Josue’ Marone- Il triste (neanche tanto) strano caso di un bambino conteso (Progetto Giovani, disagio, legalita’)

Progetto di ricerca Liceo Scientifico “G.Galilei” di Potenza 2012-2013

Giovani, Disagio, Legalità

nell’ambito della Cattedra di Storia e Filosofia

per le classi III H, III I, IV As, V As, V H

JOSUE’ MARONE- IL TRISTE (NEANCHE TANTO) STRANO CASO DI UN BAMBINO CONTESO

bambino-cittadella-

Tutto parte da un video trasmesso dal programma “Chi l’ha visto?” ; il protagonista è Leonardo, un bambino di dieci anni , che si ritrova a recitare un drammatico sceneggiato.

Non ha scelto lui questa parte, per pura umiltà intellettuale ha cercato di rifiutarsi; i drammi non sono mai stati la sua passione, neanche quelli di Ibsen. Lui ha un sorriso naturale, un dono divino; gli vengon più facili le commedie.

Ci piacerebbe vederla così, ma questo non è un film e  Leonardo non è un attore bensì la vittima dell’ennesimo caso di affidamento condiviso “andato male”. Questa volta più delle altre però, l’avvenimento ha riscontrato un grande interesse mediatico “grazie” all’intervento della polizia, che “nelle forme più discrete e adeguate al caso” non ha mancato di farsi vedere.

Il papà del bambino infatti, avrebbe potuto avvalersi “dell’ausilio dei Servizi Sociali e della Forza Pubblica nelle forme più discrete e adeguate al caso”, se strettamente necessario.

Ma prima ancora di parlare di Polizia, tribunali e servizi sociali, soffermiamoci sulla prima citata figura del papà. Già, perché il “mandatario” del misfatto è stato proprio lui. Lui e quella malata voglia di rivincita su mamma, così da dimostrare che è lei il cattivo genitore, lui quello bravo.

Ma Leonardo sa bene che hanno sbagliato tutti e due. Del resto, prima che iniziassero a litigare conduceva una vita tranquilla, si faceva leggere le fiabe a letto, sognava posti lontani e draghi infuocati, giocava con i suoi amici a pallone; poi è tutto cambiato. La sera mamma era troppo impegnata e non ha più letto le fiabe. Papà era troppo impegnato, e non l’ha più accompagnato dai suoi amici a giocare a pallone.

Tra i due litiganti il terzo NON gode. Ed è bene che si sappia. Ed è altrettanto bene che i due litiganti se ne accorgano.

Sarebbe bastato discutere tra loro a bassa voce dei problemi sentimentali, cercare di mettere tutto a posto e raggiungere un accordo così da non far del male al bambino, strumentalizzato dai due per far guerra tra di loro, non ascoltato e incredulo spettatore del crollo dell’ancora tiepido ambiente famigliare, che l’aveva fino ad allora cresciuto.

Ed ecco che la mancata collaborazione, e la mancata ricerca di essa da parte dei genitori, ha condotta ad una tragica fine che non è altro che il video che tutti scioccati abbiamo visto al telegiornale. Un bambino che durante una normale lezione scolastica viene chiamato fuori dalla classe dagli assistenti sociali, con i quali parla per circa dieci minuti di cose di cui non abbiamo certezza (probabilmente un invito a star calmo e non far vedere cosa stesse succedendo ai compagni di scuola), se non che dopo questi dieci minuti il ragazzo sia stato scortato -con maggior accuratezza di quanto non sia stato fatto con Bernardo Provenzano- dalle forze di Polizia che, all’uscita dall’edificio scolastico, si sono trovate dinnanzi ad un bambino che all’idea di separarsi dalla madre non reagisce bene ed inizia a far sentire il suo disagio. Così gli uomini in divisa decidono di prendere il bambino per le gambe e trascinarlo fino alla macchina dove, quando la zia (regista del video) chiede le ragioni dell’accaduto, un ispettore donna le risponde che non è dovuta a darle spiegazioni in quanto “Io sono un poliziotto. Lei non è nessuno.”

Così, per complicare ulteriormente la vicenda, oltre il problema prettamente familiare, entra in gioco la solita discussione sui metodi della Polizia.

