“Siamo l’Europa ribelle, non vi dobbiamo niente”. Studenti, prof e lavoratori in piazza. Mobilitazioni ovunque

General Strike, sciopero generale. L’evento, indetto dalla Confederazione europea dei sindacati (CES), forma parte di un’ondata di manifestazioni che si terranno in concomitanza in tutta Europa, specialmente in Grecia, Portogallo e Italia.

Cortei, manifestazioni e sit-in in tutta Europa per il lavoro e la solidarietà e contro l’austerità. In Italia la Cgil ha convocato una mobilitazione di quattro ore e circa 100 manifestazioni in tutto il Paese e in molte città si sono già verificati scontri tra polizia e manifestanti, come a Roma e Torino Momenti di tensione a Roma durante un corteo non autorizzato del Blocco studentesco, la formazione giovanile di CasaPound. In piazza c’erano alcune centinaia di studenti, a Via di Ripetta hanno cercato di “sfondare2 verso Via del Corso e Palazzo Chigi, ma le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno fatto muro. Tra le forze dell’ordine si contano due poliziotti contusi e un carabiniere con un taglio alla mano. A Torino invece, gli studenti universitari in corteo dopo una corsa su corso Vittorio hanno dato l’assalto al cantiere del grattacielo in costruzione della nuova sede di Intesa Sanpaolo. Dopo essere entrati nel cantiere, si sono trovati in una sorta di cul de sac e allora hanno deciso di uscire e correre verso le forze dell’ordine che sbarravano via Cavalli. La polizia ha caricato e tra fumogeni e lanci di oggetti c’è stato un momento di scontri tra studenti e forze dell’ordine. Al momento la situazione è tesa e le forze dell’ordine in assetto antisommossa fronteggiano gruppi di studenti sempre davanti al cantiere del grattacielo. Sempre a Torino corteo di insegnanti e allievi con lanci di uova e di fumogeni contro la sede dell’Agenzia delle entrate che, all’arrivo del corteo studentesco, ha serrato i cancelli. Imbrattati i muri dell’edificio con la scritta “usurai, strozzini”. Un gruppo di manifestanti ha inoltre fatto irruzione alla sede provinciale del ministero dell’Economia e delle finanze. I ragazzi hanno lanciato petardi e fumogeni nell’atrio e hanno preso alcuni tavoli e documenti per portarli fuori dall’edificio. Davanti all’edificio poi hanno dato fuoco alle masserizie prese e si sono riuniti nuovamente al corteo, che ha come obiettivo il grattacielo in costruzione della banca Intesa Sanpaolo. Dall’università La Sapienza, a Roma è partito il mini corteo degli studenti che si ricongiungerà con i Cobas a Piazza della Repubblica: in testa ci sono i ragazzi con i famosi “libri-scudo” e uno striscione che recita: “Siamo l’Europa ribelle, non vi dobbiamo niente”. Secondo gli stessi studenti in strada “ci sono 5mila persone”, mentre “altri 10mila studenti” sarebbero a Castro Pretorio, anche loro in arrivo a Piazza della Repubblica. A Milano è partito alle 10 da piazza Cairoli un corteo di diverse migliaia di studenti, principalmente studenti delle medie superiori ma anche universitari e docenti precari. Le vetrine del Punto Enel, e delle filiali di Unicredit e Cariparma di via Broletto a Milano sono state danneggiate a colpi di bastone e imbrattate con slogan contro la crisi e firmate con la A cerchiata da un gruppo di giovani incappucciati che si sono staccati dall’imponente corteo. Imbrattato anche il portone della sede Consob, sempre in via Broletto. A Bologna sono quattro i cortei organizzati: in migliaia, soprattutto giovani, stanno paralizzando il centro storico. A Genova sono due i cortei organizzati dalla Cgil, entrambi diretti a piazza De Ferrari dove è in programma il comizio conclusivo della segretaria nazionale confederale Serena Sorrentino. Grande manifestazione anche a Palermo dove migliaia di lavoratori, precari e studenti hanno sfilato lungo via Ruggero Settimo, arrivando al teatro Massimo. I manifestanti hanno scandito slogan contro il governo Monti e contro il piano di austerità messo a punto dall’esecutivo. In piazza sono scesi i lavoratori aderenti alla Cgil, i Cobas e gli aderenti al partito comunista. Non è solo l’Italia a scioperare. La Spagna, quarta economia della zona euro, strozzata da una disoccupazione oltre il 25% e da drastiche politiche di rigore si prepara a vivere il secondo sciopero generale in un anno. Sciopero generale anche in Portogallo dove sono previste manifestazioni in diverse città.

I docenti, dopo tante mazzate, ormai non si fidano più della politica e continueranno a manifestare contro quella che considerano una provocazione e una sfida lanciata dalla politica stessa contro il mondo della scuola, che in cinque anni ha contribuito al risanamento dei conti pubblici con 140 mila posti di lavoro e 3,5 miliardi di euro. Ma non solo. C’è ancora in piedi la questione degli scatti stipendiali sessennali bloccati dal precedente governo, che dal 2009 – anno in cui è scaduto l’ultimo contratto del comparto scuola – al 2014 eroderanno del 15 per cento il potere d’acquisto delle retribuzioni. L’anno scorso, sono stati recuperati gli scatti maturati nel 2010, ma per gli altri occorre trovare altri 350/400 milioni.

Il malessere della scuola parte dai tagli inferti all’istruzione pubblica negli ultimi dieci anni, ma anche dal disegno di legge ex Aprea  – presentato nel 2008, ormai varato dalla Camera e in fase di approvazione al Senato – che ridisegna gli organi collegiali della scuola e apre la gestione delle stesse ai privati, dalla riconversione su sostegno dei docenti in esubero e dalla “retrocessione” degli inidonei nelle segreterie. Ma il mondo della scuola, precari in testa, protesta anche contro il cosiddetto concorsone , che considerano una “truffa” perpetrata a danno degli stessi precari della scuola che dopo anni di supplenze verranno sottoposti ad un quizzone con domande di logica e comprensione del testo.

Fonte: TMNews e altre agenzie di stampa

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