Doccia fredda dell’Ocse: tagliate stime di crescita Italia- Nuova stretta fiscale nel 2014?

Secondo l’Ocse le riforme del governo Monti riusciranno a sollevare l’Italia da una decade di stagnazione economica, ma le misure di austerità hanno causato il maggior calo dei consumi dalla Seconda guerra mondiale. Così l’Ocse ha peggiorato le previsioni sul pil del nostro Paese: -1% nel 2013. Alla luce poi di un deficit pari al 2,9% del pil nel 2013 la penisola potrebbe avere bisogno di una nuova stretta fiscale.

«Il rischio di una nuova rilevante contrazione dell’economia mondiale non può essere escluso». Lo scrive il capo economista dell’Ocse, Pier Carlo Padoan, nell’introduzione all’Economic outlook, citando «un significativo calo della fiducia» e «un contesto di deleveraging, consolidamento di bilancio simultaneo in molti Paesi». Inoltre, «la disoccupazione alta, e in alcuni Paesi ancora in aumento, deprime ulteriormente la fiducia e la spesa» per i consumi. Tagliate anche le stime di crescita dell’Italia, per cui l’Ocse paventa anche il rischio di una nuova manovra nel 2013.

Stime riviste al ribasso per il Pil dell’eurozona. Si prevede una contrazione dello 0,4% nel 2012 e dello 0,1% nel 2013, con un ritorno in positivo solo nel 2014 (+1,3%). Le stime precedenti, emesse a maggio, erano di -0,1% nel 2012 e +0,9% nel 2013. L’area euro, scrive ancora l’Ocse, «resta la principale minaccio per l’economia mondiale al momento, nonostante le recenti misure che hanno ridotto le pressioni a breve termine».

Giù anche le stime per il Pil italiano nel 2012 e 2013. La contrazione è stimata rispettivamente del 2,2% e dell’1%, contro il -1,7% e -0,4% nel maggio scorso. Questa «crescita debole metterà ulteriore pressione negativa su occupazione, salari e prezzi», spiega l’Ocse.

Il rapporto debito/pil dell’Italia nel 2012 dovrebbe salire al 127% dal 119,8% del 2011. Nel 2013 dovrebbe raggiungere 129,6% per poi salire a 131,4% nel 2014, stima ancora l’Ocse.

Nonostante le riforme strutturali in Italia per il ritorno alla crescita e il risanamento dei conti pubblici «sono ben avviate» l’attività economica in Italia «dovrebbe continuare a contrarsi nel breve tempo» come conseguenza della stretta di bilancio, dell’indebolimento del clima di fiducia e della stretta creditizio, sostiene l’Ocse nel capitolo dedicato all’Italia dell’Economic Outlook pubblicato oggi e che stima un ritorno alla crescita «nel corso del 2013» se il Governo conseguirà gli obiettivi di bilancio per il 2013 e il 2014.

Rischio nuova manovra. Se le previsioni dell’Ocse sulla crescita dell’economia italiana, più pessimistiche di quelle del governo, dovessero realizzarsi, «un’ulteriore stretta di bilancio sarebbe necessaria nel 2014 per restare nel percorso di riduzione del debito previsto», scrive ancora l’organizzazione parigina nel suo Economic outlook riferendosi all’Italia, «che è entrata nella sua seconda recessione grave in tre anni».

Per l’Italia, «una rilevante fonte di incertezza» riguarda l’impegno del prossimo governo «a mantenere il percorso di consolidamento di bilancio e riforme strutturali favorevoli alla crescita», afferma ancora l’Ocse nel suo Economic Outlook. È importante capire, scrive l’Ocse, che «tornare indietro danneggerebbe sia la visione dei mercati sia la crescita».

Nell’attuale contesto di debolezza dell’economia mondiale, «un ulteriore deterioramento del mercato del lavoro nell’area Ocse è probabile». Nel dettaglio, prevede l’Ocse, la disoccupazione «continuerà ad aumentare» nell’eurozona (11,1% nel 2012, 11,9% nel 2013 e 12% nel 2014) mentre «diminuirà» negli Usa (8,1% nel 2012, 7,8% nel 2013 e 7,5% nel 2014). L’organizzazione parigina stima un tasso di disoccupazione nell’area all’8% nel 2012, 8,2% nel 2013 e di nuovo 8% nel 2014.

In uno scenario economico che «si è deteriorato di nuovo» e si attende una «crescita esitante e disomogenea» minacciata da rischi considerevoli, «l’azione politica può fare la differenza» per la ripresa, «non solo per evitare lo scenario peggiore, ma anche per far materializzare il migliore», dice il segretario generale Ocse Angel Gurria.

Cos’è l’OCSE

L’OCSE è stata istituita con la Convenzione sull’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economici, firmata il 14 dicembre 1960, e ha sostituito l’OECE, creata nel 1948 per gestire il “Piano Marshall” per la ricostruzione post-bellica dell’economia europea.

Ne fanno parte oggi 34 Paesi (Australia, Austria, Belgio, Canada, Cile, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria), che si riconoscono nella democrazia e nell`economia di mercato. L’Organizzazione inoltre mantiene stretti contatti con oltre 70 Paesi non membri (che possono partecipare come osservatori ai lavori dei Comitati o a determinati programmi) e con altre Organizzazioni Internazionali.

L’OCSE ha sede a Parigi ed è composta da un Segretariato, strutturato in Direzioni Generali, che funge da sostegno alle attività di circa 250 tra Comitati e Gruppi di lavoro, nei quali sono rappresentati i Paesi membri. Dal 1° giugno 2006, il Segretario Generale dell`OCSE è il messicano Angel Gurria (riconfermato per un ulteriore quadriennio nel settembre 2010), coadiuvato da quattro Segretari Generali Aggiunti, tra cui l`italiano prof. Pier Carlo Padoan, che ricopre dal dicembre 2009 anche l`incarico di Capo Economista. Il massimo organo di decisione politica e strategica dell`OCSE è il Consiglio, che si riunisce periodicamente a livello di Rappresentanti Permanenti di ciascun Paese membro e una volta l`anno a livello ministeriale. Il Consiglio decide per consenso. L’OCSE è finanziata dai suoi Paesi membri, i cui contributi sono calcolati sulla base del PIL. Gli Stati Uniti con circa il 25% sono il principale Paese contributore, seguiti dal Giappone. L’Italia con circa il 5% figura al sesto posto. Il bilancio dell’OCSE per il 2009 è di circa 320 milioni di euro.

Gli obiettivi dell`OCSE sono di sostenere la crescita economica sostenibile, aumentare l`occupazione, innalzare il tenore di vita, mantenere la stabilità finanziaria, assistere lo sviluppo delle economie dei Paesi non membri, contribuire alla crescita del commercio internazionale. Grazie alle attività dell`OCSE, i Paesi membri possono comparare le differenti esperienze, cercare risposta ai problemi comuni, identificare le best practices e coordinare le politiche nazionali ed internazionali

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