Antonello Luongo- Non è tutto oro quello che luccica (Progetto Giovani disagio legalità)

Progetto di ricerca Liceo Scientifico “G.Galilei” di Potenza 2012-2013

Giovani, Disagio, Legalità

nell’ambito della Cattedra di Storia e Filosofia

per le classi III H, III I, IV As, V As, V H

Antonello Luongo- Non è tutto oro quello che luccica

Blitz delle Fiamme gialle in 250 punti “compro oro” in tutta Italia in una massiccia operazione, ribattezzata emblematicamente “Fort Knox” e coordinata dalla Procura di Arezzo. I militari di Arezzo e Napoli stanno eseguendo perquisizioni in vari esercizi che fanno capo a un’associazione implicata in riciclaggio, ricettazione, frode fiscale, esercizio abusivo del commercio di oro. Sequestrati beni per 163 milioni di euro. Secondo una prima ricostruzione l’organizzazione, con base in Svizzera, in un anno ha gestito 4.500 chili d’oro e 11mila d’argento.
Le perquisizioni hanno riguardato 11 regioni, principalmente in Toscana (74), Campania (91), Lazio (30), Sicilia (16), Puglia (16), e Lombardia (7). Nel mirino della Gdf non solo negozi specializzati “compro oro”, ma anche gioiellerie e aziende orafe, comprese 23 società del distretto orafo di Arezzo, 16 del polo campano “Il Tarì” e una del distretto di Valenza. Il sequestro preventivo per equivalente è stato operato su oltre 500 rapporti bancari in 23 istituti di credito, 8 intermediari finanziari e 2 società fiduciarie.

compro-oro1

Nel corso delle indagini è stata anche sequestrata una villa a Monte San Savino (Arezzo). La banda l’aveva acquistata schermandosi dietro una società maltese e la utilizzava come centro di smistamento dei traffici. Una base operativa protetta e vigilata, tanto da essere ribattezzata dai finanzieri “Fort Knox” (da qui il nome dell’operazione).

La trasformazione dell’oro in lingotti avveniva in Svizzera, dove esistono centri specializzati per realizzare lingotti per oro da investimento, con timbro ufficiale, acquistati anche da banche e Stati. L’argento raccolto nei “compro oro”, invece, veniva trasformato in barre in Italia e rivenduto direttamente sul territorio italiano dove erano già pronti gli acquirenti.

Nella villa di Monte San Savino si svolgevano gli incontri tra i corrieri dell’oro e gli svizzeri pronti a consegnare i lingotti. Proprio nella villa sarebbe avvenuto l’ultimo incontro, il 10 ottobre scorso, quando i finanzieri di Arezzo hanno sorpreso un orafo aretino e due corrieri comaschi intenti a scambiarsi oro e denaro. Da quell’episodio la decisiva svolta alle indagini, che vedrebbero il coinvolgimento di nomi anche importanti dell’imprenditoria aretina, a carico dei quali sono in corso perquisizioni in casa e nelle aziende.

Un mercato in continua ascesa, il fenomeno dei “Compro Oro” ha lineamenti in chiaro-scuro ed è a forte rischio di infiltrazioni della malavita organizzata. L’oro è un bene rifugio e nei momenti di crisi, come l’attuale, venderlo è uno dei rimedi per rimpinguare il portafogli. Così si spiega il boom dei “Compro Oro”, secondo un’indagine dell’Adoc nell’ultimo anno sono aumentati del 15%, solo a Roma ci sono circa 250 negozi. Rispetto allo scorso anno il 20% in più dei consumatori ha venduto i propri gioielli presso un “Compro Oro”, un’attività che è cresciuta del 15% nell’ultimo anno, arrivando a contare oltre 5mila negozi in tutta Italia.
Due sono i motivi del boom: la crisi economica e il rialzo del prezzo dell’oro. Negli ultimi 5 anni, difatti, il prezzo è salito del 160%. Di conseguenza la corsa a vendere l’oro ha accelerato, oggi i Compro Oro sono frequentati da ogni tipologia di consumatore, dal pensionato al dipendente, dal padre di famiglia allo studente. Il giro d’affari è enorme, ogni attività genera un flusso economico di circa 350mila euro l’anno, in totale vengono mossi quasi 2 miliardi di euro l’anno su tutto il territorio.

A destare preoccupazione, non è soltanto l’impoverimento di fasce sempre più ampie di popolazione, che per far fronte alle spese quotidiane, decidono di vendere i gioielli preziosi, ma anche la rapidità con cui è esploso il fenomeno dei ‘Compro oro’, il cui numero è cresciuto da circa 8.000 agli attuali 25.000 in dodici mesi, con un giro d’affari stimato in circa 10 miliardi di euro. Le dimensione del business (parliamo di circa una tonnellata al giorno di gioielli usati), unito alla mancanza di precisi paletti normativi, hanno reso permeabile il settore alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
La proliferazione dei ‘Compro oro’ ha provocato un danno non secondario agli orafi, prosciugando l’importante canale di approvvigionamento di materia prima rappresentato dall’oro cosiddetto ‘usato’ che oggi, anziché rivivere in nuovi gioielli, viene fuso in lingotti e avviato sul mercato internazionale. «Se incanalato e regolamentato come appunto la proposta di legge vorrebbe fare – spiega il Presidente degli orafi aderenti a Confartigianato – l’oro usato potrebbe essere immesso sul mercato e non sparire in mille rivoli, o addirittura andare in Svizzera come si vede in questi ultimi periodi. Ci poteva essere, in questo caso, una disponibilità di materia prima maggiore rispetto a quella attuale».

Fonti e sitografia:
La Repubblica
Confartigianato
Tgcom24

Riferimenti:

<a href=”http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?/cronaca/articoli/1067926/compro-oro-perquisizioni-a-tappeto-della-gdfsequestri-per-163-milioni-base-in-svizzera.shtml

“>TGCOM24</a>

<a href=”http://www.repubblica.it/cronaca/2012/11/08/news/blitz_gdf_contro_compro-oro-46159775/

“>La Repubblica</a>

<a href=”http://www.confartigianato.vt.it/cvt/index.php?option=com_content&view=article&id=234:compro-oro-orafi&catid=1:ultime&Itemid=84

“>Confartigianato </a>

Antonello Luongo

IV As Liceo Scientifico G.Galilei Potenza

CRONACA E STORIA

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