Il bambino è stato affidato al padre che, il giorno dopo l’accaduto, dichiara che suo figlio sta bene e si sta tranquillamente riprendendo dal dramma. In sua difesa, balza fuori anche “La sindrome di Medea” , ossia “l’abuso emotivo dei figli da parte dei genitori quando, durante una separazione conflittuale, gli ex coniugi coinvolgono i figli in una gara di lealtà, forzandoli a scegliere il genitore preferito” (Dott.ssa Agata Gallo, La sindrome di Medea). Molto spesso  la madre è il genitore “alienante” molto più di quanto lo sia il padre; Jacobs infatti, definisce “Complesso di Medea” il comportamento materno finalizzato alla distruzione del rapporto tra padri e figli dopo le separazioni conflittuali.

Si potrebbe così far risalire a questo fenomeno il morboso attaccamento del bambino alla madre, che nonostante la sua chiara preferenza, non viene ascoltato e quindi prelevato con violenza dal padre. E’ chiara quindi anche l’enorme incompetenza in materia da parte delle terze parti (Servizi sociali, giudici, polizia, psicologi), che sembrano far tutto tranne che quello che serve.

Ma come si può, allora, definire quale sia la reale posizione del bambino (neanche minimamente considerato seppur vera vittima, e tra qualche anno i genitori se ne accorgeranno), tenendo conto della sindrome di Medea?

Per farlo occorre introdurre subito la mediazione familiare, in modo tale che il conflitto sia affrontato sul nascere da esperti altamente qualificati, quando non c’è ancora nessuna pretesa economica e voglia di rivalsa sull’altro. Occorre agire alla radice ed in maniera efficace, garantendo uguali diritti ai genitori e non tutelare a prescindere la donna/madre; perché sappiamo benissimo della miriade di abusi che vengono quotidianamente consumati. Sappiamo benissimo che nel 90% dei casi i padri non ottengono l’affidamento del proprio figlio nonostante il non adempimento da parte delle madri, economico e non, dei doveri prestabiliti dalla legge, solo perché padri, che non vuol dire non avere il diritto di non poter chiamare o vedere proprio figlio. E proprio per evitare ciò, c’è bisogno immediato di una pesante rivalutazione del sistema Italiano, che con il caso del povero Leonardo non fa altro che mostrare ancora di più la sua inefficacia e la sua mancanza di qualifiche e qualità.

La madre ha comunque da poco ottenuto la possibilità di vedere il figlio tramite incontri programmati con la presenza di uno psicologo. E l’unica cosa certa, in questa come tante vicende che vacillano, e che non se ne esce mai come si dovrebbe bensì emotivamente distrutti (genitori e figli) e segnati a vita. Probabilmente Leonardo si ricorderà sempre di quando è stato trascinato in maniera disumana dalle forze dell’ordine e ancor più probabilmente non sognerà più come prima. E nemmeno il padre lo farà, la madre anche.

Soffermandoci sull’incapacità poi di agire in maniera efficace – con tatto e responsabilità- da parte della Polizia. Beh, da sempre ci hanno fatto vedere di “cosa sono capaci”. Da sempre, il loro intervento non fa che peggiorare le cose. E non basta l’assoluzione o la protezione di uno scudo non solo fisico ma anche politico, per non sentirsi colpevoli. Per non sentirsi uomini ed essere umani, nonostante il potere temporaneo.

Josuè Marone

G. Galilei- III H

Diritti riservati

Annunci


Categorie:Senza categoria

Tag:, ,

1 reply

Trackbacks

  1. Giovani, disagio, legalità: il Progetto e gli articoli pubblicati « Cronaca e Storia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

SCIENZA E CULTURA - SCIENCE AND CULTURE

Lo stato dell'arte tra storia e ricerche contemporanee - State of the art: history and contemporary research

ORIENTALIA

Studi orientali - Études Orientales - Oriental Studies

NUOVA STORIA CULTURALE / NETWORK PHILOSOPHY

NUOVA STORIA CULTURALE / NEW CULTURAL HISTORY

NEODRAMMATURGIA

TEATRO E RICERCA - THEATRE AND RESEARCH

LOST ORPHEUS ENSEMBLE

Modern Music Live BaND

Il Nautilus

Viaggio nella blogosfera della V As del Galilei di Potenza

Sonus- Materiali per la musica moderna e contemporanea

Aggiornamenti della Rivista "Sonus"- Updating Sonus Journal

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

ANTONIO DE LISA - SCRITTURE / WRITINGS

Teatro Arte Musica Poesia - Theatre Art Music Poetry

In Poesia - Filosofia delle poetiche e dei linguaggi

Blog Journal and Archive diretto da Antonio De Lisa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: