Isole Senkaku- Niente celebrazione 40° anniversario dell’amicizia, solo tensione tra Cina e Giappone

Manifestanti in Cina bruciano bandiera giapponese

Durissime proteste in Cina contro la nazionalizzazione delle Senkaku, le isole controllate da Tokyo e rivendicate da Pechino e Taipei. Sono andate in scena nel corso del mese di settembre in almeno 85 città in tutta la Cina, malgrado i richiami delle autorità a seguire «espressioni razionali di patriottismo». Il premier nipponico Yoshihiko Noda ha sollecitato più volte più protezione per connazionali e loro investimenti: «continueremo ad assumere un atteggiamento risoluto con la prospettiva d’ampio respiro nel trattare la questione», ha detto in un talk show tv a metà settembre e ha ripetuto nei giorni scorsi.

Il 2012 doveva essere l’anno del 40° anniversario dei rapporti “amichevoli” tra Cina e Giappone. E proprio oggi avrebbe dovuto tenersi una cerimonia pubblica per commemorarlo. Tuttavia i due Paesi al momento, ammette la Beijing Review, non sembrano attraversare un buon momento.

Dieci anni fa, il trentesimo anniversario era stato celebrato in maniera pomposa. Incontri diplomatici, spettacoli di teatro tradizionale giapponese, il No, all’opera di Pechino, auspici di una cooperazione futura sulla base di una “relazione di amicizia” tra Tokyo e Pechino. Oggi è tutto il contrario.

Il Giappone preme sulla Cina perché prenda misure capaci di frenare le violenze contro cittadini e aziende nipponici ancora nel mirino delle proteste di massa, in uno scenario che preoccupa il segretario alla Difesa Usa, Leon Panetta, visto che le dispute territoriali in Asia, soprattutto tra Cina e Paesi vicini, potrebbero sfociare in conflitti se i governi «proseguono con le provocazioni».

Ci sarà «da mantenere la calma e il Giappone chiederà alla parte cinese di fare lo stesso», ha precisato il premier, ricordando che «la nazionalizzazione delle isole Senkaku aveva lo scopo di poterle amministrare in modo calmo e stabile».

I possibili sviluppi della situazione sono stati al centro degli incontri che Panetta, giunto in Giappone per la visita di due giorni prima della tappa a Pechino, ha avuto con la controparte Satoshi Morimoto e il ministro degli Esteri, Koichiro Gemba. Ma risultati ancora non se ne vedono.

«Sono preoccupato – ha commentato più in generale sull’Asia – quando vedo Paesi impegnati in provocazioni varie che possono portare a violenze e, infine, a un conflitto». Gli Stati Uniti, ha rilevato, «non prendono posizioni per quanto riguarda le dispute territoriali, ma noi non sollecitiamo solo la Cina, ma anche gli altri Paesi che sono coinvolti a impegnarsi in un processo che possa risolvere questi problemi tranquillamente».

Panetta ha detto che avrebbe incoraggiato Pechino a mettere in campo più sforzi sulla risoluzione promossa dall’Asean, l’ Associazione della nazioni del sudest asiatico, basata sull’adozione sempre di soluzioni pacifiche, in una serie di rapporti conflittuali che vede la Cina contrapposta a Paesi quali Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei.

Il capo del Pentagono ha ricordato come lui e il segretario di Stato, Hillary Clinton, impegnata in un tour diplomatico di 10 giorni in Asia nel corso di settembre, «chiedono con forza a questi Paesi di trovare vie pacifiche, invece di provocazioni». E, a giudicare dai risultati, finora poco ascoltati.

Intanto manifestazioni di protesta si sono registrate anche in Giappone.

La contesa sulle isole Senkaku/Diaoyu degli ultimi giorni – ci informa Marco Zappa sul sito China Files- sta giocando un ruolo fondamentale nell’assetto delle relazioni tra la seconda e la terza economia mondiale. Dopo la nazionalizzazione del piccolo arcipelago da parte del governo giapponese, Pechino e Tokyo hanno ingaggiato una lotta su tutta la linea.

Prima, all’apice delle manifestazioni anti-giapponesi tenutesi in moltissime città della Cina continentale, alcuni colossi dell’industria giapponese – Toyota e Honda per il settore metalmeccanico; Canon e Panasonic per il comparto tecnologico – hanno deciso di chiudere i loro stabilimenti per qualche giorno in seguito ai veri e propri “sabotaggi” ai loro impianti produttivi da parte dei loro addetti cinesi.

