenti. Da sabato insomma si continua a fare lezione? No, partirà un’autogestione di qualche giorno. Stessa situazione anche al liceo scientifico Giordano Bruno, occupato poco prima dell’alba. «Siamo passati all’autogestione – spiega Mario Pozzan del coordinamento studenti medi – abbiamo scelto concordando con il preside». Salgono dunque a 11 le scuole occupate o autogestite a Venezia tra centro storico e terraferma. E intanto a Venezia nella mattinata di venerdì verso le 9 è partito un piccolo corteo (150 persone circa) che dalla sede centrale dell’Algarotti (Ca’ Savorgnan) si è mosso fino alla succursale di Palazzo Testa. Le ragioni? Una protesta nei confronti di un segretario che su ordine della preside ha tagliato la catena che chiudeva la porta della succursale per impedire l’accesso a professori e studenti. Alcuni professori, in accordo con la protesta, stanno producendo un comunicato per esprimere il loro dissenso.

Genova- “Non bruciamo il nostro futuro”

Sono più di duecento i ragazzi che hanno iniziato l'autogestione al liceo artistico Paul Klee di Quarto, la prima scuola genovese in cui gli studenti hanno resa effettiva la protesta in difesa della scuola pubblica che da settimane coinvolge professori e studenti genovesi

Sono più di duecento i ragazzi che hanno iniziato l’autogestione al liceo artistico Paul Klee di Quarto, la prima scuola genovese in cui gli studenti hanno resa effettiva la protesta in difesa della scuola pubblica che da settimane coinvolge professori e studenti genovesi

San Benedetto del Tronto- Liceo Classico in co-gestione. E i professori appoggiano gli studenti

I docenti del Liceo commentano l’autogestione degli studenti: “Grande segno di responsabilità: più si sensibilizzano a questi temi, più crescono; invece se restano passivi, se non si interessano, saranno adulti meno consapevoli e critici” dice il professor Sciocchetti, docente di religione, e il professor Zazzetti di matematica e fisica, aggiunge: “Apprezzo queste attività che sono un modo alternativo e sicuramente più efficace di fare scuola”.

Scuola, non azienda

Roma- Decine di istituti in autogestione

Scuole in piazza e istituti ancora in mobilitazione. Succede al Virgilio, con gli studenti che proseguono l’autogestione in succursale e l’occupazione nella sede centrale in via Giulia. E al Fermi. Mentre al «Primo Levi» gli studenti ripuliscono la scuola. VIRGILIO IN AUTOGESTIONE – Proprio i ragazzi che con prof e presidi portano avanti la didattica alternativa hanno portato fuori dalle aule la protesta inscenando un flash mob in piazza delle Cinque Lune. I ragazzi in autogestione del Virgilio hanno letto alcuni articoli della Costituzione.

Futur

«FERMI OCCUPA» – E lunedì mattina sono stati gli studenti dell’istituto tecnico «Enrico Fermi» di via Trionfale, a occupare «contro i tagli e l’impoverimento delle scuola». Dopo la protesta decisa a fine ottobre dai docenti del Fermi che, avevano «listato a lutto» l’istituto per protestare contro l’aumento dell’orario di lezione per i docenti appendendo tre grossi drappi neri sul lato dell’ingresso degli studenti e due striscioni blu con la scritta «Vogliamo una scuola di qualità» e «non siamo macchine per vendere fiato», è la volta dei ragazzi. Alle 8, 300 studenti della scuola di Roma Nord hanno srotolato due striscioni, uno sul tetto con scritto «Fermi Occupato» ed uno sulla cancellata di via della Stazione di Monte Mario con su scritto «Fermi Ribelle». Lucchetti e qualche rimostranza: docenti e la preside sostengono che tra i ragazzi che hanno deciso l’occupazione «ci sono molti esterni».

STUDENTI RIPULISCONO IL «PRIMO LEVI» – Intanto, sabato, gli studenti in occupazione del liceo Primo Levi si sono attivati per trasportare tutti i rifiuti tra i quali, banchi, sedie e computer rotti e scarti di altro genere, dalla discarica abusiva a cielo aperto all’interno del cortile posteriore della scuola fino al cancello principale al di fuori del quale vi erano professori, genitori e dirigente scolastico: «Ci sono venuti incontro molti genitori intervenendo attivamente nello sgombero di questi scarti e finalmente – fanno sapere i ragazzi – grazie all’intervento di 6 camion dell’Ama siamo riusciti a portare via tutti questi rifiuti che invadevano la nostra scuola da diversi anni».

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Potenza- Autogestione al Liceo classico Quinto Orazio Flacco e al Liceo Scientifico G. Galilei

Manifestazione a Potenza

Manifestazione a Potenza

A Potenza Liceo Classico Flacco e Liceo Scientifico Galilei sono in autogestione tra tre giorni, da mercoledì a venerdì. Ricchissime le iniziative nei due licei, con la collaborazione anche di alcuni docenti. Gli studenti hanno messo in cantiere dibattiti e discussioni sui temi più rilevanti della condizione giovanile d’oggi, gestendo spazi autogestiti in piena autonomia e con un rigoroso rispetto dei beni pubblici delle scuole. Alla fine delle mattinate si sono adoperati a pulire le aule .

Studenti, professori, lavoratori, si sono ritrovati insieme nelle scuole per discutere dei tempi caldi delle lotte studentesche, contro le multinazionali del petrolio e l’austerità imposta dai governi europei.

