Scuola- Scudisciata di Monti sui Prof- Nuove mobilitazioni in vista – Lettera da un istituto occupato

Scudisciata di Monti. Olio sul fuoco della protesta dei Prof

Così Mario Monti, parlando a Che tempo che fa, ha risposto a Fabio Fazio sulla scuola e sulle manifestazioni di protesta. Pur ritenendo legittimo il dissenso, il presidente del Consiglio ha parlato di proteste venate di corporativismo. “Gli studenti fanno bene a manifestare il loro dissenso e lo hanno fatto in modo civile – ha detto – ma ”in alcune sfere del personale della scuola c’è grande conservatorismo ed indisponibilità a fare anche due ore in più alla settimana che avrebbero permesso di aumentare la produttività. I corporativismi spesso usano anche i giovani per perpetuarsi”, ha concluso. Secondo Monti, “il problema della scuola e dell’università potrà esser risolto solo con gradualità. Si richiede migliore organizzazione di cultura, università, scuola e ricerca; e con il più qualificato rettore italiano al governo, il ministro Profumo, pensiamo di aver lavorato alla soluzione. Ma servono risorse: in passato sono state dilapidate”.

La mobilitazione degli studenti

Dopo la manifestazione nazionale del 24 a Roma il movimento degli studenti delle scuole superiori italiani ha in cantiere nuove forme di mobilitazione e protesta e ha dato appuntamento per un’assemblea ai raòppresentanti di tutti i licei interessati alla protesta per giovedì prossimo, 29 novembre, alle 16 al Liceo Aristofane di Roma per dare corso alle nuove forme di mobilitazioni e formalizzare un coordinamento fra le diverse scuole. “Ieri il Coordinamento delle scuole era in piazza a Roma nella manifestazione degli studenti e delle studentesse partita dalla Piramide, con i propri striscioni: “Gli unici professori da tagliare sono quelli al governo” e “Dignità e futuro per la scuola pubblica statale” e con gli striscioni di tante scuole di Roma che aderiscono al coordinamento. Ancora una volta – si spiega in un documento del coordinamento studenti – il movimento ha manifestato in massa, dopo il 10 e il 14 novembre scorsi, per chiedere una radicale inversione di rotta nelle politiche per l’istruzione pubblica: “no al disegno di legge Aprea – Ghizzoni attualmente in discussione al Senato; no all’aumento dell’orario di lavoro per gli insegnanti, inserito nel disegno di legge di stabilità; no al concorso-truffa; per il rifinanziamento della scuola pubblica statale; basta soldi alle private”. Quella di ieri, ha detto a proposito della manifestazione degli studenti la ministro degli Intreni Annamaria Cancellieri,”è stata una bella giornata, ha vinto la democrazia”. Ne è convinta il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, per la quale “c’è stata da entrambe le parti un grande impegno quindi è una cosa molto positiva”. Secondo il ministro, in questo momento difficile per quanto riguarda la tenuta sociale, anche a seguito delle contestazioni della scorsa settimana “occorre molta capacità di dialogo” e “abbiamo ancora tantissima strada da fare”. “Ci deve essere un messaggio di rispetto reciproco – ha aggiunto il ministro dell’Interno -. La forza dell’ordine è lo stato e occorre un rispetto non borbonico ma serio. Chi offende e colpisce le operazioni delle forze dell’ordine colpisce lo stato. Dall’altra parte lo Stato deve essere rispettoso dei manifestanti”.

TMNews

Lettera di un gruppo di studenti di una scuola di Piazzola sul Brenta che scrive una riflessione sui motivi hanno portato i ragazzi ad occupare il loro istituto.

I ragazzi dell’Istituto di Piazzola sul Brenta

Piazzola sul Brenta, 22/11/2012

Nei giorni di Venerdì 16/11, Sabato 17/11, giovedì 22/11 e venerdì 23/11 gli studenti dell’Istituto Rolando da Piazzola hanno attuato, per la prima volta nella storia dell’Istituto, una forma di protesta molto forte qual è l’occupazione di un luogo pubblico.

Quando abbiamo deciso di dare vita a questa forma di protesta, era unanime, sia da parte degli studenti, che da parte di genitori e docenti la volontà di lottare per la scuola, non contro la scuola, come è avvenuto in altri istituti limitrofi al nostro, nei quali la protesta è stata purtroppo macchiata da atti di vandalismo contro quelle stesse strutture che dovrebbero formare il nostro stesso futuro. A nostro parere una manifestazione di questo calibro deve essere svolta nel modo più corretto possibile perché riusciamo a dimostrare realmente le nostre potenzialità, il nostro valore e la nostra maturità. La nostra idea è quella di far coincidere la legalità, com’è il diritto alla parola ed espressione, con un atto illegale (da un punto di vista puramente giuridico) come è ritenuta l’occupazione di un luogo pubblico, che esiste grazie alle tasse dei nostri genitori.

Questa scuola, in questo preciso momento della sua storia, è lo spazio privilegiato in cui si dimostra il vero valore di noi ragazzi, di tutti noi che rappresentiamo il futuro dell’Italia. E per raggiungere questo punto non ci avvaliamo solamente delle forze di noi studenti, ma anche del consenso dei nostri genitori e dei nostri docenti. Anche se non hanno potuto partecipare in maniera attiva a questa protesta, ci sono sempre stati vicini e ci hanno sempre appoggiato, perché è solo con l’unione di più parti che si riescono ad ottenere i risultati migliori.

Ciò che ci spinge a manifestare tutti assieme in questo modo il nostro dissenso non sono tanto i soliti dati riguardanti la politica di austerity e di tagli, ma crediamo fermamente che i veri principi siano l’informazione e la sensibilizzazione dei ragazzi. È solo rendendoci consapevoli di ciò che ci sta attorno che riusciamo a comprendere e progettare un Futuro, un Futuro migliore che, al momento non ci sentiamo garantito da nessuno, nemmeno da quelle autorità che ci dovrebbero tutelare. In questo momento noi studenti italiani ci sentiamo in “stallo”, senza possibilità di “manovra”, in un equilibrio labile perché non sostenuti e sempre meno accompagnati nel nostro cammino di formazione. Sono questi i veri principi che muovono noi ragazzi del Rolando, e sono condivisi dagli studenti di tutta Italia. Ciò che muta è come questi ideali vengono messi in atto.

Ci discostiamo quindi da ogni forma di protesta violenta: è solo un danno a noi stessi. Ci rammarica anche il fatto che i quotidiani e i mass media abbiano strumentalizzato e distorto le modalità con cui si è attuata questa protesta: riteniamo che si debbano dedicare più parole ad elogiare il lavoro consapevole e costante degli studenti più meritevoli e pacifici che non enfatizzare le azioni violente di pochi. È solo attraverso un’adeguata esposizione mediatica che riusciremo a far sentire la nostra voce, ad urlare i nostri ideali, a cambiare qualcosa; dopotutto siamo o non siamo noi il futuro di questo splendido Paese?

Fonte: TgCom 24



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