La storia quantitativa

Indirizzo storiografico basato su una metodologia che prevede l’utilizzo sistematico di fonti quantitative, che forniscono allo storico una messe di dati tale da potere essere analizzata mediante procedure matematiche, statistiche e informatiche. Negli anni Cinquanta del 20° sec., la storia q. tradizionale, che aveva in prevalenza indaga­to i processi e gli eventi economici (E.J. Hamilton, I. Fischer), subì un profondo rinnovamento a opera della scuola statunitense della New economic history. A partire dai lavori di A. Conrad, J.R. Meyer, R.W. Fogel e D.C. North (che accolsero le riflessioni dell’economista C. Goldin), i metodi econometrici vennero applicati alla storia del lavoro e della schiavitù, dell’agricoltura e dei trasporti, con l’obiettivo di ottenere risultati che si riteneva avessero un’attendibilità scientifica superiore, in quanto frutto del connubio tra storia e scienze esatte, ovvero scaturiti da un metodo storico che veniva proposto come il primo empirico-oggettivo. Dalla fine degli anni Cinquanta le nuove proposte di approccio quantitativo vennero accolte anche in Europa, dalla storiografia francese in particolare. Mediante quest’ultima la storia q. ha potuto anzi raggiungere la storia sociale (lo studio dei flussi migratori, della famiglia ecc.), della cultura e delle mentalità. Le ricerche di E. Labrousse rappresentano una tappa fondamentale in questo processo, perché incentrate sul tema delle crisi economiche e delle conseguenze sociali (indagate attraverso la lettura seriale di fonti fiscali, notarili, militari ecc.). Dall’inizio degli anni Ottanta l’interesse per la storia q. ha conosciuto un’inversione di tendenza, specie nell’ambito della storiografia europea, che ha variamente sottolineato l’aridità del linguaggio matematico, la difficoltà di dialogo tra storia e informatica, anche palesando perplessità sul piano della valutazione interpretativa (R. Mousnier). Sono emersi quindi in modo crescente da un lato il bisogno di tornare alle fonti qualitative, dall’altro la convinzione che il metodo quantitativo debba essere ricondotto a precisi ambiti applicativi, come lo studio dei processi economici o demografici (P. Chaunu).

Fonte: Encicolpedia Treccani



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