“Le autogestioni e le iniziative della settimana”- affermano gli studenti “sono di preparazione al grande corteo di sabato 1 dicembre a Potenza.” Il Movimento Studentesco ha pertanto convocato per venerdì 30 alle 17 presso il Campus di Macchia Romana dell’UniBas un’assemblea generale in cui discutere con mondo del lavoro e società civile tanto della manifestazione di sabato quanto dell’unione delle lotte in vista delle future mobilitazioni.

Ecco il comunicato che gli studenti hanno fatto uscire in giornata dopo l’inizio di nuove autogestioni :

Comunicato n. 528.11.2012

Proseguono le autogestioni e le cogestioni in Basilicata! Ai tanti istituti già autogestiti dagli studenti, si sono uniti oggi il L. S. Galilei di Potenza e l’ITIS A. Einstein di Picerno. Grande risonanza ha avuto l’inizio della tre giorni di autogestione lanciata dal Liceo Scientifico Galilei, istituto più numeroso di Potenza e uno dei più numerosi dell’intera regione: qui sono stati tenuti seminari e incontri con i lavoratori per discutere di crisi economica, nonché dibattiti fra studenti, professori e giornalisti su petrolio, ambiente, scuola e modello economico globale. All’ITIS Einstein di Picerno al centro della discussione sono state le estrazioni petrolifere e le modalità di lotta da contrapporre alla prepotenza delle multinazionali energetiche (anche e soprattutto a seguito delle notizie e delle foto che arrivano in questi giorni circa attività sospette sopra Monte Li Foi, al confine tra Picerno e Ruoti). 

Il Movimento studentesco, inoltre, condanna quanto accaduto all’IPSIA G. Giorgi di Potenza, dove 74 studenti sono stati sospesi con obbligo di frequenza per aver risposto con l’occupazione simbolica e temporanea dei corridoi al rifiuto del dirigente scolastico di concedere l’autogestione. Riteniamo ingiustificabile l’atteggiamento tanto delle autorità scolastiche quanto delle Forze dell’Ordine e auspichiamo che vengano sospese immediatamente le sanzioni agli alunni!Ci avviciniamo sempre più a questo nuovo fine settimana di mobilitazioni! SEMPRE PIÙ FORTI NOI! Movimento Studentesco LucanoCoordinamento delle Reti Autorganizzate

Monopoli

Gli studenti degli istituti secondari di secondo grado di Monopoli continuano la protesta iniziata sabato 17 e culminata nel tentativo di occupazione pacifica del 24. Riuniti in assemblea d’istituto straordinaria presso il Polivalente scolastico hanno deciso che da Martedì 27 Novembre fino a Sabato 1 Dicembre continueremo con l’autogestione dei tre plessi scolastici del Polo Liceale dalle ore 8.00 alle ore 15.00. Invece, per quanto riguarda il pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.00 rimarrà aperta solo la sede del Polivalente Scolastico.

L’autogestione consisterà nella sospensione del consueto orario scolastico a favore di lezioni alternative, di recupero e potenziamento, aule studio gestite dagli stessi studenti e dai professori e dibattiti critici di approfondimento.

La protesta degli studenti monopolitani si unisce non solo a quella degli studenti di tutta Italia, ma anche alla protesta portata avanti dai docenti.

Palermo- Molte scuole palermitane sono in agitazione

Uno striscione esposto all'Umberto I di Palermo

Uno striscione esposto all’Umberto I di Palermo

Sono in autogestione il Meli, l’ITC Pareto e il Duca degli Abbruzzi. Gli studenti si sono riuniti in assemblea al Rutelli e al Crispi. Dopo il liceo scientifico Cannizzaro e l’istituto tecnico Marco Polo ha occupato anche l’Umberto I. All’ingresso della scuola campeggia lo striscione portato dai ragazzi sabato e domenica, quando hanno occupato con delle tende l’atrio della scuola. “È un’occupazione democratica, perché votata dalla maggioranza degli studenti, e bianca”, spiega il servizio d’ordine organizzato dagli studenti, “ l’ingresso è chiuso per gli estranei, ma non per il preside, i professori e il personale Ata che possono accedere ai loro uffici”.

Agrigento- Scuole contro il Governo, il liceo “Odierna” di Palma in autogestione

Non si arresta la mobilitazione degli istituti scolastici in provincia di Agrigento contro le riforme proposte dal Governo che andrebbero a cambiare il mondo della scuola.

Il comitato studentesco del liceo scientifico “Odierna” ha deliberato all’unanimità di attuare, come forma di protesta, la cosiddetta autogestione. “Un’autogestione regolare e proficua per tutti gli alunni”, così ha detto il rappresentante d’istituto Salvatore Malluzzo. “Noi dell”Odierna’ dobbiamo senza se e senza ma farci sentire perché per noi studenti il futuro non è più certezza ma si parla di incertezza, e questo a mio parere è inaccettabile”.
Sono già stati eletti un comitato organizzativo formato dai quattro rappresentanti d’istituto, un presidente, un vicepresidente ed un segretario che stanno collaborando per la buona riuscita di tale forma di protesta. Dopo di ciò sono stati formati 13 comitati gestiti in toto dagli alunni. Dunque un modo veramente divertente ma anche formativo di scuola pubblica.
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