Condannati i poliziotti che picchiarono un 63enne denunciandolo poi per resistenza

Un fotogramma che riprende il pestaggio del 63enne

Sono stati condannati col rito abbreviato dal gip di Milano rispettivamente a tre anni e dieci mesi e a tre anni e otto mesi Federico Spallino e Davide Sunseri, i due poliziotti accusati di lesioni gravissime, falso e calunnia per avere “fracassato” la faccia a un 63enne.
L’episodio accadde la notte tra il 20 e il 21 maggio scorso in viale Gorizia a Milano. Il pm Tiziana Siciliano aveva chiesto per entrambi quattro anni. I due agenti non erano in servizio e avevano falsificato gli atti e denunciato l’uomo per resistenza a pubblico ufficiale. A incastrarli le immagini delle telecamere di vigilanza urbana nel luogo dove avvenne il pestaggio. La vittima, ricoverata con numerose lesioni al volto, ebbe quaranta giorni di prognosi.

Il gravissimo episodio avvenne il 20 maggio scorso, alle 3 del mattino, in viale Gorizia. Pare che all’origine di tutto ci fossero dei fiori che gli agenti distribuivano alle ragazze di passaggio per approcciarle. L’uomo, offeso perché alla sua compagna 50enne non era stata dedicata alcuna attenzione, avrebbe iniziato ad insultarli. Poi il pestaggio, ripreso dalle telecamere di sorveglianza. «Pochi minuti di drammatiche immagini rese ancor più crude dalla indifferenza del mondo circostante», scrisse il pm Tiziana Siciliano nella richiesta di custodia cautelare. Il pm spiegò che quella sera c’è stato «un incontro casuale» tra i due agenti e il 63 enne, Luigi Vittorino Morneghini, che era insieme alla compagna di 50 anni. I due poliziotti, a un certo punto, fecero per andarsene e «attraversano la strada». L’uomo, «certamente alterato da assunzione di alcol» fece un «gesto tanto insensato quanto risibile», si «tolse la giacca» e seguì i due, «rimanendo poi fermo al centro della carreggiata». Il pm scrisse che non si può sapere cosa l’uomo «abbia detto, possiamo ipotizzare che fossero le frasi sconclusionate e, perché no, provocatorie di un ubriaco un po’ molesto».

Quello che «nemmeno un pubblico ministero con anni di esperienza quale chi scrive avrebbe mai potuto immaginare è la reazione fredda ma bestiale dei due» che dovrebbero essere «rappresentanti dell’ordine», scrive il pm. Prima un «pugno» quando l’uomo era ancora in mezzo alla strada, poi «un calcio in pieno volto di violenza inaudita» da parte dell’altro poliziotto. «Nel lieve sobbalzo del corpo – si leggeva ancora – le cui immagini la telecamera impietosamente ci trasmise, sembra poter percepire il rumore delle ossa che si frantumano». L’uomo «esanime» venne «trascinato» dall’altro lato della strada dove l’aggressione proseguì. Dopo il pestaggio, i poliziotti stessi chiamarono il 118 e attesero l’arrivo dei soccorsi, dopo di che hanno sporsero denuncia contro l’uomo.

I due sono quindi furono accusati di falso e di calunnia, perché incolparono l’uomo «di resistenza a pubblico ufficiale, pur nella consapevolezza della sua innocenza», stilando una denuncia a suo carico. Sull’episodio intervenne il questore di Milano Alessandro Marangoni: «È con rammarico ma con molta fermezza che parlo di questa storia. Chi sbaglia tra i poliziotti –  disse – dovrebbe pagare doppio. La reazione degli agenti è stata spropositata. Il nostro intervento dimostra che la forza dello Stato è quella di essere trasparente».

La vittima presentò denuncia dopo essere stato dimesso con 40 giorni di prognosi dall’ospedale Policlinico, dove rimase ricoverato per quattro giorni. Dagli accertamenti è emerso che il 63enne aveva un precedente recentissimo per una lite con la compagna, che lo aveva denunciato in questura in aprile. Nel provvedimento firmato dal giudice si fece riferimento a «un impressionante numero di fratture», tra cui diverse lesioni allo zigomo, al setto nasale, al bulbo oculare e alla mascella, che avevano comportato un «fracasso di faccia» con una «deformazione permanente del viso».

12 ottobre 2012



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