Poi le iniziative di boicottaggio dei prodotti made in Japan e gli inviti della stampa cinese a imporre “sanzioni” commerciali al Giappone – si veda l’editoriale del China Daily del 17 settembre scorso.

Ora lo scontro passa anche da altri prodotti, quelli dell’industria culturale dei due Paesi. La popolare libreria internazionale del distretto di Wangfujing a Pechino ha infatti rimosso dai propri scaffali l’edizione cinese dell’ultimo bestseller del giapponese Murakami Haruki, 1Q84. E, come riporta l’agenzia di stampa di Tokyo Jiji Press, ha fatto sapere di avere fatto lostesso per tutti gli altri libri di autori giapponesi disponibili in traduzione.

Un addetto alla vendita intervistato dalla stessa agenzia ha affermato: “non ne conosoco esattamente il motivo. Forse è perché le relazioni tra Cina e Giappone non sono buone”. In un altra grande libreria della capitale nel distretto di Xidan, invece, rimangono ancora copie di qualche bestseller nipponico.

Secondo il quotidiano britannico The Guardian e il giapponese Asahi Shimbun, il Dipartimento municipale per la stampa e l’editoria della città di Pechino avrebbe invitato gli editori di cancellare le pubblicazioni che parlino di Giappone o che siano scritte da giapponesi. L’autorità governativa ha però smentito la notizia.

Anche dal Giappone arrivano ripercussioni sul mondo della cultura. Questa volta a farne le spese sarà il cinema.

Il prossimo mese a Tokyo prenderà il via la 25esima edizione del Tokyo international film festival. Per il vincitore sono in palio 50 mila dollari. In quell’occasione uno dei film in concorso, la coproduzione Hong Kong-Cina, Floating City del regista Yim Ho è stato ritirato dalla competizione. Una decisione, si legge in un comunicato ufficiale riportato ancora dal Guardian, presa “in seguito a problemi da parte della produzione”.

Un altra coproduzione sino-giapponese, 1905, del regista Kurosawa Kiyoshi , sarebbe poi a rischio. Le riprese del film, ambientato tra il Guangdong in Cina e la città di Yokohama in Giappone in seguito alla prima guerra sino-giapponese, sono state posticipate a data da destinarsi.

Negli anni di cui parla il film di Kurosawa, il Giappone era la mecca di molti giovani intellettuali asiatici che volevano modernizzare il proprio Paese. Oggi – conclude Marco Zappa- evidentemente non è più così.

27 settembre 2012



Categorie:Senza categoria

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

LINGUE, STORIA E CIVILTA' / LANGUAGES, HISTORY AND CIVILIZATION / ЯЗЫКИ, ИСТОРИЯ И ЦИВИЛИЗАЦИЯ

Sito di Lingue e Letterature comparate / Site of Comparative Languages ​​and Cultures

ANTONIO DE LISA- OPERE LETTERARIE - LITERARY TEXTS

Poesia - Narrativa - Scritti di viaggio - Teatro / Poetry - Fiction - Travel writings - Theater

- ANTONIO DE LISA (ADEL) - PITTURA, GRAFICA, SCULTURA / PAINTING, GRAPHICS, SCULPTURE

Studio Polimaterico Blu- Arte / Polymaterial Study of Art

ORIENTALIA - ARTE STORIA ARCHEOLOGIA / ART HISTORY ARCHEOLOGY

Studi orientali - Études Orientales - Oriental Studies

STORIA E REALTA' - HISTORY AND REALITY

POLITICA/POLITICS - SOCIETA'/SOCIETY- ECONOMIA/ECONOMY - CULTURA/CULTURE

LOST ORPHEUS TEATRO

LOST ORPHEUS THEATRE

LOST ORPHEUS ENSEMBLE

Da Sonus a Lost Orpheus: Storia, Musiche, Concerti - History, Music, Concerts

Il Nautilus

Viaggio nella blogosfera della V As del Galilei di Potenza

Sonus - Online Journal

Aggiornamenti della Rivista "Sonus"- Updating Sonus Journal

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

ANTONIO DE LISA - WORK IN PROGRESS

Teatro Arte Musica Poesia - Theatre Art Music Poetry - Théâtre Arts Musique Poésie

IN POESIA - FENOMENOLOGIA DELLA LETTERATURA

IN POETRY - PHENOMENOLOGY OF LITERATURE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: