Scuola- I sindacati si dividono dopo l’incontro con Profumo- CGIL Conferma sciopero il 24 novembre – Manifestazione a Piazza del Popolo a Roma

Non accenna a placarsi la protesta del mondo della scuola contro il Governo Monti e i tagli decisi nel contesto della revisione della spesa pubblica, ma i sindacati si dividono . I sindacati della scuola Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno sospeso lo sciopero e la mobilitazione indetti per sabato prossimo. La Cgil ha invece confermato l’astensione dal lavoro e la manifestazione nazionale a Roma. Sabato 24 novembre migiliaia di docenti provenienti da tutta Italia si incontreranno per una grande manifestazione a Piazza del Popolo, a Roma, salle ore 10.00 alle 13.00.

«I due punti della mobilitazione erano la cancellazione dell’aumento dell’orario di lavoro e l’atto di indirizzo per la trattativa per il recupero degli scatti di anzianità – ha dichiarato il segretario nazionale della Cisl scuola Francesco Scrima – Li abbiamo ottenuti e sospendiamo la mobilitazione in attesa dell’esito del confronto». Per il governo erano presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà e i ministri Grilli, Patroni Griffi e Profumo.

«Mi auguro che tutte le iniziative di protesta della giornata di sabato si svolgano pacificamente, nel rispetto reciproco», ha scritto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, in una lettera aperta indirizzata a docenti e studenti. Profumo ha preso le distanze dal ddl Aprea. L’attuale Governo «non a nulla a che fare con il ddl 953 detto ddl Aprea». Lo precisa il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, in una lettera aperta a studenti e insegnanti. «Auspico – scrive il ministro – che tutte le forze politiche ascoltino il dissenso e recepiscano modifiche durante la discussione avviata al Senato». «Ritengo doveroso specificare – scrive Profumo riferendosi al ddl Aprea che prevede il riordino degli organi collegiali della scuola e l’ingresso dei privati nei consigli di istituto – che tale proposta è stata formulata e discussa in piena autonomia dal Parlamento, con la partecipazione di tutte le forze politiche. Dunque non c’è alcuna diretta responsabilità del Governo, né mia personale, nelle proposte ivi contenute». «Peraltro – aggiunge – in alcun modo ho partecipato alla stesura del testo o ne ho mai condiviso l’impianto. Auspico, invece, che tutte le forze politiche sappiano ascoltare il dissenso di vaste parti del mondo della scuola e intendano recepire le opportune proposte di modifica durante la discussione attualmente avviata al Senato».

Mimmo Pantaleo, della Cgil-FLC, ha duramente criticato l’esecutivo tecnico e il ministro della pubblica istruzione Profumo. In un comunicato la FLC-CGIL ribadisce i motivi della protesta:

“La FLC CGIL dopo l’incontro di oggi a Palazzo Chigi, convocato sugli scatti di anzianità del personale della scuola, esprime un giudizio fortemente critico rispetto a quanto prospettato dal Governo e conferma lo sciopero e la manifestazione del 24 novembre 2012.

Il ripristino degli scatti di anzianità per l’anno 2011 ha bisogno di una copertura finanziaria 480 milioni di euro, ma il MEF a fronte dei tagli epocali, 8 miliardi in tre anni, ha certificato una miseria di risparmi: 86 milioni.
È necessario quindi tagliare di un terzo, pari a 390 milioni di euro, il fondo di scuola per pagare gli scatti. Questo sarà scritto nell’atto di indirizzo per l’avvio di una apposita sessione negoziale.

non_si_piegano_rid_01Non è una soluzione, ma il gioco delle tre carte. L’onere del pagamento si scarica sui lavoratori che dovranno rinunciare a una parte del salario accessorio, quello finalizzato al miglioramento dell’offerta formativa cioè il valore aggiunto alla didattica.

Gli scatti verranno pagati dagli stessi lavoratori ma anche dagli studenti che avranno meno offerta formativa. L’autonomia scolastica e il patto sociale con le famiglie ne escono calpestati.

Per coloro poi che dovrebbero percepire lo scatto negli anni successivi, c’è una sola soluzione: taglio ulteriore del fondo di scuola. In due anni quindi le risorse disponibili per il miglioramento dell’offerta formativa si ridurranno a meno di un terzo di quelle attuali.

Secondo il Ministro Grilli, novello Marchionne, questo “impegno” del Governo dovrà essere compensato da un aumento della produttività del personale docente e ATA: vale a dire lavorare di più a parità di salario.

Il Governo tace invece su precariato e piano di stabilizzazioni docenti e ATA, tagli agli organici, finanziamenti alla scuola pubblica, docenti inidonei e rinnovo del contratto bloccato da oltre tre anni.

Per queste ragioni la FLC CGIL conferma lo sciopero e la manifestazione a Roma in Piazza Farnese il 24 novembre e chiede ai lavoratori e alle lavoratrici, agli studenti e ai cittadini di aderire in massa per difendere la scuola pubblica e la dignità del lavoro.

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