Raid antisemita contro i tifosi del Tottenham- Times: Roma città più pericolosa d’Europa

La devastazione al pub Drunken Ship a Campo de’ Fiori

Lettera di scuse della Federzione gioco calcio ai colleghi inglesi

”Ancora una volta purtroppo il calcio è stato l’occasione per un gruppo di delinquenti di dare sfogo alla propria follia razzista e antisemita, un’aggressione inqualificabile che danneggia l’immagine del nostro calcio”. Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha scritto una lettera di scuse al collega inglese David Bernstein per il raid ultra.

Roma non è Tel Aviv

E’ botta e risposta Pacifici-Pecoraro. Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro commenta le dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici che ha paragonato Roma a Tel Aviv: “Non accetto questa equazione, Roma è una delle città più sicure. Non mi sembra che ci siano razzi lanciati su Roma, né che la comunità ebraica corra rischi”.

Le motivazioni del raid

Anche se i testimoni ascoltati dalla polizia non hanno parlato di urla razziste o di simboli chiaramente nazifascisti, a far scattare il raid punitivo potrebbe essere stata la storia del Tottenham, squadra nata nel quartiere ebraico di Londra e accompagnata da tifosi che espongono la stella di David o incitano i giocatori gridandoli «joden» o «yid». Tanto è bastato  alla parte più estremista ed organizzata delle tifoserie romane, specie i laziali, che  hanno gridato allo stadio «Juden Tottenham» e potrebbero aver acceso la miccia dell’aggressione di mercoledì notte. «Ad agire – spiegano gli investigatori – potrebbe essere stato un gruppo misto, fatto di tifosi laziali e romanisti che probabilmente si conosce e si è mosso insieme anche in altre occasioni».

Mappa dell’assalto

L’arresto degli aggressori e l’interrogatorio

Il primo l’hanno arrestato mentre cercava di fuggire da Campo de’ Fiori e nascondersi su un autobus. Francesco Ianari, classe 1987 e un daspo, cioè un ordine di non avvicinarsi allo stadio emesso nel 2007, è un tifoso romanista che allostadio è più o meno una presenza fissa anche se non è mai arrivato al grado di capo ultrà. C’era anche lui l’altra notte quando circa quaranta persone, compatte e ben organizzate, si sono presentate alla porta del Drunken Ship per aggredire alcuni dei 1600 tifosi del Tottenham arrivati a Roma per seguire la partita con la Lazio. È accusato di lesioni pluriaggravate, rissa, tentato omicidio in concorso con altri e possesso di stupefacenti.

Nel corso della nottata ha chiamato più volte l’altro arrestato, Mauro Pinnelli pure lui romanista e quasi coetaneo (è dell’86). Stesse accuse ma indizi più pesanti visto che nella sua automobile gli uomini del commissariato Trevi diretto da Lorenzo Suraci hanno trovato proprio lo stemma del Tottenham che aveva addosso il più grave dei sette feriti dalla nottata, Mills Asmley, quello che a lungo è stato in pericolo di vita e solo ieri pomeriggio è emerso dal codice rosso. Pinnelli a casa ha anche armi da taglio portate immediatamente alla scientifica per le analisi.

I due tifosi romanisti, Francesco Ianari e Mauro Pinnelli, attualmente detenuti nel carcere di Regina Coeli, hanno ammesso di aver partecipato al blitz nel pub Drunken Ship di Campo de’ Fiori per dare una “lezione” ai tifosi inglesi ma, agli agenti che li hanno arrestati, si sono giustificati dicendo di essere stati prima aggrediti. Agli investigatori avrebbero quindi spiegato di aver risposto ad una provocazione dei tifosi del Tottenham. Intanto gli uomini della Digos e del commissariato Trevi in queste ore proseguono le indagini analizzando decine di filmati girati dalle telecamere posizionate nel centro storico per controllare le strade della movida romana.

Non si esclude che nelle prossime ore possa essere fermato qualche altro responsabile del raid che ha portato al ferimento di dieci tifosi inglesi di cui uno ricoverato ancora in gravi condizioni. Gli inquirenti smentiscono che dietro al raid possa esserci la pista dell’antisemitismo mentre è confermata l’ipotesi che al blitz hanno partecipato ragazzi provenienti dalle fila di entrambe le tifoserie delle squadre romane. Un’azione a metà tra la criminalità, il puro razzismo e una logica da stadio capace di superare persino la rivalità tra Roma e Lazio. Che potrebbe inserirsi in una complessiva riorganizzazione delle tifoserie violente della città, fiaccate da arresti e norme antistadio ma che ora vogliono alzare la testa. Solo nell’ultimo mese, i raid violenti sono stati almeno due, l’ultimo a Colle Oppio la sera prima del derby.

Tifoso del Tottenham operato per evitare cmplicazioni di un aneurisma dell’arteria femorale

Il tifoso del Tottenham gravemente ferito durante il raid ultrà si trova in sala operatoria per evitare le complicazioni di “un aneurisma dell’arteria femorale”. Così il direttore sanitario dell’ospedale San Camillo-Forlanini. “Il coltello nell’entrare nella coscia non ha tagliato soltanto il muscolo, come sembrava inizialmente, ma ha lesionato leggermente l’arteria femorale causando un aneurisma. I medici stamattina se ne sono accorti nel corso di un controllo. Quindi è stato trasferito in chirurgia vascolare per essere sottoposto all’intervento”. A causa dell’intervento il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non ha potuto far visita al ragazzo come precedentemente stabilito.

Times: Roma è la città più pericolosa d’Europa

Roma è “la città più pericolosa d’Europa”: il pesante giudizio è del Times, e arriva all’indomani del raid ultras contro tifosi del Tottenham in un pub di Campo de’ Fiori. Dura anche l’accusa del tabloid ‘The  Sun’, che parla di “assalto neonazista”. I media inglesi riferiscono inoltre che dalle prime indagini emergerebbe la presenza a Roma, alla vigilia della partita, anche di tifosi di West Ham e Leeds, rivali di quelli del Tottenham poi fatti oggetto dell’aggressione la notte prima della partita di Europa League con la Lazio.



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