Ddl stabilità- Gli insegnanti lavoreranno 6 ore in più, con pesanti conseguenze sulle nuove assunzioni: 6.400 precari a casa- Il 12 sciopero

Le novità per la scuola nella Legge di stabilità: docenti al lavoro per 24 ore a settimana a parità di stipendio, oltre al blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino al 2017. A questo bisogna aggiungere lo spostamento della pensione a 67 anni.

Il ministro Francesco Profumo

Il “Sole 24 ore” e il “Manifesto” sono tra i pochi giornali a riportare le ripercussioni della Legge di stabilità sul mondo della scuola. Scrive “Il Sole”:

“Una norma inserita in extremis nel disegno di legge di stabilità varato martedì notte punta a uniformare il tempo passato nelle classi delle secondarie di primo e secondo grado (oggi 18 ore) con quello trascorso in cattedra nelle elementari (22 ore di lezione + 2 di programmazione dei moduli). Per i docenti di medie e superiori, dunque, l’innalzamento del tempo dedicato al lavoro sarà di 6 ore a settimana. E sarà compensato prolungando di 15 giorni le vacanze estive”.

“Oltre all’impatto sui docenti che già lavorano resta da capire l’effetto che la stretta avrà sui precari. Le sei ore in più dovrebbero essere impiegate nello svolgimento delle supplenze brevi all’interno dello stesso istituto. Bloccando di fatto la nomina di supplenti esterni”.

Probabilmente a questo si riferiva ieri Pierluigi Bersani quando si è scagliato contro le misure del governo in materia di scuola: «Temo di non sbagliarmi, ma sotto la parola complicata di ingegnerizzazione ci sono tagli di 6.300-6.400 posti di lavoro per gli insegnanti». I prof sono già esasperati per il blocco dei contratti, al quale si aggiunge quello degli scatti di anzianità fino al 2017. Sull’ipotesi di un aumento dell’orario di lavoro a costo zero il ministero non conferma e non smentisce. Il responsabile dell’Istruzione Francesco Profumo ieri mattina, riferendosi alla legge di stabilità, ha parlato di «un contributo di generosità» chiesto al mondo della scuola. Non ha dato altri particolari, aggiungendo però che «nella prossima fase contrattuale bisognerà pensare a modalità diverse». Un ulteriore riferimento del ministro è a un contributo di 182 milioni da parte della scuola che sarebbe stato rispettato «ma non con tagli diretti». Una dichiarazione articolata che potrebbe corrispondere ai timori del sindacato.

Indetto sciopero dalla FLC-CGIL per il 12 ottobre:

Questo il Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

Legge di stabilità: Governo Monti sferra un ulteriore attacco al welfare e al lavoro pubblico

“Per la scuola, oltre all’ulteriore blocco dei contratti e degli scatti d’anzianità, l’ultima trovata è l’aumento di un terzo dell’orario di lavoro a parità di salario per le scuole secondarie. Le conseguenze saranno maggiori carichi di lavoro per i docenti, la riduzione di migliaia di supplenze per gli spezzoni e di quelle brevi. Si tagliano quindi ulteriormente organico e risorsealla scuola pubblica in perfetta continuità con il Governo Berlusconi.

Ormai è evidente a tutti che questo Governo, pur di difendere gli interessi delle banche e della speculazione finanziaria, affossa i diritti dei lavoratori e lo stato sociale. Vogliono privatizzare il sistema d’istruzione e la ricerca pubblica ritenuti un lusso che il Paese non può permettersi.

domenico-pantaleoAl Ministro Profumo vorrei raccomandare di non vendere più fumo perché è responsabile del caos nel quale è iniziato l’anno scolastico e del peggioramento della qualità dell’offerta formativa. Con le sue scelte demagogiche, come quella del concorso, cerca solo pubblicità mediatica.

Classi sovraffollate, edifici insicuri, licenziamento di migliaia di ATA e docenti, provvedimenti assurdi come quello relativo alla riconversione di docenti inidonei e ITP, l’aumento dei contributi a carico delle famiglie e il mancato trasferimento alle scuole dei fondi contrattuali stanno gettando scompiglio tra i lavoratori, gli studenti e le famiglie.

Ora basta!
Lo sciopero del 12 ottobre e le tantissime manifestazioni programmate insieme agli studenti chiederanno un radicale alternativa alle politiche del Governo Monti e del Ministro Profumo. I diritti dei lavoratori non sono merce.”

11 ottobre 2012



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